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In Italia una piattaforma panoramica a 3.251 metri di altezza

Al confine tra Austria e Italia sorge Otzi Peak, una spettacolare piattaforma panoramica in acciaio che si staglia a 3.251 metri di altezza. Realizzata dallo studio italiano NOA Architects, questa struttura già dal nome rende omaggio al territorio. Ma non mancano le polemiche, ambientali e culturali.

Al confine tra Italia e Austria, sulla parte più alta della cresta del ghiacciaio della Val Senales, si gode di una veduta unica e mozzafiato del paesaggio alpino. Ed è in questo luogo, a 3.251 metri sul livello del mare, che sorge Otzi Peak, una spettacolare piattaforma panoramica in acciaio. Realizzata dallo studio italiano NOA Architects, questa struttura lascia senza parole per la sua forma e i materiali utilizzati, perfettamente integrata con il paesaggio circostante.

La Val Senales è una posizione geografica unica al mondo. E’ proprio qui, infatti, che dai ghiacci perenni si formano i corsi d’acqua che sfociano sia nel Mediterraneo che nel Mar Nero. Ma non solo, perché in questo luogo nel 1991 è stato scoperto Ötzi, una delle mummie più importanti al mondo, risalente al 3000 a.C. Un simbolo da cui la piattaforma prende il nome per sottolineare come possa esistere un forte legame tra storia, architettura e paesaggio.

Una piattaforma panoramica mozzafiato

Accessibile da una scala a ringhiera, Otzi Peak sorge a 10 minuti a piedi dall’Hotel Grawand, uno dei più ad alta quota d’Europa. La piattaforma panoramica è una struttura estremamente semplice ma sinuosa e non invasiva. Una pedana composta da griglie si appoggia su due orditure di travi HE, ancorate a due piccoli basamenti in calcestruzzo. La pedana è circondata su tutto il perimetro da lastre verticali in acciaio COR-TEN.

La particolarità di questa tipologia di acciaio è quella di auto proteggersi dalla corrosione elettrochimica, formando una patina superficiale costituita dagli ossidi dei suoi elementi di lega. Da qui deriva infatti sia il suo nome (CORrosion restistance e TENsile strength), sia la sua tipica colorazione bruna.

La forma in pianta della struttura è tonda, con gli elementi verticali ad altezza del parapetto che seguono questo profilo, dando vita ad un effetto unico. Trovandosi al centro della piattaforma e ruotando lo sguardo, infatti, è possibile ammirare sempre immagini nuove e cangianti, che stuzzicano l’osservatore a scoprire prospettive sempre diverse. Un’esperienza dinamica e unica, completata da un balcone a sbalzo con parapetto in vetro a strapiombo nel vuoto.

Il balcone è una feritoia dalla geometria definita, anch’essa realizzata in acciaio COR-TEN, che si affaccia sul luogo dove è stato ritrovato Ötzi. Un invito a contemplare il paesaggio e immergesi nella storia per vivere un’esperienza unica ad un’altitudine proibitiva. La piattaforma panoramica è costruita attorno ad una croce esistente. E’ appoggiata al terreno solo nei punti necessari, in modo da dare l’impressione di una struttura sospesa, aumentando il dramma dell’esperienza.

La difficoltà di costruire a queste altitudini

Lavorare a queste altitudini rappresenta una sfida impegnativa e non banale per tutti gli addetti al lavori, come dimostrato anche dai lavori del cantiere più alto d’Europa. Le dure condizioni ambientali e l’elevata esposizione del cantiere sono fattori che pongono diverse limitazioni non solo al materiale, ma anche ai lavoratori e all’attrezzatura tecnica. Ogni dettaglio della piattaforma panoramica è stato ideato tenendo a mente il processo di fabbricazione, di trasporto e di assemblaggio.

In Italia una piattaforma panoramica a 3.251 metri
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A queste altitudini siderali le temperature arrivano fino a -30 gradi, con raffiche di vento fino anche a 240 km/h. Le forti e improvvise nevicate e le fitte nebbie poi rendono spesso impossibile continuare i lavori a causa della scarsa visibilità, costringendo i lavoratori a rimanere isolati in condizioni non facili. Considerando queste altitudini e le scarsità di ossigeno, si stima che le prestazioni di un uomo in queste condizioni si riducano fino al 60%.

Ma c’è anche una polemica

A seguito della costruzione di Otzi Peak non sono però mancate alcune polemiche, come testimoniato da Alto Adige Innovazione. La costruzione della piattaforma panoramica non è piaciuta all’Heimatpflegeverband, la Federazione per la tutela del territorio dell’Alta Val Senales, che ne discute l’utilità in contesto unico e incontaminato come quello che si vive a 3.251 metri di altezza. Viene messo anche in discussione la scelta di voler chiamare questa attrazione con un nome inglese, non rispettando, secondo la Federazione, l’identità montanara che dovrebbe essere conservata.

In Italia una piattaforma panoramica a 3.251 metri
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La risposta della società che ha voluto la piattaforma panoramica, la Funivie Ghiacciai Val Senales, non è tardata ad arrivare. Essa giustifica la costruzione di Otzi Peak come un tentativo di rinascita per un territorio colpito dallo spopolamento, aggravato dalla pandemia mondiale, come sottolineato anche dalle parole del presidente Michl Ebner:

Le montagne appartengono a tutti. Proprio per questo abbiamo creato una piattaforma panoramica con un semplice accesso, garantendo a qualunque persona, indipendentemente se scalatore esperto o meno, un’esperienza alpina indimenticabile

Anche per la questione linguistica la risposta è puntuale. “Le montagne e le vette in Alto Adige hanno denominazioni in lingua tedesca e dal momento dell’annessione all’Italia anche italiana, conosciute prevalentemente nell’area limitrofa. È obiettivo della Funivie Ghiacciai Val Senales rendere noto con termini e concetti significativi anche agli ospiti di provenienza remota le radici della nostra terra, mostrando che le gelide altitudini erano popolate già migliaia di anni fa. Ötzi a livello internazionale è noto come “Iceman Ötzi”.

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Massimiliano Russohttp://building.closeupengineering.it
Laureato Triennale in Ingegneria Civile e Ambientale presso il Politecnico di Bari, laureato Magistrale in Ingegneria Strutturale presso l'Università di Pavia. Responsabile editoriale di BuildingCuE, in passato ha scritto anche per Teknoring. La divulgazione scientifica rappresenta la sua missione quotidiana.