Lasciando le analisi politiche ad altri, è importante capire quale sia il testimone consegnato dal governo “Giallo-Verde al prossimo che verrà, indipendentemente che nasca dall’attuale possibile alleanza M5S e PD o successivamente alla chiamata alle urne dei cittadini italiani. E’ fondamentale conoscere anche quali sono le sfide del futuro poiché soltanto chi anticipa il cambiamento ha fortuna nel medio-lungo termine.

Sono fasi delicate per il presente e il futuro della nostra Nazione che, però, non possono farci distogliere lo sguardo dalle grandi sfide globali che inevitabilmente si riflettono anche sul nostro Paese. Sfide che investono l’economia, il commercio, la sicurezza, la politica estera, con particolare attenzione allo sviluppo sostenibile, alla lotta ai cambiamenti climatici e alla tutela dell’ambiente.
Giuseppe Conte, Presidente del consiglio dei Ministri, a valle del G7 di Biarritz

Queste parole incaricano il Ministero delle Infrastrutture e quello dell’Ambiente del fondamentale compito di rispondere alle sfide degli anni 20 del ventesimo secolo. Ma tra il dire e il fare c’è sempre il mare. Tutte le forze politiche italiane, chi più e chi meno, sa che i temi del prossimo futuro sono questi, ma a che punto siamo?

Quali sono le sfide del nuovo governo italiano?
rep.repubblica.it – Il Primo Ministro Giuseppe Conte

L’Italia consegnata dal governo M5S-Lega

Il percorso del governo Giallo-Verde è da subito iniziato in salita con la tragica vicenda del Ponte Morandi di Genova. Purtroppo però gli esponenti dell’esecutivo hanno mostrato il fianco a causa di commenti demagogici e fin troppo semplicistici. (si consiglia: Ponte Morandi, a un anno dalla tragedia). Da lì è iniziata la campagna di intervento per le infrastrutture “in pericolo”, soprattutto quelle del centro italia, che in taluni casi si è fermata alla limitazione o interruzione del traffico.

Sicuramente il decreto più sponsorizzato è stato il decreto “Sblocca cantieri”. (qui per conoscerlo nel dettaglio). Il punto più basso della gestione Giallo-Verde nel settore delle infrastrutture è stato toccato con il decreto “Genova”, in cui, oltre allo stanziamento dei fondi per la ricostruzione e alla gestione dell’emergenza, è stato inserito un ulteriore intervento per il centro italia e il condono per l’isola di Ischia a seguito del terremoto del 2017. Il punto più alto invece si è avuto con il “Piano nazionale per la mitigazione del rischio idrogeologico, il ripristino e la tutela della risorsa ambientale“. (per saperne di più). Grande spazio nel dibattito politico è stato dato alla TAV e al suo progetto iniziale, con la decisione finale caduta sul Sì.

Quali sono le sfide del nuovo governo italiano?
laprovinciacr.it – Da sinistra verso destra, il Ministro dell’Ambiente uscente Sergio Costa e il Ministro delle Infrastrutture uscente Danilo Toninelli

Molti sono ancora però i provvedimenti in sospeso e le questioni non ancora affrontate. La revoca della concessione autostradale ad Atlantia, l’investimento per le grandi opere e la gestione dell’emergenza edilizia scolastica sono stati interrotti dalla crisi di governo. Dopo il mancato ampliamento del decreto “Milleproroghe” per alcuni ambiti, è diventato urgente redigere nuovi piani di protezione incendi per moltissimi edifici pubblici (molte università italiane ne sono ancora prive).

Gli orizzonti programmatici

La parola più utilizzata è sviluppo sostenibile. C’è la volontà di sfruttare il vantaggio che ha maturato l’Italia nei confronti del resto dell’europa sul tema energie rinnovabili, riduzione delle emissioni di CO₂ e tutela ambientale. La campagna “Plastic Free” iniziata dal Ministro dell’Ambiente uscente Costa va continuata e potenziata.

Ci si aspetta un intervento incisivo sulla burocrazia che rallenta il settore delle costruzioni. Bisogna chiarire le prospettive nazionali in merito al BIM, ci saranno altri rallentamenti e altre proroghe? Un’altra importante sfida è dotare il meridione delle infrastrutture necessarie, così da ridurre le sanzioni europee che ogni anno l’Italia paga. Il settore delle costruzione mette in moto la macchina economica meglio di qualunque altro, e ha bisogno di un Ministro competente che riesce a risollevare la situazione. In attesa che il Premier Conte costituisca il nuovo governo, ci si auspica che le aspettative non vengano disattese.