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Divieto ed affitto a case non a norma dal 2030, UE fa chiarezza

Il 14 dicembre 2021 è previsto un vertice della commissione europea per revisionare la direttiva sul rendimento energetico dell’edilizia (Energy performance building directive, Epbd).

Categorie Edilizia · News

L’agenda climatica impone due date fondamentali: 2030 taglio del 55% delle emissioni di CO2, 2050 raggiungimento completo della neutralità climatica. Gran parte del lavoro riguarda soprattutto l’efficientamento e la riqualificazione energetica delle case e di edifici pubblici. Il 14 dicembre la commissione UE si è riunita per revisionare la direttiva sul rendimento energetico dell’edilizia che interessa edifici pubblici e privati. Bisogna contenere l’energia sprecata per velocizzare il passo verso la rivoluzione verde.

Ma attenzione, è saltata completamente l’ipotesi paventata nei giorni scorsi che vietava la vendita o l’affitto alle case di classe G; cioè che consumano troppa energia a partire dal 2030. E’ stato Frans Timmermans, il vice presidente della Commissione Europea a dichiararlo.

Edifici residenziali, credits: open.online

L’UE richiede di rispettare le date stabilite

Ogni stato membro ha la responsabilità di decidere e stabilire le misure che intende prendere per raggiungere gli obiettivi di efficienza energetica, i governi locali conoscono meglio le singole realtà, per questo motivo ognuno avrà modo di adeguarsi come meglio riesce per poi allinearsi alla direttiva.
Ogni paese deve individuare il 15% degli edifici, in particolare patrimonio non residenziale, con prestazioni peggiori e migliorarlo in via principale superando di almeno una classe di efficienza, da classe G dovrà passare almeno alla F; questo dovrà avvenire entro il 2027. Per gli edifici residenziali la data è posticipata al 2030.

Le altre date significative sono: entro il 2030 si richiede il passaggio almeno alla classe energetica E per gli edifici pubblici e non residenziali, ad esempio uffici. Lo stesso passaggio alla classe E per il residenziale è previsto entro il termine ultimo fissato per 2033.
L’ Unione Europea metterà a disposizione circa 150 miliardi di euro da ora fino al 2030 per riqualificare circa 30 milioni di case. Al 2027 la direttiva prevede lo stop ai sostegni per le caldaie a gas, nel 2040 l’obiettivo è la totale dismissione dei combustibili fossili nell’ambito del riscaldamento degli edifici.

Classi energetiche residenziali, credits: newsprima.it

Investire e pianificare misure per il miglioramento energetico delle case

Per poter raggiungere gli obiettivi minimi, le somme da investire sono ingenti se consideriamo i patrimoni immobiliari di ogni singolo stato. Afferma il commissario all’energia, Kadri Simson, che le misure adottate dalle nazioni sono benvenute, è un buon esempio quello dell’Italia riguardo il bonus 110%.
In Italia per contrastare la povertà energetica c’è bisogno di riqualificare il grosso patrimonio edilizio. Esso versa in uno stato davvero inefficiente, alcune misure per contrastarlo potrebbero essere diverse, ristrutturazioni agevolate, abbassare le bollette che gravano sulle famiglie e vari incentivi che spronino il miglioramento qualitativo degli edifici.

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