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L’edificio sollevato per prepararsi all’innalzamento del mare

Un edificio sul litorale di San Francisco è stato sollevato di 3 metri per fronteggiare l'innalzamento del livello del mare dovuto ai cambiamenti climatici.

A San Francisco si è deciso di non demolire uno storico edificio situato sul lungomare e di rinnovarlo con nuove destinazioni d’uso per restituirlo alla cittadinanza. Un grosso edificio sollevato di 3 metri dal suolo per proteggerlo dall’innalzamento delle acque per poi essere ristrutturato. Il molo 70 infatti, è uno dei quartieri costieri della baia soggetta ad interventi di recupero per avere infrastrutture ed edifici più resistenti agli effetti dei cambiamenti climatici. Le autorità competenti infatti, stimano che il livello del mare salirà nel 2100 dai 30 cm ai 130 cm. L’intera San Francisco Bay è oggetto di studio per far fronte agli effetti della crisi climatica.

L'edificio sollevato per prepararsi all'innalzamento del mare
Ph: dezeen.com

L’edificio sollevato sul lungomare di San Francisco

L’edificio è stato realizzato nel 1941 per far fronte alle necessità di costruire navi durante la Seconda Guerra Mondiale. Al suo interno gli statunitensi realizzavano piastre in acciaio per gli scafi delle navi costruite nel vecchio cantiere navale. Anziché abbatterlo e costruire un nuovo edificio si è deciso di sollevare l’intera struttura, che pesa circa 2.075 tonnellate, per poi ristrutturarlo con nuove destinazioni d’uso. Lo studio Perkins and Will, dopo il sollevamento, si occuperà di trasformare l’edificio in spazi di lavoro per produttori locali e artigiani, negozi e spazi per eventi. L’edificio, attualmente di 11.000 metri quadrati circa, verrà ampliato fino a raggiungere 21.300 metri quadrati. Ciò sarà reso possibile dai progettisti aggiungendo locali al livello interrato, aggiungendo un secondo livello ed un mezzanino.

L'edificio sollevato per prepararsi all'innalzamento del mare
Ph: dezeen.com

Le operazioni di sollevamento

La struttura storica sarà alzata esattamente di 10 piedi (ovvero 3,50 m) facendo uso di martinetti idraulici. Le operazioni di sollevamento sono organizzate in due fasi: una di preparazione della durata di nove mesi ed una seconda di sollevamento di due settimane. Sul perimetro dell’edificio sono state installate 68 torri di sostegno, una sotto ogni colonna. 136 martinetti idraulici provvedono a sollevare l’edificio contemporaneamente in ogni punto. I martinetti comprimono liquido, tipo l’olio, per sollevare le colonne in acciaio alla velocità di 14 cm ogni due ore. Fondamentale è l’attività di monitoraggio digitale per controllare la contemporaneità del sollevamento ed evitare cedimenti puntuali o sollevamenti differenti su alcune colonne. Dei conci di legno vengono accatastati ad ogni sollevamento per poi successivamente essere sostituiti da torri di sostegno in acciaio ancorate a nuovi basamenti in calcestruzzo che stabilizzano la struttura.

L'edificio sollevato per prepararsi all'innalzamento del mare
Ph: dezeen.com

Proteggere la baia di San Francisco dai cambiamenti climatici

La società danese BIG, nota per la realizzazione del termovalorizzatore con pista da sci sulla copertura a Copenaghen, ha sviluppato un progetto per proteggere la baia di San Francisco dalle inondazioni. Il progetto mira a migliorare la resilienza dell’area con la realizzazione di ampi spazi verdi destinati a contrastare l’innalzamento dell’acqua. Nel ridisegno della baia si prevede inoltre, la realizzazione di villaggi galleggianti collegati da traghetti, piste ciclabili e autostrade per veicoli autonomi. Bjarke Ingels, fondatore di BIG ha dichiarato:

ALLA LUCE DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI E DELL’INNALZAMENTO DEL LIVELLO DEL MARE, POSSIAMO NON SOLO SALVARE LA BAIA, MA POSSIAMO COLTIVARE LA BAIA PER LA NATURA, PER LE PERSONE E PER UN CLIMA CHE CAMBIA

L'edificio sollevato per prepararsi all'innalzamento del mare
Studio sull’impatto dell’innalzamento del livello del mare e i rischi di alluvione nella baia di San Francisco. Ph: journals.plos.org

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Lorenzo Iaconinotohttps://buildingcue.it
Ingegnere Edile laureato al Politecnico di Torino con tesi sul BIM per il Facility Management dello Juventus Stadium. Collabora con Politecnica Ingegneria e Architettura.