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Per il nuovo ponte Morandi arrivano i robot

Il nuovo ponte di Genova San Giorgio, in luogo dell'ormai ex ponte Morandi, sarannno dotati di due robot atti alla pulizia ed alla'ispezione dell'impalcato.

Il nuovo ponte di Genova San Giorgio, in luogo del ponte Morandi tragicamente crollato il 14 Agosto 2018 portà usufruire di un sistema di sicurezza molto avanzato. Merito di dispositivi robotici che controlleranno costantemente l’integrità della nuova struttura che attraversa la Val Polcevera. Tali dispositivi sono una eccellenza nostrana. Infatti tali robot sono progettati dall’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e realizzati dal Gruppo Camozzi. I quattro robot, 2 Robot-Inspection e 2 Robot-Wash, saranno operativi a breve, non appena gli impianti di servizio del sistema saranno completati.

Il trasporto del robot, da radiogold.it

I robot per il nuovo ponte Morandi

Tale realizzazione è la più importante infrastruttura tecnologica al mondo di ispezione di una grande e cruciale infrastruttura viaria. I robot istallati sul nuovo ponte Morandi, a Genova, contribuiranno alla sicurezza mediante telecamere e sensori, eseguendo in maniera automatica un monitoraggio periodico dell’infrastruttura. In ogni istante i robot analizzeranno la struttura e ciò che le accade attorno. In base alle condizioni atmosferiche saranno in grado di decidere se potranno lavorare o meno. Rispetto all’intensità di pioggia e vento, i robot stabiliranno se effettuare l’ispezione o meno. Inoltre, in base ai consumi raggiunti dalle batterie, calcoleranno la propria effettiva capacità di portare a termine il proprio compito oppure dovranno fermarsi alla stazione di ricarica più vicina per ricaricarsi.

Tale sistema fa solo da apripista. Infatti non verrà solo applicato al nuovo ponte di Genova San Giorgio, ma anche a future infrastrutture come gallerie o dighe, ma anche per grattacieli. Per una possibilità illimitata d’applicazione. Questo complesso sistema robotico si basa sull’installazione ai lati del ponte dei 4 robot. Due si occuperanno dell’ispezione della superficie inferiore dell’impalcato e dell’elaborazione dei dati per la determinazione di eventuali anomalie (Robot-Inspection) e due puliranno le barriere antivento e i pannelli solari (Robot-Wash). 

Come funzioneranno

Tali robot sono formati da strutture in fibra di carbonio, attuatori e da componenti elettronici. In particolare le travi in pezzi unici che permetteranno l’ispezione dell’impalcato sono realizzate trasferendo tecnologie tipiche dei settori aerospaziale e aeronautico e costruite tramite stampi in 3D. Verranno posizionati su delle rotaie esterne al ponte, che permetteranno il loro scorrimento lungo tutta la struttura. Essi ispezioneranno l’impalcato, verificando lo stato di integrità dell’infrastruttura. Invieranno le immagini e i dati acquisiti a un centro di controllo che grazie a efficaci algoritmi di analisi e predizione darà modo al gestore di intervenire con eventuali azioni di manutenzione in via preventiva. 

Inoltre, tali robot applicati al nuovo ponte Morandi, in caso di condizioni ambientali non ottimali, grazie agli anemometri ed accelerometri di cui sono dotati, possono fermare le operazioni e raggiungere in sicurezza le proprie stazioni di ricarica.

Chi li ha progettati

La realizzazione di tali robot è tutta di stampo italiano, in particolare marchigiano. Alla realizzazione del progetto hanno contribuito molti attori marchigiani. L’ideatore, Ferdinando Cannella dell’IIT di Genova. I sistemi software e lo strato di raccolta dati è stato realizzato dalla UBISIVE di Civitanova Marche che ha collaborato con l’UNIVPM per la realizzazione dei sistemi di visione artificiale che sono gli occhi del robot. La struttura in carbonio è progettata dalla AMS di Ancona. La certificazione di tutta la struttura e le funzionalità è curata dallo Studio Vanni Valeri di Montelabbate PU.

Robot ponte Morandi
L’ITT, da iit.it

Robot Inspection

Il Robot Inspection applicato al nuovo ponte Morandi è finalizzato all’ispezione della struttura. Pesa più di 2200 kg, largo oltre 7 metri, con 82 ruote per la movimentazione dei due assi. Esso è dotato di un braccio retrattile per l’ispezione, costituito da una parte fissa ed una mobile entrambe in fibra di carbonio, che arriva circa a 17 metri di lunghezza totale in modo che possa raggiungere dal bordo del ponte il centro dell’impalcato. La struttura è dotata di fotocamere ad alta risoluzione e sensori di misurazione in grado di determinare il deterioramento delle vernici, gli elementi di corrosione e lo stato delle saldature.

Il Robot Inspection, da corriere.it

Robot Wash

Tali robot sono atti a pulire le barriere antivento ed i pannelli solari. Si tratta di un’applicazione green. Infatti le attività sia di manutenzione che di pulizia sfrutteranno la pioggia e/o la rugiada come risorsa di acqua. Tali robot pesano 2000 kg, ha 56 ruote per distribuire il carico sul bordo ponte, è  alto oltre 3.5 metri, lungo quasi 8. Esso è diviso in due parti una per la pulizia ed una per la ricarica. Per avere una pulizia totale, il robot è dotato di sensori che monitorano sia la trasparenza dei vetri delle barriere antivento sia la quantità di acqua presente sulle superfici. In caso di carenza d’acqua data da periodi secchi e con scarsi livelli di umidità, il Robot-Wash è dotato di un dispositivo soffiante per l’eliminazione del particolato.

Il Robot Wash, da corriere.it

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Mariano Iengohttps://buildingcue.it
Studente di Ingegneria Edile-Architettura presso il Politecnico dell'Università Federico II di Napoli. Diplomato in maturità classica al Liceo Classico Ginnasio J.Sannazaro. Appassionato di architettura e sport. Interessato alle nuove tecnologie in ambito edilizio ed alla comprensione degli aspetti compositivi dell'architettura e dei suoi spazi. La passione per gli studi intrapresi, nasce dalla volontà di conoscere gli aspetti intrinseci di una delle componenti fondamentali della vita dell'uomo: l'abitare.