Grazie alla sua storia e alla sua bellezza, ogni anno il Colosseo richiama milioni di visitatori da tutto il mondo. Simbolo per eccellenza di Roma e del suo Impero, nonché una delle 7 meraviglie del mondo, a distanza di quasi 1950 anni dalla sua costruzione è pronto ancora a stupirci grazie ad una nuova esclusiva vista. Grazie infatti all’ultimazione di importanti lavori di ristrutturazione, dal 1° Novembre sarà aperto al pubblico il piano più alto del Colosseo, chiuso ormai da decenni e inaccessibile a tutti.

Gruppi di 25 persone verranno condotti dalle guide al livello più alto dell’anfiteatro, il 5° piano, fino a raggiungere un’inedita vista di quasi 40 metri. Erano infatti più di 40 anni che questa parte non veniva aperta, complice soprattutto le precarie condizioni in cui tutt’oggi versa questo fantastico monumento.

La vista dei plebei

Una parte del Colosseo sarà aperta al pubblico per la prima volta
L’esclusiva vista dall’ultimo livello. PH: usatoday.com

Questa parte del Colosseo era riservata esclusivamente alle classi plebee dell’antica Roma. Come accade anche oggi con i moderni stadi, la gerarchia dello stadio era infatti determinata dalla ricchezza e dalla classe sociale: l’imperatore era situato in una parte speciale e privata, i senatori e gli ufficiali imperiali sedevano sulle panchine in marmo vicino al campo, mentre i cavalieri si trovavano ai livelli intermedi e i commercianti al quarto livello. In cima si trovava l’ultimo livello, il quinto, tipicamente riempito dalle classi plebee, che sedevano su panche di legno per guardare le battaglie.

Una parte del Colosseo sarà aperta al pubblico per la prima volta
PH: usatoday.com

La capacità totale dello stadio è stata stimata essere tra 50.000 e 80.000 persone, un’enormità pensando che il Colosseo è stato inaugurato nell’80 d.C dall’imperatore Tito. Il popolo ordinario doveva salire su scalini ripidi di pietra e percorrere tunnel dimezzati per raggiungere il quinto livello, creando una ressa di persone che rendeva ancora più crudo lo spettacolo massacrante dei gladiatori. “Era faticoso arrivare fino in fondo“, dice Rossella Rea, direttrice del Colosseo. “Molti plebei portavano il cibo da casa, pezzi di pollo, cereali o qualcosa del genere. Bisogna ricordare che i giochi duravano tutto il giorno, così loro e le loro famiglie avevano bisogno di qualche sostentamento”.

I poveri però erano almeno compensati con viste ampie non solo delle altre 50.000 persone che riempivano il Colosseo, ma anche del vicino Foro e del Palatino, dove gli imperatori costruirono i loro palazzi. Gli spettatori ricevano i biglietti che indicavano il loro posto e quale ingresso utilizzare, come accade negli stadi moderni.

Il rumore e l’odore di questo posto erano infernali”, continua ancora Rea. “Gli animali selvatici venivano tenuti in gallerie sotterranee e non venivano cibati per giorni, per cui quando venivano gettati nel campo dall’oscurità delle gabbie alla luce dell’arena erano davvero terrorizzati: il massacro era terribile.

Fa eco alle dichiarazioni anche il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini: “Non è stato possibile visitare questa parte del Colosseo per oltre 40 anni. Questo restituisce un’altra parte del monumento al pubblico e offre incredibili viste non solo del Colosseo ma anche di tutta Roma”.

Appuntamento quindi al 1° Novembre!