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Disinfettare le strade non serve a prevenire la trasmissione del CoViD-19

Da circa una settimana in molte città italiane sono iniziati i lavori di disinfezione delle pavimentazioni stradali per contrastare la trasmissione del CoViD-19. Azione già applicata da Cina e Corea del Sud, ma sulla cui efficacia l’Istituto Superiore di Sanità ha espresso i propri dubbi in una circolare. Da Milano a Roma, le aziende per i servizi ambientali hanno intensificato le azioni per disinfettare le strade utilizzando una soluzione acquosa di ipoclorito di sodio, comunemente chiamata candeggina.

Ma se è scientificamente provato che la candeggina sia in grado di disinfettare piccoli oggetti, non è detto che valga lo stesso per le pavimentazioni stradali. Anzi, secondo l’ISS disinfettare le strade con la candeggina non solo è potenzialmente inutile, ma anche estremamente dannoso per l’ambiente, come sottolineato anche dall’ISPRA.

La trasmissione del virus e la prevenzione

E’ bene prima di tutto fare chiarezza su come avviene la trasmissione del virus. Il Coronavirus si trasmettere direttamente tramite le goccioline di saliva che fuoriescono dalla nostra bocca tossendo, starnutendo e a volte anche parlando. E siccome è proprio la trasmissione diretta ad essere la più contagiosa, proprio per questo sono state prese straordinarie misure preventive per evitarne la diffusione diretta, come la quarantena o il distanziamento sociale.

comune.rodano.mi.it

C’è poi la trasmissione indiretta, ovvero il caso in cui una persona sana può essere contagiata entrando a contatto con oggetti infetti, specialmente nei luoghi pubblici. Da qui l’invito a lavarsi spesso le mani e a disinfettare gli oggetti appunto con la candeggina. Ed è proprio l’Organizzazione Mondiale della Sanità a suggerire questa azione, consigliando di usare non solo la candeggina, ma anche il comune alcool per le pulizie domestiche. Bisogna lavare oggetti e superfici con cui entriamo spesso in contatto, come maniglie delle porte, smartphone, tablet e tastiere dei PC. Ma allora perché non va bene utilizzare la candeggina per disinfettare le nostre strade?

Disinfettare le strade, si o no?

Secondo l’ISS esistono informazioni contrastanti circa l’utilizzo dell’ipoclorito di sodio sulle nostre strade. Questo perché le pavimentazioni stradali sono strutture complesse e articolate, e il loro comportamento non è in alcun modo replicabile in laboratorio come per le superfici più piccole. Proprio da qui sono partite le indicazioni tecniche dell’ISPRA per uniformare sul territorio nazionale le azioni di sanificazione delle strade. Anche perché, come fatto notare anche dall’ARPA Piemonte, l’uso massiccio di ipoclorito di sodio è una pratica dannosa per l’ambiente se non opportunamente gestita.

Sanificazione delle strade vicino la Stazione Centrale di Milano da parte dell’AMSA. PH: ilpost.it

Questa posizione è condivisa anche dal Consiglio SNPA: strade, piazze, prati non devono essere ripetutamente cosparse con disinfettanti. Anche la Cina, durante il picco di epidemia a Wuhan, ha attuato questa pratica, messa però subito in discussione dal Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie in Cina. Disinfettare le strade continuamente quindi potrebbe comportare inquinamento ambientale. Ma come?

I rischi dell’uso dell’ipoclorito di sodio nel disinfettare le strade

L’ipoclorito di sodio è una sostanza corrosiva per la pelle e dannosa per gli occhi. L’uso prolungato per disinfettare le strade può portare ad un aumento delle sostanze pericolose per l’ambiente, rendendo vulnerabili persone e animali. Uno degli aspetti più importanti è che un’eccessiva quantità di ipoclorito di sodio può reagire con il materiale organico presente sulle pavimentazioni stradali, portando alla formazione di materiale cancerogeno voltatile, come clorammine e trialometani.

Disinfettare le strade non serve a prevenire la trasmissione del CoViD-19
wired.it

Ma non è da sottovalutare che la candeggina può entrare in contatto sia con le acque superficiali sia con quelle sotterranee. Nel primo caso la sostanza nuoce alla vita degli ambienti acquatici, nel secondo, per certi versi anche più grave, può portare alla contaminazione degli approvvigionamenti di acqua potabile.

Le indicazioni dell’ISS

La prima raccomandazione è quella di utilizzare il meno possibile l’ipoclorito di sodio per disinfettare le strade. Se questa sostanza è proprio ritenuta indispensabile, il suo utilizzo è da intendersi esclusivamente come integrativo e non sostitutivo delle modalità convenzionali di sanificazione stradale. Inoltre sarebbe opportuno utilizzare una concertazione di ipoclorito di sodio dello 0,1%, dopo aver effettuato una pulizia con detergente neutro. Oltre a queste, sono diverse le indicazioni dell’ISS per l’uso dell’ipoclorito di sodio, tra cui:

  • Minimizzare il trasporto di aerosol operando in prossimità delle superfici;
  • Utilizzare macchine spazzatrici, meglio ancora dispositivi manuali a getto d’acqua a pressione ridotta. Evitare l’uso di soffiatori meccanico.
  • Evitare ruscellamenti che trasportino le sostanze nel sistema fognario;
  • Mantenere un’adeguata distanza dalle colture;
  • Osservare le distanze da fossi, fossati, corsi e specchi d’acqua;
  • Ottimizzare l’azione dell’ipoclorito di sodio applicandolo durante le ore notturne;

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Massimiliano Russohttp://building.closeupengineering.it
Laureato in Ingegneria Civile e Ambientale presso il Politecnico di Bari, ora studente di Ingegneria Strutturale presso l'Università di Pavia. Giocatore di pallavolo ma amante del tennis, appassionato di musica e talvolta musicista, amo la natura e vorrei restituire ad essa ciò che l'uomo le ha sottratto immeritatamente per troppo tempo.