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Un albergo rurale in Etiopia da un progetto tutto italiano

Un albergo rurale in Etiopia tutto italiano, utilizza tecnologie locali e architetture tipiche per rispettare il paesaggio mozzafiato. Un importante esempio di utilizzo moderno di tecniche tradizionali.

Da un’idea italiana, nasce un albergo rurale in Etiopia nella provincia nord di Gheralta. Il progetto del Gheralta Lodge I è a firma italiana di Nicole Cieri Architects, uno studio sito a Roma che spesso ha lavorato nel continente africano. I committenti privati hanno richiesto un albergo, con ambienti confortevoli, che potesse accogliere nel deserto africano i turisti. Un progetto insolito che ha grande rilevanza anche da un punto di vista tecnico. Sono stati utilizzati infatti delle tecniche tradizionali locali per realizzare per rispettare il “geius loci”. L’albergo si colloca nel famoso altopiano etiope, quasi 2000m, della regione del Ticrai, il più vasto acrocoro africano e uno dei maggiori della Terra, occupando un lotto di 10acri. Il lodge si trova nel cuore del percorso storico, a due ore FWD dall’aeroporto di Mekelle, mezza giornata di macchina da Axum e una giornata da Lalibela.

L’Etiopia è una nazione con una bassa densità abitativa, composta da piccole aree desertiche. Il clima è molto arido, con periodi di pioggia che possono essere durare anche molte settimane. Queste due condizioni permettono la formazione, lungo le rive dei fiumi, di argille che caratterizzano l’architettura del luogo. Ma una tecnica tradizionale prevede l’utilizzo di una struttura in muratura portante con sistema a secco, tramite la posa di pietre locali tagliate ad opera d’arte. Questo è il metodo utilizzato per realizzare l’albergo rurale in Etiopia.

Un albergo rurale in Etiopia da un progetto tutto italiano
divisare.com

Il progetto dell’albergo rurale in Etiopia

La volontà del committente, l’ing. Silvio Rizzotti, era quella di realizzare un albergo lontano dalla città, per dare ai turisti un assaggio del paesaggio tipico del luogo. Un edificio che, quindi, ha la necessità di essere unico, essendo isolato dal contesto, e rispettoso del paesaggio in cui si colloca. Nulla di più adatto quindi è l’utilizzo di pietre naturali locali per realizzare le murature portanti perimetrali e solai lignei per gli orizzontamenti. Per lo stesso motivo è stata scelta la tipologia edilizia della residenza diffusa, ovvero corpi di fabbrica monopiano distribuiti nel lotto.

La composizione architettonica ha portato alla realizzazione di un parco naturale costituito da volumi isolati formando due cortili esterni, due patii comuni. I 5 corpi di fabbrica sono tutti rivolti verso sud, come si evince dal planovolumetrico. Tale disposizione ha imposto la differenziazione tra il prospetto sud e nord, a causa dell’eccessivo soleggiamento diurno. Per questo motivo, rispettando la progettazione tradizionale, sulle facciate sud le bucature sono piccole, mentre quelle a nord sono più ampie. In più va sottolineata la scelta di contrapporre le bucature sui prospetti, permettendo la creazione di un sistema di rinfrescamento naturale tramite correnti d’aria.

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Le scelte tecnologiche e architettoniche

I tetti sono stati rivestiti da due strati, uno di terra cruda per impermeabilizzare mentre l’altro di terra superficiale. Quest’ultimo strato ha permesso alla vegetazione spontanea di crescere e creare dei tetti giardino naturali molto suggestivi. Un altro elemento caratterizzante è la policromia delle pietre locali, che hanno reso i prospetti, apparentemente semplici e spogli, tutti diversi tra loro. Un esempio lampante dell’uso di tecnologie tradizionali in chiave moderna. Le camere sono matrimoniali o singole e tutti i bungalow sono dotati di bagno privato.

Il Gheralta Lodge è stato creato da Silvio Rizzotti nel 2007. Questo nativo italiano ha scoperto questa regione dell’Etiopia per caso. Ha deciso di stabilirsi lì e sviluppare questa iniziativa per consentire lo sviluppo di questa regione povera. Il suo obiettivo principale, sin dall’inizio, è quindi quello di lavorare con la comunità locale del villaggio di Hawzen. Pertanto, impiega direttamente e indirettamente, nei servizi di supporto (guide, ad esempio), una cinquantina di persone. Tutte queste persone provengono dalla comunità, le quali hanno seguito dei corsi formativi per imparare i mestieri necessari.

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Marcello Raianohttps://buildingcue.it
Laureato in Ingegneria Edile-Architettura presso il Politecnico dell'Università Federico II di Napoli. Formato principalmente in Tecnologie per l'edilizia e Prevenzione incendi, ha affrontato nel suo percorso temi come il restauro di monumenti storici, analisi sismica di edifici nuovi ed esistenti in calcestruzzo armato. Appassionato di politica, ma soprattutto di cinema.