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Milano-Cortina 2026, al via la costruzione del PalaItalia

Iniziano i lavori per la costruzione dell’Arena Santa Giulia, edificio chiave delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026.

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Le olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 prendono forma. Il gruppo CTS Eventim ha presentato il progetto per la nuova Arena Santa Giulia, l’opera principale dei Giochi Olimpici. L’arena ospiterà gli eventi cittadini delle olimpiadi e la cerimonia di apertura delle competizioni paralimpiche. L’idea è quella di avere l’arena polifunzionale più grande d’Italia, ma anche la più “green”. I lavori inizieranno nell’autunno del 2022 e si prospetta di chiudere i lavori nel 2025.

È una nuova arena che attendiamo da tanto tempo, quasi a prescindere dalle Olimpiadi. Adesso pensiamo ai Giochi e ad arrivare con i lavori finiti al momento giusto. Poi l’arena resterà un patrimonio di Milano, anche perché la partnership che è stata scelta è con una società primaria nella gestione di eventi e permetterà di valorizzare la struttura ancora di più negli anni a venire.

Giuseppe Sala, attuale Sindaco di Milano.
Milano-Cortina 2026, al via la costruzione del PalaItalia
Palahockey Torino realizzato in occasione dei Giochi Olimpici Invernali 2006. Ph: Loema.it

Milano-Cortina 2026

I XXV Giochi Olimpici Invernali si svolgeranno all’interno di 4 cluster distribuiti tra Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige (Milano, Cortina, Valtellina, Val di Fiemme). La cerimonia di apertura si terrà allo stadio Giuseppe Meazza mentre la chiusura avverrà nell’Arena di Verona. Le parole chiave e gli obbiettivi dell’edizione 2026 devono essere sostenibilità, flessibilità, reversibilità e riuso, contenimento del consumo di suolo ed efficienza gestionale ed economica, in linea con quanto espresso nella Olympic Agenda 2020. Numerosi sono gli interventi di riqualificazione dell’esistente e l’utilizzo di strutture temporanee. Le costruzioni ex novo saranno solo l’8% delle opere.

Milano-Cortina 2026, al via la costruzione del PalaItalia

PalaItalia

L’Arena Santa Giulia potrebbe diventare il palazzetto polifunzionale più grande e più “green” d’Italia. La struttura avrà una capienza di 16 mila spettatori e sarà realizzata da Cts Eventim, azienda tedesca quotata in borsa. Il palazzetto verrà completato nell’autunno del 2025 e sarà messo inizialmente a disposizione del Comitato Olimpico Internazionale per i Giochi. Alla conclusione delle Olimpiadi Cts Eventim continuerà a gestire direttamente l’impianto. L’avvio del cantiere è previsto per l’autunno del 2022 e la costruzione richiederà un investimento complessivo di 180 milioni di euro. L’arena ospiterà le partite di hockey per i Giochi Milano-Cortina 2026 e successivamente verrà impiegata per ospitare tra i 130 e i 200 eventi sportivi e di intrattenimento.

Milano-Cortina 2026, al via la costruzione del PalaItalia
Ph: bimportale.com

Tutto l’investimento sarà focalizzato su soluzioni di materiali e tecniche costruttive finalizzate a minimizzare le emissioni di Co2, alimentare l’impianto con energia fotovoltaica e geotermica, con sistemi integrati di riduzione e riciclo dei rifiuti.

Rainer Appel, vicepresidente Eventim

La nuova struttura polifunzionale sarà realizzata su uno spazio di circa 50mila metri quadrati nel quartiere Santa Giulia. Oltre ai posti interni è prevista anche la realizzazione di un’arena esterna con una capienza di 10mila persone per gli eventi all’aperto. Un piano dell’edificio accoglierà ristoranti e servizi per i clienti.

Rischio rallentamenti lavori per ricorso al Tar

Il gruppo Cabassi ha depositato al Tar un ricorso contro la delibera urbanistica per l’area del PalaItalia. Una battaglia legale che rischia di trasformarsi in un guaio olimpico. L’azione legale sull’area di Santa Giulia rischia di rallentare la corsa contro il tempo per la realizzazione del nuovo palazzetto. La famiglia Cabassi, proprietaria del Forum di Assago, si era già rivolta con successo al Tar per contestare la delibera di assegnazione del restyling del Palasharp di Lampugnano.

I Cabassi difendono il fatto che il Forum di Assago sia un monopolio, ma è Milano che ha bisogno di due impianti per le Olimpiadi. Noi siamo convinti di aver fatto tutte le cose al meglio e ci difenderemo nelle sedi opportune.

Pierfrancesco Maran, assessore all’urbanistica del Comune di Milano

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