Le facciate continue sono il simbolo della modernità. Da “L’International Style” a “L’High Tech” sono il sistema architettonico più utilizzato per i prospetti, soprattutto per edifici non residenziali. In principio tutto nacque da Le Corbusier che nei sui 5 punti dell’architettura all’ultimo posto, ma non per importanza, inserì la facciata libera. Quest’ultima si basa sul concetto che l’edificio può terminare anche non obbligatoriamente con il telaio strutturale ma con sistemi a sbalzo, così da ottenere totale libertà nel progetto tecnico-architettonico.

Chiamate in gergo “Curtain Wall“, letteralmente “muro di cortina” o “parete divisoria”, le facciate continue hanno diverse funzioni che le accomunano ai classici tamponamenti esterni, ma al giorno d’oggi sono uno dei campi tecnologici di maggiore sviluppo ingegneristico, dalle soluzioni ecocompatibili ai nuovi sistemi di prefabbricazione. Le tipologie ne sono molteplici, di seguito si parlerà delle più comuni. Come esempio eloquente si consiglia il Leeza Soho di Zaha Hadid.

Facciate a Montanti-Traversi (“stick system”)

Prevede la realizzazione di un reticolo in acciaio o alluminio che definisce una sotto-struttura della delimitazione sterna vera e propria. Lo “stick system” da la libertà di utilizzare qualsivoglia schema di facciata con alternanza di pannelli opachi (tamponamenti) e trasparenti (serramenti) in base alla funzione interna. Il vantaggio maggiore è dato dall’esiguo spessore degli elementi, quindi dalla loro trasportabilità, grazie alla funzione portante assegnata esclusivamente alla sotto-struttura.

Le facciate continue, ispirazione di modernità
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Facciate a Cellule (“unitised system”)

Chiamata anche “panel system”, è costituita da pannelli prefabbricati già ancorati alla sotto-struttura, e insieme sono ancorati all’edificio. Rispetto alla tipologia precedente prevede degli elementi maggiormente pesanti, ma se ne ricava un minor numero di passaggi in cantiere che riducono il rischio infortuni e i tempi di lavorazione in quota. Anche questo metodo da la possibilità di realizzare tutto in stabilimento con procedure di prefabbricazione.

Facciate strutturali (“structural glazing”)

Bisogna precisare che non è la facciata ad essere elemento portante, ma il “silicone strutturale” utilizzato conferisce tale nome a questa tipologia tra quelle di facciate continue. Nascono nel 1963 durante studi industriali americani che cercavano un metodo per ridurre al minimo il fenomeno di ponte termico per le facciate continue. Per farlo hanno pensato di porre la sotto-struttura non ai lati del pannello ma dietro e di ridurne le dimensioni; tutto ciò è stato possibile grazie all’ancoraggio con silicone strutturale tra i due elementi. Negli ultimi anni è stato introdotto anche la cosiddetta “manina”, un elemento di ritegno orizzontale che resiste al peso proprio della facciata mentre al silicone strutturale è lasciato il compito di resistere agli sforzi di taglio e di pressione-depressione del vento.

Le facciate continue, ispirazione di modernità
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Facciate ventilate

Molto simile alla tipologia “Montanti-Traversi” ma richiede la realizzazione di una doppia pelle, distinta da un’intercapedine. Quest’ultima deve essere realizzata dello spessore necessario per generare il cosiddetto effetto camino che rinfresca col caldo e isola dal freddo. Si ottiene questo effetto grazie ad un elemento di chiusura in copertura che resta aperto in estate per far nascere ricircolo d’aria, con l’aria calda che sale verso l’alto e fuoriesce, mentre d’inverno resta chiuso per bloccare il passaggio di aria portandola allo stato di quiete che la rende un ottimo isolante termico.