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Novità per gli ingegneri: addio ai corsi 3 + 2

Dopo l’entusiasmante notizia sull’aumento delle donne ingegnere, il CNI ha reso pubblico il documento in cui vi è la proposta di “snellire” i corsi. Dunque, gli ingegneri potrebbero dire addio ai corsi attuali 3 + 2. Inoltre, nel documento si legge l’ipotesi dell’abolizione della sezione Junior (o sezione B) per gli ingegneri con il possesso di laurea breve.

Il CNI coadiuvato da un gruppo formato da docenti ed esperti del settore hanno proposto un corso quadriennale cosi strutturato: primi due anni destinati alla conoscenza delle basi scientifiche, gli ultimi due anni rivolti alle discipline specifiche del settore. Al termine del quadriennio l’obbligo di discutere una tesi di laurea. Le “vecchie” lauree, dunque, saranno classificate come lauree professionalizzanti, come si specifica nel D.M. nr. 987 del 12 dicembre 2016.

La scelta della tesi unica è nata dalla necessità di snellire il lavoro degli studenti ed evitare due lavori di tesi (una a metà percorso al termine dei tre anni) che rallenta il percorso di studio e talvolta induce gli studenti a fermarsi alla laurea breve.

Niente più sezione B

Gli ingegneri potrebbero dire addio anche alla sezione Junior, oltre ai corsi 3 + 2. Il documento, infatti, precisa che i possessori di laurea triennale non potranno iscriversi all’Albo degli Ingegneri. Una rivoluzione che interesserebbe solo ad un quattro per cento degli ingegneri che scelgono di iscriversi all’albo e cominciare la carriera professionale dopo i tre anni. C’è da dire però che non è la prima volta che il CNI propone una cosa del genere. Già dal 2003 infatti, data di nascita del 3+2, sono state diverse le proposte di abolizione della sezione B, mai però approvate dal parlamento.

Grazie alle donne ingegnere crescono gli iscritti all’Albo
Ph. medium.com

Cosa succede per gli iscritti alla sezione B

Lo scopo della riforma è di cancellare la sezione B e portare ad esaurimento gli attuali iscritti. Ciò vuol dire che sarà prevista la possibilità di effettuare la promozione alla sezione successiva, cioè la sezione A. Ma come viene effettuato? Ovviamente, intraprendendo un percorso di formazione atto ad acquisire dei crediti formativi che certifichino una esperienza pratica nel settore. I crediti formativi vengono riconosciuti dall’Agenzia Nazionale Certificazione Competenze Ingegneri che valuta la competenza professionale ottenuta con incarichi professionali. Acquisita questa competenza, verrà rilasciato il certificato di livello avanzato “CERT’ing Advanced”.

Nel documento è descritto l’iter da seguire per passare da sezione B a sezione A:

  • Il Ministero o l’Ateneo autorizza CERT’ing a certificare i crediti formativi;
  • L’Ateneo impiega un referente per il progetto CERT’ing affiancato a due docenti per ogni Corso di Laurea Magistrale attivo. I docenti assieme al referente formano il gruppo di valutazione;
  • I CFU potranno, finalmente, essere valutati con la condizione che siano minimo 180 CFU per gli iscritti alla Sezione B;
  • Il richiedente deve specificare Ateneo e corso di Laurea magistrale per i quali richiede il riconoscimento;
  • Il richiedente sarà, infine, valutato dal gruppo di valutazione anche tramite colloquio;

Saranno valutati in positivo eventuali master, stage, abilitazioni e titoli di studio conseguiti all’estero.

Previsti tempi lunghi

Sappiamo quanto sia lenta la burocrazia in Italia. Lo è ancor di più se si tratta di una questione cosi delicata. Per questo motivo è previsto un periodo di transizione, nel quale i corsi di laurea in ingegneria rimarranno quelli attuali 3 + 2 ma, al fine di favorire l’esaurimento degli Ingegneri Junior, non saranno più consentite nuove iscrizioni alla sezione B. Bisognerà aspettare che questa proposta diventi riforma, cosa assolutamente non scontata.

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Gianluigi Filippohttps://buildingcue.it
Laureato in Ingegneria Civile presso l' Università della Calabria con tesi sull'analisi del modello idraulico di una rete idrica. Laureando magistrale Ingegneria Civile indirizzo Idraulica.