L’edilizia è uno dei settori trainanti della nostra economia, anche se da un po’ di anni a questa parte sta vivendo una crisi che sembra non conosca la fine. In ogni caso l’evoluzione tecnologica in questo mondo c’è stata, soprattutto dal punto di vista ambientale e quindi del risparmio energetico, con un’attenzione sempre più grande verso l’impatto minimo che le nostre abitazioni hanno sull’ambiente. L’attenzione non si sposta solo verso l’aspetto energetico, ma anche verso l’aspetto materialistico nel senso letterale del termine; si spinge sempre più verso una filosofia di recupero e riutilizzo dei materiali da costruzione, la cosi detta economia circolare. Forse il futuro dell’edilizia passa proprio da questa filosofia, un processo già iniziato dalla direttiva 2008/98/CE che si è posto come obiettivo il riutilizzo del 70% degli scarti dei materiali da costruzione e demolizione, un punto di arrivo importante che spesso però nel nostro Paese viene ostacolato da alcune barriere burocratiche che rallentano il processo.

A risentirne sono quelle imprese che in questi anni hanno investito in ricerca e sviluppo circa il recupero dei materiali da costruzione e spesso si trovano ostacolate da questioni normative. Un processo reale quindi, che segue delle direttive europee e che ha come obiettivo quello di ridurre l’impatto e ambientale e la creazione di lavoro e di ricerca. L’interesse nell’aprire a questa nuova visione, dal punto di vista ambientale è rilevante; questo risultato si realizzerebbe realizzando meno cave e riducendo così l’impatto ambientale. Vale la pena ricordare che secondo i dati raccolti da Legambiente, in Italia ci sono circa 14.000 cave abbandonate, di cui oltre la metà sono ex cave di sabbie e ghiaia. Ma ci sono alcuni esempi positivi che vale la pena elencare.

Ecco alcuni esempi pratici

In Italia ci sono alcuni esempi pratici che hanno visto l’applicazione di questi principi come ad esempio il nuovissimo stadio della Juventus recuperati dal suo vecchio stadio Delle Alpi. I numeri sono importanti; sono stati riutilizzati oltre 40.000 metri cubi di calcestruzzo, 5.000 tonnellate di acciaio, 300 tonnellate di alluminio che hanno portato ad un importante risparmio economico del cantiere.

palazzo italia expo milano economia circolare
expo2015.tn.it

Un altro esempio in Italia è dato dal riutilizzo dell’acciaio che è stato impiegato per la realizzazione dei padiglioni all’Expo di Milano. Infatti, dopo l’Expo di Milano oltre 1.000 tonnellate di acciaio sono state recuperate smontando i padiglioni e trasportati a Dubai per l’Expo del 2020. All’estero, precisamente in Danimarca, è stato avviato ormai da un po’ di anni che vale la pena di essere citato. Questo progetto prevede il riutilizzo dei mattoni di scarto, Brevettato dalla Gamle Mursten, questo processo effettuato tramite raspatura vibrazionale, ha un forte impatto sull’ambiente. Il processo di realizzazione di un mattone prevede un impiego notevole di consumo in termini energetici. Si è stimato che il reimpiego di un singolo mattone eviterebbe l’emissione in atmosfera di 2 Kg di CO2. Concludiamo dicendo che in Italia siamo ancora lontani dal riutilizzo ottimale dei rifiuti; vengono prodotti ogni anno circa 40 milioni di tonnellate di rifiuti inerti, ma ne vengono circa il 10%, con alcune differenze tra le varie regioni italiane.