A distanza di 4500 anni, i monumenti degli antichi Egizi hanno ancora da dirci tanto. A dimostrarlo è uno studio condotto dall’Università di Ingegneria del Cairo e l’Insitute di Parigi HIP che hanno svolto delle analisi termiche sulla Piramide di Cheope. E’ conosciuta anche come la Grande Piramide di Giza, ed è la più antica e più alta delle tre piramidi di Giza. Inoltre è anche la più antica delle Sette Meraviglie del Mondo Antico, e l’unica a rimanere in gran parte intatta. Il nome dell’iniziativa che stanno svolgendo questo team di ricercatori è Scan Pyramids ed è stato lanciato il 25 ottobre dal Ministero dei beni antichi Egiziano e dovrebbe proseguire fino alla fine del 2016.

Come hanno condotto le ricerce?

La tecnica usata è la termografia; è una tecnica non distruttiva e non intrusiva. Strumento di cui si avvale questa tecnica è la termocamera. Questo strumento è in grado di rilevare le temperature dei corpi presi in esame attraverso la misurazione dell’intensità di radiazione infrarossa emessa dal corpo.

Quali risultati sono stati ottenuti?

Già ora lo studio ha mostrato risultati molto interessanti. Il lato della Piramide che ha mostrato anomalie è la parte orientale a livello base. Le anomalie sono state riscontrate in una serie di blocchi di pietra in prima fila. Esattamente, mentre la maggior parte dei blocchi mostravano temperature nella media, tre di questi mostravano temperature più alte della norma. Infatti  mentre la differenza di temperatura tra la maggior parte dei blocchi di calcare adiacenti era tra 0,1 a 0,5 gradi Celsius, l’anomalia nella Grande Piramide era di ben 6 gradi più calda. Queste grandi differenze di temperatura possono portare a pensare di tutto, dalla presenza di vuoti e quindi di stanze ancora inesplorate della Piramide, Finora ci sono un sacco di ipotesi su ciò che questo potrebbe indicare – con le ipotesi principali di essere aree vuote, correnti interne d’aria o differenti materiali da costruzione – ma nessuna conclusione è stata ancora tratta. In ogni caso la ricerca è ancora lunga.

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