Nelle ultime ore, il premier Giuseppe Conte ha scelto il volto nuovo per il ministero dell’Università e della Ricerca: Gaetano Manfredi. 55 anni originario di Ottaviano (Napoli), ex docente di Tecnica delle costruzioni diventerà ministro dell’Università. Già rettore della Federico II di Napoli è alla presidenza della Conferenza dei rettori degli atenei italiani. È, dunque, da aggiornare il suo curriculum nel quale si leggono una borsa di studio post- dottorato, ruolo da ricercatore in tecnica delle costruzioni e in seguito un ruolo da professore associato nella stessa materia. Nel 2000 diventa professore ordinario della suddetta branca nella prestigiosa Federico II.

Il 20 Dicembre, deluso dai punti della manovra 2020 che riguardavano le Università, si è espresso in favore dei ricercatori “Serve un piano straordinario per i ricercatori e risorse a copertura delle esenzioni delle tasse universitarie”. E ancora duro sulla legge di bilancio “Siamo il Paese europeo con il minor numero di laureati […] non credo che questa legge renda un servizio al futuro dei nostri cittadini“.

Le sue prime parole da neo ministro fanno ben sperare per il futuro degli atenei. Intervistato da La Repubblica ha ribadito che rimane preoccupato per un miliardo in meno investito sulle università.

“Dobbiamo necessariamente pensare al dopodomani, avere quel respiro di cui la formazione e la cultura devono necessariamente disporre.”

Infine, ha speso una parola sugli studenti che più frequentemente si allontanano per trovare stimoli culturali.

“Serve un grande investimento sui giovani […] le migliori risorse italiane e anche estere devono trovare alloggio nei nostri atenei e nei nostri enti di ricerca”.