Multe, oltre il danno anche la beffa | Migliaia di cittadini ne hanno pagate di false: tutta colpa di PagoPa

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False multe pagate tramite un noto sistema di pagamento, ecco come proteggerti e cosa fare in caso di truffa.
Una nuova truffa online sta prendendo di mira migliaia di cittadini, sfruttando un noto sistema di pagamento. I truffatori inviano comunicazioni apparentemente autentiche, chiedendo il pagamento di una multa inesistente. Questo tipo di raggiro è particolarmente insidioso, poiché sfrutta la fiducia degli utenti in un sistema di pagamento ampiamente utilizzato.
È fondamentale essere consapevoli di questa minaccia e adottare le precauzioni necessarie per proteggere i propri dati. La truffa consiste nell’invio di messaggi che contengono un link a un sito web contraffatto, simile a quello del sistema di pagamento.
Una volta inseriti i dati richiesti, i truffatori sottraggono informazioni sensibili alla vittima, come dati della carta di credito e generalità personali. Questo tipo di attacco è noto come “phishing”, e mira a ingannare gli utenti per ottenere informazioni riservate. È importante prestare attenzione ai dettagli per riconoscere i tentativi di truffa.
Un elemento che dovrebbe insospettire le vittime è la presenza di incongruenze nel messaggio ricevuto, come errori grammaticali o informazioni contraddittorie. I truffatori, infatti, spesso commettono errori che possono rivelare la natura fraudolenta della comunicazione. È importante prestare attenzione a questi segnali d’allarme per evitare di cadere nella trappola. La verifica dell’URL del sito web è un passaggio cruciale.
Come funziona la truffa
In una recente campagna, i cyber criminali hanno inviato e-mail contenenti un link che rimanda a un sito contraffatto di PagoPA, visivamente simile a quello del noto sistema di pagamento. L’obiettivo era indurre le vittime a pagare una multa inesistente di 25 euro per una presunta infrazione di “parcheggio vietato”. Questo tipo di truffa sfrutta l’urgenza e l’ansia delle vittime per indurle a compiere azioni avventate.
Un elemento che avrebbe dovuto insospettire le vittime era la discrepanza tra la multa per “parcheggio vietato” e il riferimento all’articolo 142 del Codice della strada, che riguarda le violazioni dei limiti di velocità. Questa incongruenza avrebbe dovuto far scattare un campanello d’allarme. La verifica delle informazioni è fondamentale per evitare truffe.

Come proteggersi dalla truffa
Verifica sempre l’URL del sito prima di inserire dati personali o di pagamento. Non cliccare su link sospetti ricevuti via e-mail o SMS. Leggi attentamente il contenuto dei messaggi, rilevando eventuali errori grammaticali, ortografici o inesattezze. L’attenzione ai dettagli è fondamentale.
Accedi al sito ufficiale dell’ente attraverso canali sicuri, digitando manualmente l’indirizzo nel browser. Diffida di richieste di pagamento non attese, soprattutto se segnalano urgenza. Attiva sistemi di protezione bancari, come l’autenticazione a due fattori e notifiche per transazioni sospette. La sicurezza online è una priorità.