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DL Semplificazioni, tra Appalti e Superbonus

Il DL Semplificazioni è stato approvato dal CdM e riguarda fortemente il settore dell'edilizia, tra superbonus e appalti pubblici

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Il DL Semplificazioni è stato approvato dal Consiglio dei Ministri, all’interno del più grande decreto Recovery. Novità negli appalti pubblici e per il famigerato Superbonus 110%. Subappalto al 50% nei lavori pubblici fino al termine dell’anno qualora saranno garantite maggiori tutele ai lavoratori. Il bonus maggiorato invece non sarà esteso anche agli hotel ma solo alle case di cura e agli ospedali, contro le richieste del settore. Tale scelta è stata presa, probabilmente, per non rendere incontrollato l’uso del bonus, rischiando di sovraccaricare l’Enea.

Il nuovo Recovery nasce per dare impulso alla ripresa e alla crescita del PIL cercando di superare il pronostico del +4,2%. Si sa, il settore dell’edilizia mette in moto l’economia come nessun altro. Per questo l’intervento dell’esecutivo di Draghi interviene con forza, anche se in ritardo. Il DL Semplificazioni avrà l’effetto desiderato? Intanto il settore aspetta la semplificazione del codice appalti, in maniera organica, e lo snellimento dei titoli abilitativi.

Le novità negli appalti pubblici del DL Semplificazioni

Come già evidenziato, il subappalto passa dal 40 al 50%. Il Subappaltante però deve garantire maggiori garanzie e tutele. Il pericolo del subappalto, infatti, è che può essere viatico di infiltrazioni camorristiche. C’è inoltre il rischio che il minor controllo diretto sull’impresa possa aumentare gli infortuni sul lavoro. Tale misura però risulta importante per consentire la ripartenza di alcuni cantieri fermi dall’inizio della pandemia. Grande impulso è stato dato, infatti, ad 8 grandi opere italiane, che potrebbero, nel post pandemia, facilitare commercio interno e verso l’estero.

DL Semplificazioni, tra Appalti e Superbonus

Si legge inoltre nel DL Semplificazioni che “nei bandi di gara e nei contratti pubblici Pnrr è requisito necessario dell’offerta l’assunzione dell’obbligo ad assicurare una quota pari almeno al 30 per cento, delle assunzioni necessarie per l’esecuzione contratto o per la realizzazione di attività ad esso connesse o strumentali, all’occupazione giovanile e femminile“. Inizia anche nel settore edile l’utilizzo della quota giovane minima, oltre alla quota rosa, ampiamente usata in altri settori.

Cosa cambia per il Superbonus 110%?

Prima di tutto via alla doppia conformità, così da permettere l’accesso al bonus di molte altri immobili. Ma la novità maggiore consiste nell’incisione delle categorie catastali B/1, B/2 e D/4, che corrispondono a case di cura, ospedali, collegi e convitti. Escluse la tanto richiesta categoria D/2, ovvero le strutture ricettive, come hotel e B&B. Tale esclusione ha fatto molto rumore, poiché il settore turistico puntava molto sul bonus per migliorare l’accoglienza e i confort per i clienti in prospettiva di momenti economicamente migliori.

Tra gli incentivi chiacchierati salta quello dei fotovoltaici in zone agricole che avrebbe consentito nuovamente la realizzazione agevolata di campi fotovoltaici. Attualmente tale operazione è considerata ad alto impatto ambientale e poco sostenibile anche dal punto di vista economico, considerando il cosiddetto LCA. Con il nuovo DL Semplificazioni si potrà eseguire interventi di efficientamento energetico presentando al SUE soltanto una CILA, che presto sarà soppressa dal nuovo Testo Unico delle Costruzioni. Riusciranno le misure, nel loro complesso, ad far accelerare ancor di più i cantieri italiani? La previsione è che per un vero impatto positivo, misure come il Superbonus e il Bonus Facciate debbano avere un orizzonte più lungo, con un prolungamento almeno sino al 2023/2024.

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