Nicola Lovecchio

Torre Isozaki, Torre Allinz

Torre Isozaki: l’infinito e il futurismo

Con i suoi 207 m (altezza effettiva dal piano stradale) la Torre Isozaki (soprannominata Il Dritto) è uno tra gli edifici più alti d’Italia e il più alto al tetto.

Progettata dall’architetto giapponese Arata Isozaki e dall’architetto italiano Andrea Maffei, fa parte del progetto di riqualificazione del quartiere storico della fiera campionaria, a Milano, gestito dalla società City Life. Anche se inizialmente si era parlato di una futura occupazione da parte di Generali Assicurazioni, esso sarà acquistato dalla società tedesca Allianz, per tale motivo viene chiamata Torre Allianz.

La struttura è distribuita verticalmente su 50 piani dei quali 46 sono previsti a destinazione direzionale. La torre sarà in grado di ospitare fino a 3.800 persone. E’ caratterizzata da piani completamente illuminati da luce naturale, con viste panoramiche. Tramite una lobby su due livelli, la Torre Isozaki è connessa sia direttamente con la piazza centrale di CityLife (zona dell’ex-Fiera in riqualificazione) e con la piazza sottostante dove è prevista la fermata Tre Torri della metropolitana M5.

Il progetto prende ispirazione principalmente, dalla Endless Column di Constantin Brancusi installata nel 1937 nel parco di Targu-Jiu, in Romania, che suggerisce la creazione sistemi ripetibili all’infinito e dal Futurismo, non a caso un movimento che si è sviluppato a Milano, nato per rispondere ai temi della città contemporanea, nella sua aspirazione alla massima verticalità, anche questa Torre Infinita rappresenta una riflessione sui temi della città contemporanea.

“Nel nostro arcipelago di forme abbiamo trovato interessante sviluppare l’idea di un grattacielo senza fine, una sorta di endless tower. Intendevamo studiare un concetto da applicare al grattacielo, prima ancora che immaginarne la sua estetica. Nell’aspirazione alla massima verticalità, abbiamo scelto di applicare il concetto di un sistema modulare che si può ripetere all’infinito, senza soluzione di continuità.”                                                                                                                                                                                 Andrea Maffei

Per dare forma ai concetti di verticalità e di tensione verso l’alto si è scelto un modulo che si compone di 6 piani per uffici, con una pianta molto stretta e allungata di 21×58 metri.
La scelta di queste proporzioni è finalizzata ad uno snellimento del volume per accentuarne la verticalità e lo rende strutturalmente provocatorio vista la snellezza di una forma così alta.

ASPETTI INNOVATIVI

Le facciate sono caratterizzate da pannelli in vetro curvato a freddo che creano le grandi curvature dei moduli. Questa soluzione è stata ottenuta attraverso delle tecniche di cold-bending, ovvero di piegatura a freddo del vetro solo attraverso il suo incollaggio ai montanti in alluminio con un lato ricurvo.

IL FUTURISMO MILANESE

Alle due estremità sono previsti tre ascensori panoramici con pareti vetrate che, salendo verso la sommità del grattacielo, consentiranno di ammirare il paesaggio e creeranno l’effetto di edificio-macchina caro al futurismo milanese.
Altro riferimento al futurismo sono i quattro contrafforti che hanno la funzione di ridurre le oscillazioni della torre negli ultimi piani per consentirne il massimo confort. Le strutture sono state portate all’esterno, in modo da farle diventare una forte caratterizzazione architettonica. Finora non è mai stata realizzata questa soluzione ingegneristica.

 

The Palm Jumeirah

The artificial palms of Dubai

Today we will discuss one of the most ambitious projects in the history of humanity since the low amount of coastline of Dubai, a system to enhance the coastline, or create artificial islands large (the jagged possible, so here’s the form to palm ) on which to build homes.

Palm Jumeirah consists of a trunk and a crown with 17 branches, enclosed by a crescent which is a 11 km long breakwater. The island is 5 km long and 5 km along the axis in the transverse direction. Enable an increase of 56 km coastal development in Dubai.

The Palm Jumeirah is an artificial island so completely human-created from the original shape of palm. Have been used for the construction of 7 million cubic meters of rock and 94 million cubic meters of sand, which was taken from the seabed and superimposed on a pedestal of rock just created. In reality, this construction process is not simple and has led not a few problems in the realization phase, one of which was that of compacting the sand so that the island not to collapse on itself liquefying in a short time. The island connected to the mainland by a bridge of 300 meters and an underwater tunnel.

Despite all the difficulties of the project, the last October, the island has become the largest artificial island ever built by man, waiting to be overtaken by other pharaonic projects of Dubai planned for the coming years.

The first phase of the project involved the creation of 4,000 accommodation including villas and apartments: 1,400 villas are situated on the island 11 branches and about 2,500 apartments spread across 20 buildings along the eastern side of the trunk.

This island is the first step of the ambitious project that sees 2015 the completion of the other two islands even more impressive (Palm Jebel Ali, Palm Deira), an archipelago of islands shaped like a map of the world (The World), a another archipelago called The Universe, and the complex of islands and canals largest in the world (Dubai Waterfront).

The Palm Jumeirah

The Universe: le palme artificiali di Dubai

Oggi parleremo di uno dei progetti più ambiziosi della storia dell’umanità: visto la scarsa quantità di coste di Dubai, un sistema per aumentare le coste, ovvero creare delle isole artificiali di grandi dimensioni (il più frastagliate possibili, ecco quindi la forma a palme) su cui costruire abitazioni.

Palma Jumeirah consiste di un tronco e di una chioma con 17 rami, racchiusi da una mezzaluna che costituisce un frangiflutti lungo 11 km. L’isola è lunga 5 km lungo l’asse e 5 km in trasversale. Consentirà di incrementare di 56 km lo sviluppo costiero di Dubai.

Palm Jumeirah è quindi un’isola artificiale completamente creata dall’uomo dall’originale forma di palma. Per la costruzione sono stati impiegati 7 milioni di metri cubi di roccia e 94 milioni di metri cubi di sabbia, che veniva prelevata dal fondo marino e sovrapposta ad un basamento di roccia appena creato. In realtà tale processo di costruzione non è semplice ed ha portato non pochi problemi in fase realizzativa, uno dei quali è stato quello di compattare la sabbia in modo che l’isola non collassasse su se stessa liquefacendosi in breve tempo.L’isola collegata alla terraferma da un ponte di 300 metri e da un tunnel sottomarino.

Nonostante tutte le difficoltà del progetto lo scorso ottobre l’isola è divenuta la più grande isola artificiale mai costruita dall’uomo, in attesa di essere superata dagli altri progetti faraonici di Dubai previsti per i prossimi anni.

La prima fase del progetto ha previsto la creazione di 4,000 alloggi tra ville e appartamenti: 1,400 ville sono situate su 11 rami dell’isola e circa 2,500 appartamenti sono distribuiti su 20 edifici lungo il lato orientale del tronco.

Quest’isola rappresenta il primo passo dell’ambizioso progetto che vede entro il 2015 il completamento di altre due isole ancora più imponenti (Palm Jebel Ali, Palm Deira), di un arcipelago di isole a forma di planisfero (The World), di un altro arcipelago chiamato The Universe, e del complesso di isole e canali più grande al mondo (Dubai Waterfront).

 


Vuoi leggere i nostri articoli senza pubblicità?

Sostieni il nostro progetto e avrai la possibilità di: