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Linee guida anti Covid-19 per ingegneri e architetti

Il 4 maggio ha segnato la data che ha riportato 3 milioni di italiani sul posto di lavoro. Tra questi molti sono gli appartenenti a studi professionali di attività di ingegneria e architettura. Nominata “fase 2”, potrebbe essere la chiave di volta della crisi che ha tenuto in casa gli italiani per oltre due mesi. Per questo motivo sarà necessario attenersi alle misure di sicurezza, indette dal governo, per il contenimento del Covid-19.

A tal proposito, l’INARSID (sindacato nazionale di architetti e ingegneri) ha predisposto linee guida sulla sicurezza e igiene da garantire sui luoghi di lavoro. I datori di lavoro, i dipendenti e soprattutto i clienti dovranno garantire il rispetto di tali misure, sia che ci si trovi all’interno sia all’esterno (cantieri, sopralluoghi).

Le linee guida da INARSID

Il documento proposto da INARSID contiene le linee guida per indicare quali procedure bisogna compiere nei luoghi di lavoro come studi professionali di ingegneria e architettura, cantieri e nei sopralluoghi. Le linee sono adottabili anche da quei professionisti che lavorano in autonomia, proprio perché è necessario garantire alcune accortezze anche per i clienti che frequentano lo studio.

Ph. en.people.cn

Come già noto, il titolare dello studio ha l’obbligo di dotarsi del DVR (Documento di Valutazione dei Rischi), ovvero quel documento che indica la mappatura dei rischi per la salute e sicurezza presenti sul luogo di lavoro. È quindi un suo obbligo aggiornarsi e rispettare normative e linee guida sulla sicurezza, affinché possa garantire un luogo di lavoro privo di rischi. Nonostante gli studi professionali non siano a rischio biologico, è necessario che il datore di lavoro (titolare) integri il DVR con indicazioni sulle procedure da adottare contro il rischio Covid-19.

Cosa fare?

Il testo appare chiaro e preciso. Suddivide per categoria le azioni da svolgere pre e durante l’attività professionale. Si dispone nel controllo della salute delle persone che interagiscono con l’attività, igiene sull’ambiente di lavoro, formazione e informazione del personale che interagisce con l’attività, con allegata l’autodichiarazione dello stato di salute al primo rientro a lavoro.

Ogni lavoratore dovrà essere dotato di una mascherina tipo chirurgico, per cui non dovranno essere utilizzate mascherine FFP2 o FFP3 con valvola. Se le mascherine sono tipo usa e getta dovranno essere cambiate ogni giorno e per mitigare tale problema potranno essere utilizzate mascherine lavabili. Inoltre, i lavoratori dovranno indossare guanti monouso nel momento in cui si è a contatto con ambienti comuni e altre persone.

Ph. valdelsa.net

E se devo effettuare un sopralluogo? Le linee guida prevedono anche tale situazione. Il lavoratore dovrà possedere minimo una mascherina FFP2 e due paia di guanti. Per far si che si limiti il contagio tramite attrezzature, è necessario che ogni lavoratore possieda la propria strumentazione (metri, livelli, ecc). La sede esterna deve essere raggiunta, possibilmente, con un unico mezzo disponendo i passeggeri uno per ogni fila di sedili. Per esempio, a bordo di un’automobile massimo due persone (conducente e passeggero sui sedili posteriori) dotati di mascherina.

Controlli preventivi e giornalieri

Le linee guida indicano alcune misure di sicurezza da adottare per il contenimento da Covid-19, in maniera preventiva e giornaliera. Prima di presentarsi in ufficio, il personale dovrà rilasciare l’autodichiarazione (allegata al testo) indicando se ha avuto sintomi, se ha effettuato il tampone e in caso indicare la data dalla quale non ha più sintomi. Il testo fa anche distinzione regionale, nel senso che nelle zone classificate a rischio è raccomandato che il personale sia sottoposto a test sierologico/immunitario, affinché possa essere tracciando una mappatura di immuni o a rischio.

Oltre questo, è necessario che ogni giorno dipendenti/collaboratori siano sottoposti a controlli di misurazione stato febbrile all’ingresso, raccogliendo i dati su un foglio presenze debitamente firmati. È consigliato l’uso di un termometro a raggi infrarossi per evitare il contatto con le persone, in caso contrario è necessario che il termometro venga disinfettato prima e dopo il controllo.

Ambienti di lavoro

Prima della riapertura del luogo di lavoro è necessario provvedere ad una sanificazione e in generale, quest’operazione, deve essere fatta ogni volta si ha un allarme Covid-19 all’interno del personale. La sanificazione deve essere ripetuta ogni mese nel caso di uffici con densità superiore a 1 persona per 10 metri quadrati. Negli uffici open space, ogni dipendente deve avere una propria postazione distante almeno 2 metri dalla postazione contigua. Inutile dire che ogni dipendente deve avere la propria attrezzatura di lavoro, compresi strumenti informatici.

Le stanze condivise, come aree predisposte alla stampa, ripostigli o anche aree per il relax e la pausa pranzo (distributore di bevande, cucine, ristori), devono essere frequentate uno per volta indossando mascherina e guanti. Ovviamente, a fine giornata deve essere garantita la pulizia e la sanificazione.

Fase 2: salute e sicurezza dei lavoratori
Ph. dynamiquedentaire.com

All’ingresso del luogo di lavoro dovrà essere predisposto un dispenser per disinfettante e guanti monouso personali. Per aggiornare i dipendenti è consigliato l’uso di cartellonistica dove sono indicate tutte le misure da adottare sul posto di lavoro. All’uscita dovranno essere predisposti contenitori ermetici per la raccolta e il rifiuto dei dispositivi utilizzati, avendo l’accuratezza di smaltirli ogni giorno.

Per tempi straordinari devono essere garantite misure di sicurezza straordinarie tali da contenere il rischio biologico da Covid-19.

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Gianluigi Filippohttps://buildingcue.it
Laureato in Ingegneria Civile presso l' Università della Calabria con tesi sull'analisi del modello idraulico di una rete idrica. Laureando magistrale Ingegneria Civile indirizzo Idraulica.