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Mirage, il padiglione a specchi che si mimetizza con le Alpi

Sulle Alpi svizzere un esempio di architettura non invadente. Il Mirage Gstaad è un padiglione rivestito interamente di specchi che riflette la maestosità delle Alpi.

Categorie Architettura · Design

Un sistema di facciate a specchi continuo dona l’effetto trasparenza a questa affascinante struttura. Immersa in un contesto mozzafiato, rende il padiglione un vero e proprio miraggio di bellezza. Da questo concetto prende il nome Mirage, descritto come un caleidoscopio al contrario che riflette il panorama circostante e che sta destando la curiosità di turisti e amanti dell’architettura. In molte parti del mondo sta prendendo piede questo tema e si realizzano opere di questo genere in contesti spettacolari.

Linea sottile tra Arte e Architettura

Il Mirage è un padiglione con pareti a specchi. Frutto dell’artista nordamericano Doug Aitken, già conosciuto per aver creato strutture identiche in California, nella rinomata Coachella Valley, e a Detroit per la galleria d’arte Library Street Collective. Mirage fa parte del programma Elevation 1019 commissionato da Luma Foundation, nato per supportare gli artisti indipendenti e non e le organizzazioni per valorizzare la cultura artistica, fotografica e installazione fisica. Le location non sono scelte a caso. Infatti, le opere vengono situate nelle città UNESCO.

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L’opera del Mirage è tanto semplice quanto spettacolare. Infatti, risulta essere un volume dalla semplice geometria, con la copertura a quattro falde. Il rivestimento, sia esterno che interno, è completamente ricoperto da pannelli di alluminio lucidato a specchio. L’effetto esterno è mozzafiato. La superficie specchiante rende la struttura mimetica poiché riflette tutto il sito circostante. Dall’interno la vista panoramica è assicurata. Le aperture, prive di serramenti, donano continuità all’interno con l’esterno. La struttura è priva di illuminazione artificiale, la sola luce è quella naturale e viene distribuita all’interno grazie alle superfici specchianti.

In questo modo, la struttura sembra variare al cambio delle stagioni. Il Mirage, con i suoi specchi, è stato argomento di discussione per via delle possibili minacce alla fauna. Per questo motivo, in accordo con l’associazione di protezione degli animali Vogelwarte Sempach, sono state installate linee nere orizzontali ogni 3 centimetri, cosicché da rendere l’edificio più visibile dagli animali, soprattutto dagli uccelli. La dimostrazione che l’opera è stata ideata per rispettare la natura, piuttosto che sovrastrarla.

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Gli edifici a specchio nel mondo

Di edifici di questo tipo se ne sono visti moltissimi nel mondo. Anche nell’architettura comincia a destare un particolare interesse la land art, l’affascinante arte del costruire sul territorio naturale, senza stravolgerlo anzi accoglierlo. Ne è un esempio lampante il Treehotel di Harads in Svezia, un hotel completamente immerso in una pineta, sospeso tra gli alberi e rivestito di specchi. Anche in Italia sono presenti esempi di questo genere. A Bolzano una residenza parzialmente rivestita di vetri a specchio che permette di avere un’apertura continua nel paesaggio.

Ph. dizainall.com
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Famosissima la palla di specchio in Francia. Il Cinema La Geode è una sfera gigante costruita in un parco a Parigi, completamente rivestito di piastre metalliche e lucidate che funge da specchio. Questo edificio ha un diametro di 36 metri e nonostante le sue enormi dimensioni, non è facilmente individuabile. Così come la Mirror House Invisible Barn, situato nel parco di New York. Questo edificio, da alcune prospettive, è addirittura completamente invisibile. Vista da punti specifici, sembra avere solo la facciata d’entrata. Una forma d’arte molto affascinante quanto misteriosa.

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