Lunedì 26 novembre è scaduto il termine fissato dal commisario per la ricostruzione del ponte Marco Bucci per partecipare alla “consultazione di mercato”, presentando già un progetto preliminare per il nuovo ponte di Genova. In questi giorni, Bucci manderà gli inviti ufficiali alla “procedura negoziata senza bando” per l’affidamento dell’appalto di demolizione del ponte Morandi e la ricostruzione di un nuovo viadotto sul Polcevera.

 

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In una settimana, si prevede che Bucci possa scegliere il progetto vincente e affidare i lavori alla/alle società vincitrice.

A valutare i progetti team di esperti

Un team di esperti esterno valuterà da un punto di vista tecnico i progetti di demolizione e ricostruzione del ponte Morandi, arrivati in questi giorni nella struttura commissariale. Il team sarà composto da docenti universitari, ingegneri, architetti, professionisti del settore e un solo dirigente del Comune di Genova. Ognuno con competenze specifiche. Si tratta di Gianni Bartoli, ingegnere e docente all’Università di Firenze, Enrico Bona, architetto e docente all’Università di Genova, Pietro Croce, ingegnere ed esperto nella costruzione di ponti, docente all’Università di Pisa e già membro del pool di periti che ha affiancato il Comune di Genova nella fase dell’emergenza dopo il crollo del viadotto.

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Docente all’ateneo pisano anche Diego Lo Presti, ingegnere, mentre Mario Manassero è professore al politecnico di Torino. Fanno parte del collegio anche Stefano Pinasco, dirigente del Comune di Genova, e anche lui chiamato da subito nella squadra tecnica a supporto del sindaco-commissario. Infine Sergio Scanavino, segretario dell’Istituto italiano di saldatura, che ha sede a Genova.

I membri del collegio svolgeranno il loro lavoro a titolo gratuito, salvo rimborso spese. Alle riunioni potranno assistere in qualità di testimoni i due subcommissari o persone da loro delegate. La composizione del collegio è stata resa nota con la pubblicazione, sul portale Internet del commissario per la ricostruzione, dell’atto di nomina.

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Chi ha presentato i progetti?

Nella sede della struttura commissariale sono stati portati una decina di plichi e qualche plastico. Altra documentazione potrebbe essere arrivata tramite posta certificata. Tra i “messi” che hanno varcato le porte degli uffici comunali, anche quelli del gruppo Cimolai e della cordata Salini-Impregilo con Fincantieri che è arrivata appena 5 minuti prima dello scadere dei tempi.

La cordata Salini Impregilo-Fincantieri-Italferr sulla carta non ha rivali (almeno in Italia).

Salini Impregilo è la società di costruzione numero uno in Italia, con 6,1 miliardi di fatturato consolidato (bilancio 2017, il 92% all’estero), e peraltro uno dei non molti grandi costruttori italiani non in crisi finanziaria. Fincantieri (controllato dallo Stato tramite Cdp e Fintecna) è uno dei leader mondiali della cantieristica navale, con fatturato consolidato di 5,02 miliardi di euro, 19.500 dipendenti (di cui oltre 8.300 in Italia) e 20 stabilimenti in 4 continenti. Il suo ruolo sarebbe quello di produrre le componenti in acciaio per il nuovo ponte, probabilmente nello stabilimento di Setri Ponente, Genova.

Italferr, infine, gruppo Fs, è la più grande società di ingegneria in Italia con 178 milioni di euro di fatturato. Fincantieri e Italferr sono le due società citate fin da agosto dai ministri delle Infrastrutture Danilo Toninelli e dello Sviluppo Luigi Di Maio come quelle che avrebbero ricostruito il ponte di Genova.

Il progetto di Renzo Piano per Genova
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Cosa prevede il progetto?

La manifestazione di interesse alla ricostruzione delle due società Salini Impregilo e Fincantieri prevede l’esecuzione dei lavori in 12 mesi dalla consegna delle aree, lavorando 7 giorni su 7 e 24 ore su 24, e si basa sull’idea dell’architetto Renzo Piano. Italferr, società di ingegneria del Gruppo Fs, viene indicata come progettista, mentre il costo previsto è di poco superiore ai 200 milioni. Quindi, stando al progetto il viadotto verrà realizzato in un anno al costo di 200 milioni di euro.

Bono: “Lo facciamo per spirito di servizio”

La notizia della presentazione congiunta del progetto è stata confermata dall’ad di Fincantieri, Giuseppe Bono.

Bono: “Siamo in due, siamo noi e Salini Impregilo insieme con le migliori competenze italiane che collaboreranno con noi”,

Sottilinea inoltre Bono che entrambe le aziende saranno “capofila”. “Noi abbiamo fatto il massimo, lo abbiamo fatto nello spirito di servizio per il paese. Lo facciamo con orgoglio” e se saremo scelti “ce la metteremo tutta”, ha sottolineato l’ad, dicendo di “sentirsi in dovere di dare una mano”.

Petizione anche per non abbattere il ponte

Ma c’è qualcuno spera che il ponte Morandi non venga abbattuto. Sono circa 2mila le persone che hanno sottoscritto la raccolta firme “salviamo ciò che resta del ponte Morandi, con esso 150 case ed il porto”.

La petizione era stata lanciata sulla piattaforma Change.org dall’ex direttore Ricerca e Manutenzione di Autostrade per l’Italia, l’ingegnere Gabriele Camomilla. “Ricostruendo solo il tratto caduto si ripristinerebbe la viabilità in un tempo minimo” si sottolinea nella petizione.