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Un “nuovo” bunker a Firenze, ma per l’arte!

A Firenze l’ex rifugio antiaereo diventa galleria d’arte e spazio espositivo interattivo per architettura, arte e design.

Categorie Architettura · Design

Il vecchio rifugio-bunker antiaereo di via della Fornace diventa spazio espositivo altamente tecnologico; gli spazi possono ospitare mostre d’arte, architettura, design, fotografia, cinema, letteratura, insomma un luogo dove l’importante è essere creativi.

I luoghi suggestivi caricano di un fascino senza tempo gli spazi espositivi. La realizzazione è di circa ottanta anni fa quando i bombardamenti erano all’ordine del giorno ed il rifugio-bunker scavato sotto la collina di Piazzale Michelangelo necessario a protezione di una parte dei cittadini fiorentini. I 165 mq totali denotano uno spazio angusto, freddo, spartano ma funzionale alla sua attività di riparo.

Studio Archea firma il progetto e con un intervento davvero minuzioso e valorizzante riesce a dare vita ad uno spazio della memoria rimasto oramai in disuso.

Crediti: Professione Architetto

Da bunker ad attrattore culturale, gli spazi

Il concetto di intervento degli architetti dello studio Archea ha visto due fasi di intervento; in prima battuta, l’azione è stata di intervenire sugli elementi strutturali e restaurarli; la seconda fase è stata la valorizzazione degli spazi ridando una nuova vita con un carattere deciso e di impronta culturale.

L’ingresso è molto particolare, l’area esterna è di dimensioni ristrette, con un’apertura rivestita in acciaio corten si accede al rifugio-bunker. La terracotta rimanda ad un’idea di calore, riconoscibile e ben visibile dall’esterno dato che i mattoni sono faccia a vista e si contrappongono con la leggerezza e trasparenza del vetro che fa da contrasto.

L’interno come ogni spazio espositivo presenta per tutta la lunghezza pareti di esposizione, nonostante l’irregolarità data dal percorso. Gli schermi, che rendono il tutto un ambiente molto dinamico, innovativo ed interattivo, proiettano arti connettendo il visitatore con le opere; l’esperienza coinvolge l’utente durante la visita accompagnandolo per tutto il percorso. Sul retro sono posizionati i servizi, bagni con un corridoio separatorio. La scala elicoidale che al suo tempo serviva al controllo dell’esterno, rapido e fugace, taglia il terreno in verticale infilandosi verso l’esterno permettendo anche un ricircolo dell’aria, di vitale importanza.

Le linee pulite dettate dall’essenzialità dei materiali

Grazie alla scelta dei materiali semplici ma innovativi; alla posizione delle luci artificiali con un’illuminotecnica studiata; ai colori idonei alla funzionalità e spazialità degli interni, gli ambienti vengono trasformati e modernizzati.

Le pareti creano una certa continuità in accordo con mattonelle ceramiche rettangolari, cangianti, con tonalità tra il verde ed il grigio donando movimento e vibrazioni di colore. I visitatori attraversano lungo il loro percorso una vera e propria grotta-bunker; lo spostamento lungo tutto il percorso è dettato anche da una pavimentazione sopraelevata che dona quella patina di carattere intrigante di un ambiente sotterraneo. La funzione nascosta dei pavimenti è lo spazio tecnico necessario a tutti gli impianti di poter manovrare cablaggi e tubazioni; rendendo ancora più pulito e lineare lo spazio fruibile ai visitatori, lasciando liberi gli ambienti alla creatività ed atmosfera culturale.

La ventilazione è meccanica, gli ambienti sono privi di aperture o finestre essendo ipogei. Il progetto dell’illuminazione è ben studiato, le fonti luminose sono posizionate lungo tutta la camminata in corrispondenza degli schermi ad evidenziare la posizione degli elementi attrattivi. Nel fondo, il punto focale riprodotto con dei pannelli lucidi di colore blu acceso con il contrasto del bianco, allungano gli spazi e li dilatano, inoltre la visuale è accentuata dagli specchi che creano un gioco di riproduzione degli ambienti, facendo si che lo stiramento dei luoghi si amplifichi.

La progettazione e restauro di questi luoghi della memoria denota una sempre maggiore attenzione alla storicità del patrimonio urbano e culturale. Questo percorso di valorizzazione dei luoghi storici ha visto praticità anche in altri luoghi d’Italia; con la speranza che aumentino gli esempi da seguire, Studio Archea traccia la rotta fornendo un pratico esempio di come agire intelligentemente sulle tracce storiche e culturali del nostro immenso patrimonio.

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