A Milano da qualche anno si respira un’aria frizzante fatta di innovazione, riqualificazione e importanti investimenti. Girando per le strade della capitale lombarda è facile notare quanto la città abbia subito un radicale cambiamento, sia riguardante il tessuto urbanistico che quello delle infrastrutture: nuovi grattacieli, spazi pubblici, edifici e presto anche una nuova linea della metropolitana stanno spingendo Milano con forza nell’immediato futuro.
Buona parte di questo cambiamento è sicuramente dovuto al progetto di riqualificazione noto come Progetto Porta Nuova, un rivoluzionario e vastissimo intervento approvato nel 2004 dall’Amministrazione Comunale. Non c’è quindi da stupirsi se gran parte delle opere che oggi caratterizzano Milano hanno visto la luce proprio in questi anni o saranno presto completate: dal Bosco Verticale al Nuovo Apple Store in Piazza Liberty, fino ad arrivare al Gioia 22 o alla nuova zona Tre Torri.

Perchè il Progetto Porta Nuova

Il Progetto Porta Nuova vede l’edificazione di un complesso di grattacieli a carattere terziario nella zona antistante la stazione Garibaldi, connesso agli edifici residenziali e terziari dell’area ex-Varesine e a quelli ricavati dalle aree dismesse nel quartiere Isola. Il progetto si è dimostrato necessario per rimediare agli incredibili danni causati dal Comune a cavallo tra gli anni ’50 e ’60 che, per rispondere alla terziarizzazione del centro e al decongestionamento dello stesso, varò un piano regolatore che non fu mai portato a termine, abbandonando quella zona di Milano dopo aver iniziato sensibili lavori di cambiamento.
Corso Como Place, la riqualificazione di Milano continua
Lavori di smantellamento della stazione di Porta Nuova, area poi rimasta così e occupata da un luna park. PH: wikipedia.it
Stazione Centrale, Porta Garibaldi e Porta Nuova furono letteralmente sventrate, Corso Como addirittura demolito per metà, con risultati purtroppo ancora oggi ben visibili. Infatti la qualità architettonica complessiva dei molti altri interventi portati avanti contestualmente al piano e il disastro urbanistico del tessuto in cui si inserirono hanno reso l’area una zona altamente disorganica, caratterizzata da ampi fuori scala, con strade relativamente strette sulle quali sorgono edificazioni assolutamente fuori contesto. A questo scenario s’aggiunge poi quello delle vaste aree vuote e degradate rimaste inedificate per decenni. Il grattacielo Unicredit con la bellissima piazza Gae Aulenti, quello della Regione Lombardia e il Bosco Verticale sono solo alcuni dei progetti più blasonati già realizzati nel rinnovato centro direzionale di Milano. Adesso un altro importante intervento è pronto a prendere il via per recuperare una parte fondamentale di Porta Nuova: ecco Corso Como Place.

Un nuovo tassello per Porta Nuova

Il progetto recupera un isolato intero tra Via Tocqueville e Via Bonnet a Milano per oltre 22.000 mq di superficie e rappresenta un tassello urbano fondamentale per consentire la riconnessione delle aree pubbliche di Via Pasubio, che circondano la sede della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli & Microsoft House, con Corso Como e Piazza Gae Aulenti. L’isolato, rimasto chiuso al pubblico negli ultimi anni non consentendo la permeabilità con il tessuto urbano circostante, include la torre di 21 piani di oltre 70 metri di altezza, ex sede Unilever, progettata alla fine degli anni ‘50 da Francesco Diomede, Giuseppe e Carlo Rusconi, un’icona della storia urbanistica milanese.
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L’aspetto attuale della torre Unilever, con lavori di bonifica iniziati nel 2017. PH: blog.urbanlife.org
A due passi dalla Torre Unicredit, il recupero di questa zona è di fondamentale importanza per ripristinare quella omogeneità andata distrutta con gli sciagurati interventi degli anni ’60. Partendo da Piazza Gae Aulenti infatti, prima di imboccare la zona pedonale di Corso Como, si svolta a destra su Via Tocqueville. Percorrendo poche centinaia di metri si trova la Torre Unilever sulla sinistra, impossibile da non notare poiché si staglia con prepotenza rispetto al contesto. La sua entrata dà su Via Bonnet che, se percorsa interamente, sfocia su Viale Pasubio all’altezza della bellissima Fondazione Feltrinelli dove hanno sede gli uffici della Microsoft, esattamente al confine delle mura spagnole. Un percorso stimolante, una passeggiata di pochi minuti in cui è possibile immergersi in tutte le realtà che offre questa zona della città: dal settore high tech a quello finanziario, fino alla moda e alla consulenza, il tutto con a disposizione la linea verde della metropolitana e i passanti ferroviari a poche centinaia di metri.
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PH: blog.urbanlife.org

Il progetto

Il progetto prevede la rigenerazione integrale dell’edificio a torre esistente e la realizzazione di un nuovo edificio di oltre 4.000 metri quadrati che ospiterà funzioni commerciali e terziarie, oltre alla riqualificazione degli spazi pedonali circostanti e l’eliminazione della recinzione per consentire la continuità con le aree pedonali di Corso Como. La creazione di una nuova piazza connessa attraverso piste ciclabili, camminamenti e aree verdi, rispetta la filosofia di Porta Nuova nel favorire una mobilità green integrandosi con il resto della città.
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PH: blog.urbanlife.org
La riqualificazione è stata pensata con l’obiettivo di realizzare un progetto pilota da un punto di vista di infrastruttura tecnologica e in particolare di digitalizzazione nell’uso e nella gestione operativa. Questo consentirà di introdurre anche a Milano edifici all’avanguardia alla pari di altre città europee, come nel caso dell’edificio The Edge ad Amsterdam o la Fondazione Agnelli a Torino. In particolare, attraverso dispositivi Internet of Things (IoT), gli edifici saranno dotati di tecnologie Smart Building con i più avanzati sistemi di comunicazione che permetteranno l’accesso e il monitoraggio dei servizi da remoto. Una rete di sensori rileverà ciò che accade nell’edificio: i dati saranno elaborati e resi accessibili da un’app per smartphone e tablet, mettendo in connessione le persone con gli elementi del building, dai sistemi di illuminazione e climatizzazione alle macchine da caffè. Gli utenti potranno così personalizzare il proprio ambiente di lavoro e raggiungere maggiori livelli di comfort, scegliendo i livelli di illuminazione, la temperatura e l’ombreggiatura.
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Le certificazioni e il Cradle to Cradle

Il progetto Corso Como Place potrebbe essere il primo ad ottenere la certificazione secondo l’International WELL Building Certificate: il WELL Building Standard valuta il modo in cui il design, i servizi e i comportamenti all’interno degli edifici influiscono positivamente sulla salute delle persone in base ai criteri di benessere psicofisico, comfort, movimento e qualità della luce, dell’alimentazione, dell’acqua e dell’aria.
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Inoltre Corso Como Place punta ad ottenere a certificazione LEED Gold e a seguire il protocollo di progettazione Cradle to Cradle, che introduce criteri di economia circolare nella scelta dei materiali e nell’implementazione dei processi e che limiterà i consumi energetici grazie all’introduzione delle più efficaci best practice di edilizia sostenibile rispondendo agli standard Nearly Zero Consumption Building: 65% in meno di consumi idrici per uso potabile e 80% per irrigazione, riduzione del 30% dei consumi energetici e l’impiego del 25% di materiali provenienti da risorse sostenibili.
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I lavori e i fondi

L’operazione di rigenerazione urbana è sviluppata attraverso il fondo immobiliare Porta Nuova Bonnet, i cui investitori sono la società immobiliare quotata COIMA RES e il fondo di sviluppo COIMA Opportunity Fund II, che rappresenta il più grande fondo di investimento di rigenerazione urbana dedicato all’Italia. COIMA SGR opera in qualità di investment e asset manager e COIMA SRL come development manager. Il Gruppo BancoBPM ha finanziato l’operazione proseguendo la collaborazione storica con COIMA.
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L’investimento complessivo è di oltre 160 milioni di euro. La riqualificazione del complesso prevede la fine lavori entro il 2020. Ad oggi sono state completate le bonifiche e la demolizione integrale degli interrati per oltre 25.000 metri cubi. La gara di appalto per l’individuazione di un general contractor dell’intervento, a cui hanno partecipato 6 imprese generali, è stata affidata a I.C.M. Costruzioni Generali, con l’avvio dei lavori iniziato già nel mese di agosto.
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