Per edilizia acrobatica si intendono tutte le lavorazioni in cantiere operate in quota tramite l’utilizzo di funi. Per tali azioni servono operai specializzati, addestrati per agire sospesi ad una fune ancorata sulla copertura. Questa pratica può essere utile sia per nuove costruzioni che per ristrutturazioni.

L’ edilizia acrobatica è in tutta Europa una realtà. In Italia si è abituati all’esclusivo uso dei ponteggi, causando una limitazione delle possibilità e in taluni casi l’aumento dei costi. Spesso è conveniente poiché scongiura la dilatazione dei tempi e permette alle imprese di non noleggiare i ponteggi. Nel nostro paese però stenta a decollare a causa di norme che spesso non ne consentono l’uso. E’ anche nata un’associazione internazionale (EPCRA – European Professional Certification for Rope Access) con lo scopo di regolamentare e certificare le procedure e le caratteristiche per il lavoro in verticale, armonizzando le competenze dei tecnici che si occupano di questa modalità operativa.

Edilizia acrobatica, buona alternativa in cantiere
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Quali sono i vantaggi

Calarsi dalla cima di un edificio attira con stupore l’attenzione dei passanti, ma non è così pericoloso quanto sembra. I sistemi di protezione individuali utilizzati sono sufficienti per garantire la sicurezza del lavoratore e secondo le statistiche gli infortuni sul lavoro sono anche limitati. Infatti spesso il montaggio e lo smontaggio dei ponteggi costituisce un elemento di rischio per i lavoratori. Se si calcola il rischio, analizzando con cura tutti i fattori della formula classica R=PxD, si capisce come a volte con l’edilizia acrobatica è drasticamente ridotto.

E’ in forte aumento in Europa, la richiesta da parte dei committenti di questa pratica, poichè riduce fortemente i tempi di lavoro, esige un minor numero di lavoratori e le attrezzature utilizzate sono minori rispetto a quelle utilizzare per il montaggio-smontaggio di un apprestamento, soprattutto se si tratta di un edificio con un numero elevato di piani.

Edilizia acrobatica, buona alternativa in cantiere
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Le difficoltà in Italia

Negli anni ’90, dopo alcune direttive comunitarie, si è passati da una norma di carattere “protezionistico” ad una “prevenzionistica“. Sono nate numerose figure di vigilanza in cantiere in tema di sicurezza, e nuovi elaborati tecnici necessari. Queste nuove norme hanno però dato priorità ai DPC, sul resto, ovvero ai dispositivi di prevenzione collettiva. Per questo nelle operazioni in quota dovrebbe essere previsto anche un DPC per permetterne l’attuazione, ciò limita quindi l’applicazione dell’edilizia acrobatica in Italia.