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Decreto aiuti Quater e disegno di legge finanziaria, le novità del Governo Meloni

Ad un mese dall’insediamento, il nuovo Governo è già alla prima prova importante. Disegno di legge manovra finanziaria e decreto aiuti Quater.

Categorie Edilizia · News
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Soltanto un mese è passato dal giuramento dei nuovi Ministri del governo Meloni ma i temi principali incalzano e sono già presenti sul tavolo. Per quanto riguarda in generale il mondo immobiliare e dell’edilizia ad esempio sono presenti alcune questioni come: la ridefinizione di problematiche strutturali che coinvolgono l’edilizia; il risparmio energetico; la riqualificazione del patrimonio immobiliare.

Il decreto legge n. 176/2022 è stato già approvato, è il cosiddetto Decreto aiuti Quater; quali sono le novità:

  • – proroga fino alla fine dell’anno i crediti di imposta per le imprese energivore;
  • – sconto in benzina prolungati;
  • – la rateizzazione delle bollette per le imprese in difficoltà;
  • – modifica, l’ennesima vedremo nel dettaglio in seguito, il Superbonus;
  • – si apre alla ricerca di nuovi giacimenti di idrocarburi in mare, a patto che la distanza dalle linee di costa sia superiore a 9miglia.

Questo è in pillole esaustive il decreto già approvato. È anche ufficialmente il primo atto concreto e tangibile del nuovo Governo Meloni. Queste misure mirano a mitigare ed alleviare le difficoltà economiche che stanno vivendo la maggior parte degli italiani e residenti nel nostro paese a causa dei rincari delle bollette; non meno anche per via dell’inflazione incalzante che si attesta secondo le ultime stime quasi a quota 10%.

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Crediti: pixabay.com

Quali misure sono state adottate: il Superbonus 90%

Innanzitutto la grande novità riguarda il Superbonus. Il nuovo assetto prevede una soglia di detrazione del 90% e non più del 110%, per le spese sostenute nel 2023. Viene introdotto il criterio secondo il quale se hai un Isee basso e non puoi permetterti lavori edili hai accesso alla detrazione fiscale del bonus. Anche il quoziente familiare rappresenta un vincolo per poter accedere al Superbonus. È stato creato un periodo cosiddetto “transitorio” per tutti i lavori che stanno per iniziare nel breve periodo, in forza anche al fatto che il termine ultimo di presentazione CILAS era già stato fissato al 25 novembre 2022; ergo molto imminente.

La situazione dei cassetti fiscali non è del tutto rosea, sono fermi al palo ed i fondi per poter proseguire i lavori bloccati; per provare a smuovere la situazione il decreto attua una modifica sulle modalità di cessione. I crediti d’imposta derivanti dalle comunicazioni di cessione o di sconto in fattura inviate entro il 31 ottobre 2022 all’Agenzia delle entrate e che ancora non sono stati utilizzati, possono essere resi in 10 rate annuali con stesso importo. In ogni caso il mercato farà il suo corso e vedremo se le nuove misure adottate saranno più eque e permetteranno di smuovere positivamente una situazione che è in stallo da ormai troppo tempo.

Il disegno di manovra finanziaria cosa prevede

Lunedì 21 novembre il governo Meloni ha presentato il disegno di legge finanziaria per la manovra 2023, prova ostica per la maggioranza in Parlamento ma passaggio fondamentale per il Paese. Le misure prese sono in attesa di conferma, appunto perché fanno parte di un “disegno di legge” ed attendono una riforma più organica; anche Giorgia Meloni precisa che sono misure in divenire ma che segnano un netto e chiaro segnale politico di svolta. Alcuni provvedimenti sono già stati annunciati.

Iniziamo con un provvedimento che in realtà ancora fermo ed in divenire, la questione cessione del credito. Vediamoci più chiaro; i ritardi ed i rallentamenti di cessione del credito sono dovuti sono peggiorati, sembra che il mercato sia ancora fermo. I continui aggiornamenti di legge vedi: Decreto Aiuti, Decreto Semplificazioni fiscali, Decreto Aiuti-bis, hanno ingarbugliato e rallentato ancora di più il sistema. Il cambio di Governo è stato un altro paletto che ha reso ancor più lento il meccanismo e come se non bastasse l’Agenzia delle Entrate intromettendosi ha rincarato la dose.

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Crediti: pixabay.com

Questione rinnovabili

La questione energetica è quasi prioritaria su tutto in questo momento. Fondamentale tutelare famiglie ed imprese che hanno subìto forti aumenti dovuti alle varie vicende intercontinentali che si stanno susseguendo. La questione centrale è sfruttare al meglio ogni risorsa disponibile. L’Italia può godere di una rendita a basso tenore dispendioso, l’energia rinnovabile. Il nostro paese è ricco di risorse ed energie pulite, va però gestito al meglio questo “vantaggio” che ad ora non impegniamo al 100%. Il Governo è a lavoro su più iniziative che riguardano la questione rinnovabili ma ad ora si è data priorità al parco energetico esistente. Resta ancora aperta la questione rigassificatore di Piombino, mentre altri provvedimenti più consistenti saranno presi in seguito. Circola voce che un decreto ministeriale che uscirà a breve, dovrebbe ampliare la richiesta di incentivi per l’autoconsumo anche alle comunità rinnovabili 1 MW di potenza installata.  Anche le proroghe dei bonus energetici per famiglie e imprese energivore e gasivore rischiano di non bastare nel medio e lungo periodo. Molto difficile che riescano a rappresentano una risoluzione ad un problema di lasso temporale troppo ampio e con tempistiche di risoluzione troppo distanti.

Altri provvedimenti importanti

Le infrastrutture, attualmente a disposizione sono in cascina i 40 miliardi di euro frutto del PNRR ma Salvini, neo Ministro delle infrastrutture, dovrà gestire al meglio risorse ed investimenti giusti. L’Italia a due velocità è anche descritta dalle infrastrutture che insistono sullo stivale in maniera iniqua. Il sud va rafforzato e di fretta. Potenziare i collegamenti esistenti e crearne dei nuovi. Forte impatto ha avuto la riattivazione della società che seguirà i lavori ed il progetto per il bentornato ponte sullo stretto di Messina; sono anni che se ne parla e che si ripresenta puntuale in determinati periodi, adesso sembra che la stretta sia finale.

Anche l’aumento al tetto del contante è una misura che tende a sbloccare e far ricircolare moneta che è fondamentale per tenere a galla la nostra economia già deficitaria. Seppur dietro questo provvedimento si cela la paura evasione fiscale, vizietto già noto in paese, l’azzardo di innalzarlo è una scommessa che con il tempo ci renderà la sua efficacia. Questo paese ha bisogno di misure e riforme strutturali e non di misure tampone che rattoppano ormai un tessuto irreparabile. Soltanto cambiando radicalmente sistema e modo di agire la rotta potrà invertirsi. Il nuovo esecutivo ci sta provando seppur con non poche difficltà del caso ma sta cercando di imprimere una linea seria, coraggiosa e di grande volontà politica come non mai negli ultimi 30 anni.

Crediti: pixabay.com

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