Alle ore 5 locali, l’arcipelago delle Hawaii si è ritrovato sotto una colonna di cenere alta all’incirca 10 chilometri provocata dall’eruzione del vulcano Kilauea, come è stato confermato da Mike Poland, un geofisico della U.S. Geological Survey. La violenta esplosione è stata preceduta da circa due settimane di attivita sismica, con il picco che ha raggiunto magnituto 4.4. Nessuno comunque si aspettava questo sfogo catastrofico del vulcano a seguito dell’attività sismica che ha comunque causato numerose crepe sul versante orientale del cratere.

Al momento la situazione è davvero tragica; sono state danneggiate più di una trentina di edifici, sono migliaia infatti, le persone che sono state invitate ad evacuare già negli scorsi giorni. La zona più soggetta a ad evacuazione è quella di Leilani Estates, vicino a Lapinuna, a est del versante del vulcano. La US Geological Survey, la compagnia che monitora i rischi naturali nel mondo, ha diffuso un allarme rosso per questo tipo di vulcano.

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I problemi che possono essere scaturiti da una situazione del genere sono numerosi. Non c’è soltanto il problema di visibilità che può colpire gli aerei che volano sulla zona interessata, ma anche l’emissione di zampilli incandescenti che cadono dall’alto e che possono raggiungere dimensioni importanti. Oltre a questo c’è anche il pericolo della emissione di gas molto pericolosi per la salute umana come l’anidride solforosa.

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Ricordiamo che il Kilauea, posto nel’Hawaii Volcanoes National Park,  è uno dei vulcani più attivi al mondo e la sua attività continua ininterrottamente dal 1983. E’ uno dei cinque vulcani presenti nell’arcipelago, ed è l’unico in attività.

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