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Australia, cosa dice la normativa sulle zone a rischio incendio

Dal 20 dicembre 2019 l’Australia si trova in stato di emergenza. Il caldo torrido ha provocato centinaia di incendi boschivi. Oltre i danni ingenti sull’ambiente, le vittime e i danni a cose hanno portato lo stato australiano nel caos più totale. Da quasi un mese, i roghi hanno già distrutto oltre sei milioni di ettari di terreno e centinaia di abitazioni sono state bruciate.

Non mancano, certamente, i disagi sulla viabilità. Molte infrastrutture sono praticamente inutilizzabili, costringendo milioni di australiani a fuggire per vie marittime e stare al sicuro sulle spiagge del sud australiano.

Cosa dice la normativa in Australia

Adottata nel 2018 e redatta dalla commissione Standards Australia Committee FP – 020 che si occupa delle costruzioni di edifici in zone esposte agli incendi, l’Australian Standard AS3959 ha sostituito la precedente normativa del 2009, la AS3959. La normativa regola le prerogative e le accortezze da usare per la costruzione di edifici, ad uso residenziale e non, nelle zone soggette a incendi boschivi che sono sempre più frequenti nello stato australiano a causa delle alte temperature che si raggiungono in estate.

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In sostanza, questa nuova normativa impone che tutti gli edifici di nuova costruzione siano sottoposti a una valutazione BAL (Bushfire Attack Level). Nella relazione per la valutazione devono essere considerati diversi fattori come: l’area di pericolosità incendio, la pendenza del terreno sul quale sarà costruito l’edificio, il tipo di vegetazione presente e la densità di vegetazione presente. Questi fattori vengono chiamati indici di rischio incendio (IDE).

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Un’interessante considerazione viene fatta per determinare l’entità della pericolosità e dell’attacco dell’incendio nell’area di rogo che, per questo motivo, è stata divisa in sei livelli. I livelli si differiscono per intensità dell’esposizione al calore radiante:

  • Livello BAL – LOW: Rischio molto basso. Questo livello non comporta nessuna minaccia;
  • Livello BAL – 12,5: Rischio basso. Il calore riscalda con entità di 12,5 kW/m2;
  • Livello BAL – 19: Rischio moderato. Il calore riscalda con entità di 19 kW/m2;
  • Livello BAL – 29: Rischio alto. Livello che esprime una certa pericolosità;
  • Livello BAL – 40: Livello abbastanza alto che esprime pericolosità e modifiche sulle superfici;
  • Livello BAL – FZ: Viene denominata “zona fiamma”, il calore riscalda con entità di 100 kW/m2;

Il livello BAL a cui è sottoposto l’edificio viene determinato usando due metodi. Uno semplificato, che viene utilizzato in tutti i casi tranne quando la pendenza del terreno vegetale è oltre 20°, l’altro più dettagliato, valevole per tutti i casi tranne quando la pendenza della vegetazione è oltre 30° e quella del terreno 20°.

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Metodologie di costruzione per il livello estremo (BAL – FZ)

In base al livello di esposizione considerato, la normativa impone diverse metodologie e materiali impiegati per la costruzione dell’edificio. Inoltre, la normativa è stata strutturata per garantire facilità di costruzione: infatti, essa offre diverse alternative agli elementi di costruzione e alluso dei materiali. Oltre questo agevole strumento, non vi sono imposizioni per quanto riguarda gli elementi quali serramenti e telai. Infatti, diversamente da quanto si pensi, non è vietato l’utilizzo di legname, purché rispettino le caratteristiche adatte al diverso livello BAL.

Una proprietà danneggiata a Mallacoota, East Gippsland. PH: bbc.com

La normativa fornisce linee guida di costruzione e materiali da impiegare per ogni elemento dell’edificio: sottofondo, pavimentazione, murature esterne, serrature. Un particolare interesse suscita l’attenzione verso le murature esterne, le quali devono avere una delle seguenti caratteristiche:

  • Pareti in materiale non combustibile, come ad esempio muratura, mattoni di fango o calcestruzzo aerato, che abbiano uno spessore di 9 cm;
  • I giunti delle pareti devono essere coperti, sigillati, sovrapposti, appoggiati o accoppiati in testa per evitare intercapedini maggiori di 3 mm. La normativa fornisce un’alternativa: applicazione di materiale ignifugo sul rivestimento esterno del telaio;
  • Le prese d’aria devono essere schermate con una rete di spessore di 2 mm, realizzata in acciaio resistente alla corrosione o in bronzo;

Porte e finestre devono essere protette da quelli che la normativa chiama bushfire shutter, mentre poi la normativa si sofferma sui requisiti per tetti e verande.

Il prodotto del cambiamento climatico

La comunità scientifica non ha dubbi: i roghi che hanno colpito l’Australia sono causati da un mix deleterio di temperature elevate (sono stati raggiunti addirittura i 49°) e venti forti, frutto di un cambiamento climatico sempre più evidente. Il CCPI (Climate Change Performance Index) ha assegnato all’Australia il punteggio più basso in assoluto per la politica climatica adottata dal governo.

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È risaputo che il governo Morrison sia negazionista sul fronte ambiente. Per il primo ministro non esistono corrispondenze tra le emissioni di carbonio che produce la nazione e le temperature elevate raggiunte in questi giorni. Vallo però a spiegare ai 480 milioni di animali sterminati e agli ecosistemi distrutti, che di sicuro non hanno nessuna colpa, se non quella di condividere il pianeta con l’essere umano.

bbc.com

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Gianluigi Filippohttps://buildingcue.it
Laureato in Ingegneria Civile presso l' Università della Calabria con tesi sull'analisi del modello idraulico di una rete idrica. Laureando magistrale Ingegneria Civile indirizzo Idraulica.