In un precedente articolo abbiamo parlato della richiesta da parte del Presidente del CNI, Antonio Zambrano, direttamente al Premier Giuseppe Conte e a Inarcassa, per un eventuale contributo agli Ingegneri. Inarcassa, prontamente, ha risposto. Pronti 100 milioni per far fronte all’emergenza Covid-19. Il Presidente di Inarcassa, con determina d’urgenza, ha stanziato 100 milioni di euro destinati ai professionisti ingegneri utili ad ammortizzare la criticità economica. Inoltre, con toni di discussione lo stesso Giuseppe Santoro ha ribadito:

Sconcerto per la discriminazione del governo contro i liberi professionisti che non fa onore al Paese.

Il comunicato stampa

Nel comunicato stampa ufficiale, dopo una premessa (tipica burocratese) riguardanti i vari decreti approvati dal governo, si leggono le richieste valutate necessarie per affrontare tale periodo di crisi. È chiaro che Inarcassa si accoda al riscontro positivo, già definito dal CNI, riguardo le misure urgenti a sostegno di lavoratori e imprese. Tuttavia, l’ente che tutela i diritti di ingegneri e architetti si dichiara scontento per una chiara “disparità di trattamento”. Secondo Inarcassa, le misure non tutelano i lavoratori iscritti alle Casse di Previdenza privatizzate, proprio come Inarcassa.

Le richieste specifiche

Inarcassa fa il punto sulle richieste in un elenco preciso (citato testualmente):

  • di apportare al Bilancio di previsione 2020 una variazione di 100 milioni di euro, destinando una quota corrispondente dell’avanzo economico alla voce B.7.a.2 “Prestazioni Assistenziali”;
  • per effetto di tale variazione la voce B.7.a.2 “Prestazioni Assistenziali” si incrementa, passando da € 42.275.000 a € 142.275.000, mentre l’avanzo economico si riduce, passando da € 428.134.000 ad € 328.134.000;
  • di sottoporre tale variazione al Comitato Nazionale dei Delegati, ad avvenuta ratifica da parte del Consiglio di Amministrazione, per quanto di competenza.

Obiettivo raggiunto, ma solo a metà

Si può dire, quindi, che il comunicato diramato dal CNI non sia stato invano. O per lo meno solo a metà. Se da un lato presto saranno pronti 100 milioni per far fronte all’emergenza Covid-19, dall’altro lato manca ancora una risposta da parte del Governo.

Il Presidente Zambrano aveva dichiarato che per gli ingegneri l’interruzione, anche se momentanea, della propria attività o azienda, significherebbe default economico. Ne consegue un’impossibilità di pagare tasse, contributi ed eventuali dipendenti. Per questo, in una lettera aperta al Premier Conte, aveva richiesto particolari condizioni e proposte tra cui sostegni economici e sospensione o posticipazione dei termini di pagamento delle obbligazioni. A tal proposito, anche il Presidente di Fondazione Inarcassa ha detto la sua:

“L’istituzione del fondo da 300 milioni per coprire anche i professionisti iscritti agli ordini è insufficiente, occorrono nuove e decise misure straordinarie di sostegno al reddito anche per gli architetti e ingegneri liberi professionisti. Non chiediamo elemosina di Stato, vogliamo solo che si introducano le misure necessarie per coprire i mancati introiti a causa dell’emergenza sanitaria.”

Alla luce di questo, presto ci sarà un secondo appello di Consiglio Inarcassa (ovviamente in videoconferenza) per siglare il provvedimento in esecuzione. Non sono “sufficienti” 100 milioni per resistere all’emergenza Covid-19, come già detto, urgono misure sostanziali per fronteggiare questa crisi.