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End of waste, riutilizzare rifiuti in edilizia

La Direttiva Europea in materia di rifiuti 851/2018/UE, denominata “Pacchetto economia circolare”, definisce gli obbiettivi in termini di riduzione nella produzione dei rifiuti. Al suo interno infatti, sono contenute importanti indicazioni per attuare una delle misure necessarie per l’economia circolare, l’”end of waste”. L’ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili) si è già mossa collaborando direttamente con il Ministero dell’Ambiente per definire le condizioni per poter riciclare i materiali da costruzione. L’associazione ha evidenziato come il tema dell’end of waste investa tutto il mondo imprenditoriale e quindi anche le imprese di costruzione, interessati sia come produttori di rifiuti sia come utilizzatori di prodotti recuperati. Affinché i materiali derivanti dai processi di demolizioni possano essere riutilizzati è necessario varare regole chiare e costantemente aggiornate, che tengano conto dei sistemi produttivi e delle tecnologie utilizzate. Quelle esistenti però sono spesso norme superficiali e non consone con le attività di recupero dei materiali.

End of waste, riutilizzare rifiuti in edilizia
Rifiuti da demolizione abbandonati.

Cos’è l’end of waste

La “Cessazione della qualifica di rifiuto” è da intendersi come processo di recupero di un determinato materiale che perde la qualifica di rifiuto per acquisire quella di prodotto. L’end of waste non è quindi il risultato finale ma il processo che permette ad un rifiuto di tornare a svolgere un determinato ruolo utile come prodotto. Il “rifiuto” cessa di essere tale, secondo quanto definito dalla normativa europea, quando soddisfa determinate condizioni della direttiva quadro:

  • è comunemente utilizzato per copi specifici: trattasi di prodotti diffusi e applicati in ambiti noti ed atti a svolgere funzioni definite;
  • esiste un mercato o una domanda per tale sostanza od oggetto;
  • la sostanza o l’oggetto soddisfa i requisiti tecnici per gli scopi specifici e rispetta la normativa e gli standard esistenti applicabili ai prodotti;
  • l’utilizzo della sostanza o dell’oggetto non porterà a impatti complessivi negativi sull’ambiente o sulla salute umana.
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Recupero di rifiuti edili. Ph: cavozza.it

Materiali da demolizione nel ciclo produttivo

Far entrare nel ciclo produttivo i materiali derivanti dalle demolizioni non è affatto semplice. L’ANCE, che collabora costantemente con il Ministero dell’Ambiente, si è lamentata del fatto che il legislatore fornisca spesso risposte inadeguate alle reali esigenze. Inoltre, l’entrata in vigore del decreto “Sblocca Cantieri” (L.55/2019) ha creato nuove incertezze e dubbi sul tema. Pertanto, i costruttori hanno chiesto di sopperire alle falle normative nazionali consentendo a Regioni e Province di rilasciare autorizzazioni caso per caso. Il Consiglio di Stato finora si è rifiutato di accettare le proposte dell’ANCE, stabilendo che le condizioni per l’applicazione dell’end of waste è di competenza dello Stato.

End of waste, riutilizzare rifiuti in edilizia
Demolizione di un edificio di civile abitazione.

End of Waste sugli pneumatici

Un importante passo è stato fatto sul riciclo degli pneumatici. Il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha firmato il Decreto “End of Waste” per la gomma riciclata di pneumatici fuori uso. In Italia ogni anno circa 400.000 tonnellate di pneumatici diventano “rifiuto”. Con il riciclo gli pneumatici si trasformano da problema di complessa gestione a risorsa preziosa da utilizzare in edilizia.

“Linfa all’economia green, un nuovo tassello per la ricostruzione del Paese post Covid19. Oltre 1.000 posti di lavoro e 25 aziende che in Italia già lavorano per far diventare gli pneumatici asfalti stradali, campi di calcio, granulo da utilizzare per l’edilizia e le panchine. Un indotto che è tendenzialmente in crescita e porta lavoro tutelando l’ambiente”.

Sergio Costa, Ministro dell’Ambiente
End of waste, riutilizzare rifiuti in edilizia
Pneumatici fuori uso.

La demolizione selettiva

Con l’introduzione dell’end of waste diventa sempre più necessario parlare di demolizione selettiva. Questa attività consiste nel separare gli scarti riutilizzabili da quelli da destinare al conferimento in discarica. La demolizione selettiva può essere intesa come decostruzione programmata di un edificio da cui poter ricavare dei materiali riutilizzabili in edilizia. Gli scarti ottenuti dalla demolizione vengono valorizzati in modo tale da affermare la circolarità della trasformazione delle risorse. Le materie prime utilizzate per la realizzazione di un immobile vengono riemesse nell’ambiente sotto un’altra forma.

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Lorenzo Iaconinotohttps://buildingcue.it
Ingegnere Edile laureato al Politecnico di Torino con tesi sul BIM per il Facility Management dello Juventus Stadium. Collabora con Politecnica Ingegneria e Architettura.