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Musumeci e WeBuild, avanti col Ponte sullo Stretto anche senza lo Stato

Musumeci e WeBuild presentano il progetto per realizzare il Ponte sullo Stretto senza il sostegno del Governo Draghi, è la volta buona?

Categorie Infrastrutture · News

Il presidente Musumeci e WeBuild si sono accordati sulla realizzazione del Ponte sullo Stretto insieme alla Regione Calabria. Tale accordo prevede l’anticipo della somma da parte dell’azienda ex Salini-Impregilo, e il contributo di una parte minore delle Regioni. Tutto è stato annunciato oggi a Catania insieme all’AD di WeBuild Pietro Salini. L’intento è stato quello di rispondere al mancato inserimento dell’opera nei progetti del Next Generation EU da parte del governo.

I partners vogliono utilizzare il progetto depositato all’ANAS, dopo la chiusura della società “Stretto di Messina” ad opera del governo Monti. Si agirà con il tramite di un General Contractor, Eurolink, con l’istituto del Project Financing. WeBuild assicura di aver stanziato già 4 miliardi, mentre alle Regioni è demandato il contributo di “soli” 2 miliardi per le opere a terra. Si andrà avanti quindi con il progetto a campata unica di cui abbiamo già parlato in questo articolo.

Musumeci e WeBuild, avanti col Ponte sullo Stretto anche senza lo Stato
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Patto tra Musumeci e WeBuild, sarà la volta buona?

L’evento è stato organizzato anche a seguito della redazione del documento “Lettera 150” di Felice Giuffrè e di altri professori universitari. Egli commenta così: “I governatori di Sicilia e Calabria, lo scorso febbraio, hanno raccolto il nostro invito per far ripartire il procedimento per la costruzione dell’opera, riaprendo il dialogo con il general contractor e chiedendo l’utilizzazione del progetto definitivo oggi in mano ad Anas. […] Salini e i due governatori ribadiranno un impegno comune su un’opera che adesso si può fare davvero“; come riporta il giornale La Sicilia.

Abbiamo già parlato ampiamente dei dubbi del governo sul Ponte sullo Stretto, e della volontà di WeBuild. “Abbiamo la necessità di cogliere la presenza importante dell’imprenditoria nazionale e internazionale per parlare Ulisse. – afferma in conferenza stampa Musumeci – Chi è Ulisse? Il Ponte sullo Stretto. Da oggi lo chiameremo così, perché l’opera è considerata una figlia di….“. Tralasciando le incoerenze storiche nell’affermazione del Governatore siciliano, i fatti parlano chiaro. Anche su questo è guerra aperta tra Regione e Governo.

Il Ponte sullo Stretto, sì o no?

Durante la conferenza stampa Musumeci e WeBuild hanno rievocato il valore simbolico dell’opera. Forte della vincente realizzazione del nuovo Ponte di Genova sul Polcevera, la ex Salini-Impregilo vuole replicare puntando ancora più in alto. L’evento organizzato a Catania è stata anche l’occasione per rilanciare la sfida al Governo Draghi stuzzicandoli con l’appellativo “governo dei migliori”. Si è ribadita anche la forza economica del progetto e l’impatto economico che potrebbe avere sull’economia meridionale. “Il governo Draghi ci dica che vuole fare del Mezzogiorno, del bacino Afro-Asiatico. Se dobbiamo essere soltanto un contenitore per consumare prodotti che vengono dal Nord“.

Non è però tutto oro ciò che luccica. Non sempre le parole si trasformano in fatti e i cittadini calabresi e siciliani ne sono ormai tristemente consapevoli. Sono anni che si parla dell’opera, da Berlusconi a Giuseppe Conte, molti si sono riempiti la bocca senza poi passare ai fatti. Basti pensare anche che si è passati all’idea di realizzare un tunnel sotterraneo e non un ponte. Ricordiamo però che se di realizzasse com’è, quello sullo Stretto sarebbe il ponte con la campata unica più grande del mondo!

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