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Ecco la nuova copertura del Colosseo

La nuova copertura del Colosseo sarà completata nel 2023 e, ricreando il piano dell'antico Anfiteatro, permetterà la completa fruizione del bene.

Categorie Architettura · News

La nuova copertura del Colosseo è stata progettata dallo studio di architettura e ingegneria italiano “Milan Ingegneria”. Il bando, gestito da Invitalia per conto del Ministero dei Beni Culturali, prevedeva la progettazione di un pavimento che coprisse la zona centrale del Colosseo. Tempo fa ci fu un grosso clamore intorno al bando di gara, creando forti divisioni nel mondo del restauro e dell’archeologia. La pandemia e le ricostruzioni virtuali sempre più realistiche hanno accelerato la realizzazione di una copertura che consentirà di camminare al centro dell’Anfiteatro Flavio.

Si tratta di una copertura costituita da doghe di legno apribili e smontabile in maniera automatizzata. Il quadro economico di gara parla chiaro, 18,5 milioni di euro da investire nell’opera. Il progetto è il frutto della collaborazione con l’architetto Fumagalli di Labics, che vanta collaborazioni con tante archistar. La nuova copertura del Colosseo ripristinerà l’antico piano che costituiva l’arena, e consentirà, tramite le aperture parziali, la visibilità dell’area ipogea.

Ecco la nuova copertura del Colosseo
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La nuova copertura del Colosseo, il progetto

Avrà un’estensione di circa 3000mq e i lavori inizieranno tra la fine di quest’anno e l’inizio del 2022, terminando, ottimisticamente, nel 2023. Il piano sarà in legno lamellare di Accoya, una delle poche essenze che riesce a garantire elevata resistenza agli agenti atmosferici. Il legno non richiede l’applicazione di alcun additivo chimico conservante sul posto rendendo facile la sua posa in opera e il suo aspetto naturale. Rispettando i CAM imposti dal DM del 2017, i materiali saranno riciclati o provenienti da coltivazioni biologiche sostenibili. Saranno collocate anche dei sistemi di ricambio forzato d’aria per gestire l’umidità e la temperatura delle bellezze ipogee sotto la nuova copertura del Colosseo. In soli trenta minuti sarà possibile il ricambio completo del volume d’aria.

La struttura è estremamente leggera. Impostata alla quota del piano Flavio e completamente reversibile. Riprende dal piano originario sia la forma che le funzioni. L’impalcato è posto alla stessa quota delle travi che lo sostengono, le quali sono appoggiate sulle strutture murarie senza ancoraggi meccanici, proiettando i corridoi ipogei direttamente in superficie, cosicchè lo spettatore sulla cavea possa riconoscere, anche a piano chiuso, le strutture sottostanti.” ha affermato Fumagalli. La nuova copertura del Colosseo “proteggerà l’arena dagli agenti atmosferici. Il carico idrico sarà notevolmente ridotto grazie ad un sistema di recupero dell’acqua piovana che verrà riutilizzato per i servizi igienici del monumento” aggiunge Francesco Isidori di Labics.

Perché sì e perché no, l’intervento all’Anfiteatro fa discutere

Le critiche alla nuova copertura si basano su due presupposti. Il primo è il rischio di perdere il carattere archeologico del bene, rendendo difficile la visione dell’area ipogea. Il secondo è il rischio, rendendo praticabile l’area centrale del Colosseo, di aprire il monumento italiano più conosciuto al mondo ad ogni altra attività. Si parla già infatti di concerti, incontri di lotta greco-romana, incontri e attività mondane. Così si rischierebbe di svilire l’importanza dell’Anfiteatro minando la sua esclusività.

Tutti quelli che invece sostengono la realizzazione della nuova copertura del Colosseo sottolineano l’efficacia nella protezione delle aree più critiche. Gli agenti atmosferici minano seriamente la conservazione del monumento, una copertura, che regola anche l’umidità, può assicurare il prolungamento della vita del bene inserito nelle 7 Meraviglie del Mondo Moderno del NOWC.

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