Dopo l’allarme lanciato da alcuni ricercatori sulle condizioni dei nostri oceani (Le isole di plastica nel Pacifico sono più grandi del previsto) e dopo che l’azienda danese Volker Wessell aveva annunciato un importante progetto con l’obiettivo di realizzare una strada composta esclusivamente da plastica riciclata, adesso direttamente da Londra arriva una sterzata decisiva nella lotta contro lo spreco della plastica, segnando forse in maniera definitiva il passaggio tra il sogno ecologico e la realtà applicativa.

L’amministrazione di Enfield, quartiere a nord di Londra, ha infatti ufficialmente realizzato un tratto di strada, la Green Dragon Lane, con una tipologia di conglomerato green e eco-friendly che sfrutta la plastica come elemento principale di una innovativa miscela realizzata dall’azienda Macrebur.

Il nuovo asfalto

A Londra una strada asfaltata con la plastica riciclata
new.enfield.gov.uk

Come sappiamo il conglomerato bituminoso tradizionale è costituito da una miscela di aggregati, come sabbia e pietrisco, e un legante bituminoso. Il bitume è l’elemento fondamentale della miscela perché ha la funzione di legare gli inerti tra di loro, ma è anche quello più impattante per l’ambiente poiché ricavato da combustibili fossili. Considerando che essi ormai vengono costantemente consumati, è necessario prendere in considerazione alternative al bitume per fare un passo decisivo verso la sostenibilità. L’asfalto realizzato da MacRebur è quindi da questo punto di vista fondamentale, perché rimpiazza una parte del bitume, circa il 10%, con un mix di rifiuti plastici riciclati al 100%, fungendo da agente collante. In particolare all’interno della miscela vengono inseriti tra i 3 kg e i 10 kg di rifiuti plastici in ogni tonnellata di asfalto a seconda della progettazione della strada. Questo asfalto ha maggiore resistenza a trazione, maggior resistenza a deformazione e un punto di rammollimento più alto, il che lo rende ideale per l’uso durante la stagione calda. E’ più resistente all’usura ed è quindi ideale per strade usate da mezzi pesanti, o per parcheggi di camion e piste aeroportuali, ed è inoltre meno permeabile a causa del ridotto numero di vuoti d’aria. Ha una maggiore resistenza a fatica, è più lavorabile in fase di cantiere ed è più economico rispetto a quello tradizionale.

Non è la prima volta

Sono tre le tipologie di miscele realizzate da MacRebur, ognuna con le proprie caratteristiche e adatte a situazioni differenti. La MR6, più resistente a deformazione, la MR8, più lavorabile e più rapida da installare, e la MR10, adatta per le strade rurali e per le basse temperature, poiché evita la formazione di crepe. In realtà quella di Londra non è stata la prima volta in cui MacRebur ha utilizzato la sua tecnologia. Qualche anno fa infatti parte della A7, l’autostrada che collega la Scozia all’Inghilterra del nord, fu ri-asfaltata con uno strato di 60 mm di miscela MR6, andando a sostituire 1000 tonnellate di asfalto tradizionale. In quell’occasione l’intervento permise di utilizzare circa 150.000 bottiglie di plastica e 300.000 sacchetti monouso, risparmiando dalle 3 alle 5 tonnellate di emissioni di carbonio.

Chi è MacRebur

Macrebur è una società scozzese che ha l’obiettivo di ridurre i rifiuti di plastica, ridurre gli impatti ambientali dell’asfalto e, come dice il suo CEO Toby McCartney:

creare un’economia circolare in cui i rifiuti di plastica non esistono

MacRebur ha ottenuto 1 milione di sterline attraverso il crowfounding e nel 2016 si è aggiudicata la competizione Virgin Media Business Voom come start up emergente, guadagnando un finanziamento da 50mila sterline e una campagna di marketing da 250mila sterline. Il membro del Consiglio dei ministri dell’ambiente di Enfield, Cllr Daniel Anderson, ha dichiarato: “Sappiamo tutti che la plastica può avere un impatto devastante sull’ambiente, in particolare quando il prodotto raggiunge i nostri mari e oceani. Abbiamo tutti la responsabilità di intensificare i nostri sforzi per aiutare l’ambiente riciclando di piùEnfield è entusiasta di questa prova su strada e speriamo di poter utilizzare più prodotti del distretto per aiutare a deviare la plastica dalla discarica e ridurre l’impronta di carbonio per la costruzione di strade”.