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Ngaren, Daniel Libeskind progetta il Museum of Humankind

Il paleoantropologo, Richard Leakey, con il famoso architetto Daniel Libeskind, annuncia la storica collaborazione per la costruzione di Ngaren, un nuovo museo nella Great Rift Valley, in Kenya

Categorie Architettura

Ngaren, The Museum of Humankind, è un nuovo museo che sarà completato nel 2022, interamente dedicato alla storia dell’umanità. Il progetto senza precedenti, situato nella Rift Valley del Kenya, è stato ideato dall’architetto Daniel Libeskind, lo stesso del masterplan del sito del World Trade Center. Si tratta del culmine del lavoro di una vita del paleoantropologo Richard Leakey, le cui scoperte fossili hanno contribuito a rivelare come si siano evoluti gli esseri umani. Il museo, che funzionerà interamente con energia rinnovabile con un’impronta di carbonio zero, occuperà un terreno di 300 acri donato dalla famiglia del dottor Leakey.

Ngaren: Daniel Libeskind progetta il Museum of Humankind in Kenya
Il paesaggio della Rift Valley, in Kenya. PH: vacanzekenya.altervista.org

Daniel Libeskind è un architetto polacco, le cui altre opere includono: il Museo Ebraico di Berlino; l’Imperial War Museum, Manchester; Denver Art Museum; il Museo ebraico contemporaneo, San Francisco; Museo ebraico danese; Museo reale dell’Ontario; e il Museo di storia militare, Dresda. Il museo Ngaren sarà il primo centro del suo genere a presentare la ricerca, la scoperta e l’esplorazione di anni di storia umana e le origini del nostro universo. Dall’evoluzione, la biodiversità, la sovrappopolazione, alla guerra, alle malattie e ai cambiamenti climatici.

Ngaren, il progetto dei due monoliti

Ngaren: Daniel Libeskind progetta il Museum of Humankind in Kenya
Strutture monolitiche di Ngaren. PH: twitter.com

Leakey ha incaricato lo Studio Libeskind di creare un design iconico, che rifletta la missione e i valori del museo. Situato sul bordo di una montagna che domina la Rift Valley, la culla dell’umanità, dove Leakey scoprì per la prima volta lo scheletro più completo dell’uomo primitivo, Turkana Boy. E proprio il governo della contea di Turkana, che sostiene pienamente la visione dei due studiosi, si è impegnato a migliorare le strade e costruire un aeroporto per accogliere i visitatori.

Ho creato una serie di spazi drammatici all’interno del museo, che sono architettonicamente dinamici e provocatori, creando un contesto unico per le mostre, che valorizzano e ravvivano i manufatti.

Daniel Libeskind

Il design si ispira alle forme delle antiche asce a mano, che furono i primi strumenti dell’uomo primitivo, che segnarono l’inizio dell’ingegno umano. I volumi monolitici si innalzano come stalattiti verticali sullo sfondo del drammatico paesaggio della grande Nairobi, a Loodariak. La data di apertura per il pubblico probabilmente slitterà al 2024, mentre la costruzione è stimata finire per il 2022.

Ngaren: Daniel Libeskind progetta il Museum of Humankind in Kenya
PH: swalanyeti.co.ke

Una passerella inclinata con grandi fioriere e pareti decorate con vegetazione saranno scolpite nella collina. Condurranno nel museo da un ingresso vetrato con la caratteristica tipica del dromos, un corridoio nella roccia, le cui pareti aumentano in altezza man mano che si procede verso l’entrata. Il più alto dei due monoliti raggiunge gli 80 m di altezza. Gli interni, invece, devono ancora essere rivelati – come molti altri particolari – ma dovrebbero essere di ultima generazione. Infatti, il museo impiegherà l’uso di tecnologie come cuffie che implementano una realtà virtuale, per consentire ai visitatori di interagire con i primi esseri umani ed esplorare i giorni della lussureggiante foresta verde del Turkana.

Il significato del Museum of Humankind

Daniel Libeskind in questo progetto crea un continuum tra futuro e passato, per usare quest’ultimo per meglio abbracciare tutti i cambiamenti della specie umana. Il creatore di Ngaren, infatti, vuole approfondire diverse questioni, che riguardano circa 2 milioni di anni di storia dell’umanità. “Non è solo un altro museo, ma un invito all’azione. Mentre scrutiamo indietro attraverso la documentazione fossile, attraverso strati su strati di specie estinte da tempo, molte delle quali prosperarono molto più a lungo di quanto la specie umana possa mai fare, ci viene ricordata la nostra mortalità come specie.” ha affermato Richard Leakey.

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