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Materiali naturali nell’edilizia: la riscoperta degli edifici in paglia

La scelta dei materiali da costruzione può contribuire in modo significativo alla sostenibilità ambientale: un esempio sono gli edifici in paglia.

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Sin dai tempi più antichi l’arte del costruire ha rappresentato un tema di grande interesse per l’attività umana, in quanto strettamente collegato al soddisfacimento delle necessità primarie dell’essere umano. Oggi, all’edilizia è richiesta sempre più attenzione alla sostenibilità ambientale dei suoi prodotti: risparmio energetico, riduzione delle emissioni di CO2 e salubrità dell’ambiente indoor sono tra i principali obiettivi da raggiungere nella progettazione. Che ruolo hanno i materiali naturali in questo contesto? Gli edifici in paglia sono veramente fattibili?

L’architettura sostenibile, o green building, rappresenta più in generale un vero e proprio approccio al progetto che mira a limitare l’impatto sull’ambiente degli edifici: un approccio integrato che coinvolge aspetti diversi delle costruzioni, dai vincoli geografici alla scelta dei materiali e alla qualità degli ambienti interni.

L’inquinamento indoor, ovvero la modificazione della normale composizione o stato fisico dell’aria atmosferica interna a causa di una o più sostanze in quantità e con caratteristiche tali da alterare le normali condizioni ambientali e di salubrità dell’aria stessa, è diventato uno dei principali nemici per le nostre abitazioni.

Tra le cause principali dell’aumento delle concentrazioni di inquinanti indoor vi sono gli interventi strutturali volti al contenimento dei consumi energetici, unitamente alla diminuzione del numero di ricambi d’aria. Tale fenomeno è poi strettamente correlato ad altri fattori tipici degli ambienti indoor: le attività umane, la scelta di nuovi materiali da costruzione e arredo e l’uso di prodotti per la casa, per la pulizia degli ambienti e l’utilizzo di strumenti di lavoro.

A testimoniare l’importanca dell’edilizia troviamo il trattato latino De Architectura, unico testo sull’architettura giunto integro dall’antichità, scritto da Marco Vitruvio Pollione intorno al I secolo a.C. È un’opera erudita e raffinata, destinata a godere di una straordinaria fortuna in età rinascimentale, il cui contenuto potrebbe essere condensato nel principio secondo il quale l’architettura deve soddisfare tre requisiti fondamentali: firmitas (solidità), utilitas (funzione), venustas (bellezza). Nel Libro II del trattato l’autore descrive l’evoluzione dell’umanità e la nascita dell’edilizia, passando poi all’esposizione dei materiali da costruzione. E’ la natura stessa il vero punto di partenza dell’attività architettonica.

Materiali naturali da costruzione

Sostenibile, attenta all’ambiente e circolare sono prerogative dalle quali l’edilizia non dovrebbe prescindere. Legno, sughero, paglia e canapa sono solo alcuni dei principali materiali naturali che si possono utilizzare per costruire in modo ecologico.

Il legno è uno dei materiali da costruzione più antichi usato dall’uomo. È una materia prima rinnovabile, caratterizzato da stabilità, leggerezza e ottime proprietà di isolamento termico. Anche il sughero, impiegato in edilizia, risulta essere biodegradabile, fonoassorbente e ideale contro l’umidità degli ambienti.

Molto versatile in campo edile si rivela essere la canapa che rappresenta un ottimo materiale igroscopico ed isolante sia termico che acustico. Vi è poi la paglia, un materiale vegetale che può essere considerato un sottoprodotto dell’agricoltura e, utilizzata in edilizia, è in grado di migliorare il confort termico e sonoro conferendo elevata traspirabilità. Nel settore delle costruzioni sostenibili sono proprio le case in paglia a rappresentare un particolare esempio di edificio naturale.

Le origini degli edifici in paglia

E’ nella seconda metà dell’800, dopo l’invenzione della macchina imballatrice, che sorsero i primi edifici di paglia negli Stati Uniti, in particolare nello stato del Nebraska, per sopperire alla penuria dei materiali tradizionalmente usati per la costruzione (pietre e legname).

La prima casa in paglia in Europa, invece, fu realizzata in Francia nel 1920 dall’ingegnere Émile Feuillette, il quale concepì un suo sistema di costruzione che fu persino brevettato negli Stati Uniti nel 1923. Negli anni ‘40 del Novecento, a causa del boom economico e dell’avvento del cemento, questa tecnica venne dimenticata. Negli anni ‘70 però, Judi Knox e Matts Myhrman, riscoprirono questa tipologia di case e cercarono di raffinare la tecnica per adeguarla alle esigenze moderne.

Successivamente in Europa furono realizzate case di paglia in Gran Bretagna nel 1994 e in Irlanda nel 1996. Barbara Jones ha importato queste tecniche nel Regno Unito, adattandole alle diverse esigenze climatico-ambientali locali (Inghilterra, Irlanda, Galles, Scozia, ecc.). Da qui in poi si diffuse nel resto d’Europa ed anche in Italia.

edifici in paglia
Infografica. Credits: caseinpaglia.it

Le tecniche costruttive degli edifici in paglia

Per costruire una casa in paglia esistono diverse tecniche e, in base alle esigenze ed alle particolarità del progetto, è possibile scegliere quella che meglio si adatta alla specificità del caso. Ad ogni modo tutte le tecniche posso essere ricondotte a due categorie:

  • “Nebraska”: con muri portanti di paglia (non più contemplata dalla normativa italiana dal 2008);
  • “Post & Beam”: con struttura portante in legno.

Con particolare riferimento alla seconda categoria, le balle di paglia hanno principalmente la funzione di tamponatura e isolamento termico ed acustico. È poi possibile distinguere tre tecniche differenti:

  • Quella delle strutture a telaio con travi e pilastri in legno, per poi andare a chiudere i muri perimetrali con i “mattoni” di paglia;
  • La tecnica GREB, che nasce in Canada ed unisce la tecnica tradizionale “ballon frame” e le costruzioni in paglia;
  • Quella della prefabbricazione, la più innovativa, che permette di arrivare in cantiere con pannelli prefabbricati già pronti (moduli di pareti pre-assemblate).
edifici in paglia

Cosa dice la normativa

Le case in paglia sono case vere e proprie; occorre pertanto presentare un regolare progetto realizzato e firmato da un professionista abilitato all’Ufficio Tecnico del Comune ed eventuali altri uffici competenti, da sottoporre ad approvazione per l’ottenimento del permesso di costruire. Bisogna depositare il progetto della struttura in legno all’ex Genio Civile e, una volta ottenuto il permesso, si può aprire il cantiere.

Essendo realizzate con ossatura portante in legno, le case devono soddisfare tutti i vincoli imposti dalla normativa italiana, comprese le normative relative alle caratteristiche antisismiche e di resistenza al fuoco.

I punti di forza

Un edificio con struttura portante in legno e tamponamenti in balle di paglia è in grado di raggiungere parametri energetici molto elevati (mantenendo il caldo d’inverno ed il fresco d’estate), con consumi energetici molto contenuti. Un altro aspetto importante riguarda l’intonacatura dei muri in paglia, da realizzare con calce naturale o grassello di calce sul lato esterno ed in terra cruda sulla parte interna.

Il pacchetto murario risultante presenta una stratigrafia con prestazioni e durabilità molto elevate, in grado di offrire notevole traspirabilità, isolamento termico ed acustico, resistenza al fuoco e al sisma. Tutti gli altri componenti, dalle fondazioni, agli impianti e ai serramenti sono simili a quelli di una costruzione convenzionale.

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