Grattacieli

    Mini Sky City

    Mini Sky City: come costruire un grattacielo in 19 giorni

    Un grattacielo, il Mini sky City, di 59 piani, costruito in 19 giorni lavorativi. Questo è ciò che vanta un’azienda di costruzioni cinese, la Broad Sustainable Buliding Co. Diremmo che potrebbe essere candidata al guinness world record per essere l’azienda di costruzioni più veloce al mondo.

    Il fatto è avvenuto a Changsha, provincia di Hunan, nella Cina centrale. L’ annuncio della fine dei lavori e’ stato dato dal vicepresidente della B.S.Buliding Co., Xiao Changgeng.

    CARATTERISTICHE TECNICHE

    L’edificio, costituito tutto da vetro e acciaio, è stato realizzato con un innovativo sistema a moduli, proprio come costruire una casa con i mattoncini LEGO. Come vanta l’ingegnere Chen Xiangqian:

    “Con il metodo tradizionale, lo avrebbero costruito mattone su mattone, ma con il nostro metodo non dobbiamo far altro che mettere insieme i moduli”

    La preparazione dei moduli (2736 in totale), ciascuno di tre piani, ha richiesto quattro mesi di lavoro. I primi 20 piani sono stati completati nel 2014, prima del rinvio dei lavori fino al 31 gennaio, a causa del maltempo. La sezione rimanente è stata terminata nel mese di febbraio. I tecnici garantiscono che è a prova di terremoto.

    Mini Sky City ha 19 sale, 800 appartamenti e uno spazio uffici per quattro mila persone. La vendita della struttura sara’ avviata in maggio.

    CRITICHE

    Secondo l’ architetto Liu Peng, codirettore dell’ ufficio di Pechino dello studio internazionale Arup, il metodo usato dalla B.S.Buliding Co. è sicuro, ed è stato già sperimentato in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Il suo limite, ha aggiunto, è che non e’ perfetto, non consente di rispondere a tutte le richieste specifiche dei clienti, che oggi più che mai vogliono strutture personalizzate.

    PREVISIONI FUTURE

    L’ impresa, ha precisato il vicepresidente Xiao, crede nel metodo a moduli e intende usarlo per costruire un grattacielo, lo Sky City, che, con 220 piani, sarà il più alto del mondo. La B.S.Buliding Co. e’ fiduciosa di poter compiere l’impresa in soli tre mesi.

     

    Torre Isozaki, Torre Allinz

    Torre Isozaki: l’infinito e il futurismo

    Con i suoi 207 m (altezza effettiva dal piano stradale) la Torre Isozaki (soprannominata Il Dritto) è uno tra gli edifici più alti d’Italia e il più alto al tetto.

    Progettata dall’architetto giapponese Arata Isozaki e dall’architetto italiano Andrea Maffei, fa parte del progetto di riqualificazione del quartiere storico della fiera campionaria, a Milano, gestito dalla società City Life. Anche se inizialmente si era parlato di una futura occupazione da parte di Generali Assicurazioni, esso sarà acquistato dalla società tedesca Allianz, per tale motivo viene chiamata Torre Allianz.

    La struttura è distribuita verticalmente su 50 piani dei quali 46 sono previsti a destinazione direzionale. La torre sarà in grado di ospitare fino a 3.800 persone. E’ caratterizzata da piani completamente illuminati da luce naturale, con viste panoramiche. Tramite una lobby su due livelli, la Torre Isozaki è connessa sia direttamente con la piazza centrale di CityLife (zona dell’ex-Fiera in riqualificazione) e con la piazza sottostante dove è prevista la fermata Tre Torri della metropolitana M5.

    Il progetto prende ispirazione principalmente, dalla Endless Column di Constantin Brancusi installata nel 1937 nel parco di Targu-Jiu, in Romania, che suggerisce la creazione sistemi ripetibili all’infinito e dal Futurismo, non a caso un movimento che si è sviluppato a Milano, nato per rispondere ai temi della città contemporanea, nella sua aspirazione alla massima verticalità, anche questa Torre Infinita rappresenta una riflessione sui temi della città contemporanea.

    “Nel nostro arcipelago di forme abbiamo trovato interessante sviluppare l’idea di un grattacielo senza fine, una sorta di endless tower. Intendevamo studiare un concetto da applicare al grattacielo, prima ancora che immaginarne la sua estetica. Nell’aspirazione alla massima verticalità, abbiamo scelto di applicare il concetto di un sistema modulare che si può ripetere all’infinito, senza soluzione di continuità.”                                                                                                                                                                                 Andrea Maffei

    Per dare forma ai concetti di verticalità e di tensione verso l’alto si è scelto un modulo che si compone di 6 piani per uffici, con una pianta molto stretta e allungata di 21×58 metri.
    La scelta di queste proporzioni è finalizzata ad uno snellimento del volume per accentuarne la verticalità e lo rende strutturalmente provocatorio vista la snellezza di una forma così alta.

    ASPETTI INNOVATIVI

    Le facciate sono caratterizzate da pannelli in vetro curvato a freddo che creano le grandi curvature dei moduli. Questa soluzione è stata ottenuta attraverso delle tecniche di cold-bending, ovvero di piegatura a freddo del vetro solo attraverso il suo incollaggio ai montanti in alluminio con un lato ricurvo.

    IL FUTURISMO MILANESE

    Alle due estremità sono previsti tre ascensori panoramici con pareti vetrate che, salendo verso la sommità del grattacielo, consentiranno di ammirare il paesaggio e creeranno l’effetto di edificio-macchina caro al futurismo milanese.
    Altro riferimento al futurismo sono i quattro contrafforti che hanno la funzione di ridurre le oscillazioni della torre negli ultimi piani per consentirne il massimo confort. Le strutture sono state portate all’esterno, in modo da farle diventare una forte caratterizzazione architettonica. Finora non è mai stata realizzata questa soluzione ingegneristica.

     

    Grattacielo Intesa Sanpaolo, Francesca Suriano

    Grattacielo Intesa Sanpaolo: un’eccellenza made in Italy

    ©Francesca Suriano

    E’ stato inaugurato da pochi giorni, precisamente il 10 Aprile di quest’anno, il nuovo grattacielo Intesa Sanpaolo a Torino, che porta la firma di uno dei più grandi architetti del mondo, Renzo Piano. L’edificio è alto 166 metri, poco più basso della Mole Antonelliana. Una scelta non casuale, poiché il comune di Torino ha deciso da regolamento che, in segno di rispetto, questo grattacielo non dovesse superare il monumento simbolo di Torino.

    Il grattacielo presenta 44 piani, di cui 38 fuori terra. Nei piani interrati sono presenti locali tecnici, depositi e parcheggi per auto. La restante parte della struttura è stata divisa sostanzialmente in tre parti fondamentali: dal primo al quinto piano è presente un auditorium “sospeso” a configurazione interna variabile, la parte centrale è destinata agli uffici, mentre negli ultimi tre piani è presente una serra bioclimatica, con annesse aree di ristoro. L’unica parte non accessibile al pubblico è la zona degli uffici.

    Analizzando l’aspetto più tecnico, possiamo dire che l’edificio è stato realizzato in acciaio misto a calcestruzzo; in particolare la struttura portante è in acciaio, in aggiunta esiste un core (corpo) in calcestruzzo armato. Di fondamentale importanza sono le 6 “mega-colonne” in

    ©Francesca Suriano

    acciaio, perimetrali alla costruzione che costituiscono la vera ossatura portante dell’edificio e alle quali è ancorata la struttura nel suo insieme. In particolare al piano settimo, esiste una struttura imponente di trasferimento, conosciuta più comunemente come transfer. Questo elemento ha due funzioni principali: la prima è quella di portare i carichi dei piani sovrastanti e scaricarli sulle mega-colonne, le quali a loro volta li trasferiscono alle fondazioni; la seconda funzione è quella di sorreggere anche il peso dell’auditorium, che di fatto, è sospeso. Questa soluzione innovativa, ha permesso di privare l’auditorium di strutture verticali portanti, in modo tale da aumentare lo spazio interno dello stesso migliorandone anche la funzionalità. L’auditorium in questione è più precisamente una sala polivalente da 364 posti che dotata di sedie a scomparsa, si può trasformare in poco tempo da sala concerto in sala conferenze.

    Questa costruzione non rappresenta solo innovazioni strutturali, ma anche innovazioni dal punto di vista della sostenibilità ambientale. Nelle facciate est e ovest, due vetrate distanti tra loco circa 2,5 metri costituiscono quello che si chiama “doppia pelle”. E’ una facciata attiva (tra le più grandi al mondo), in quanto presenta un sistema meccanizzato che regola l’apertura delle lamelle, in modo da garantire una buona ventilazione in estate, e un buon isolamento termico in inverno. La facciata meridionale è coperta da un campo fotovoltaico di circa 1.600 m2, e l’impianto di riscaldamento/raffreddamento, non fa uso di gas, ma di energia termica dell’acqua in falda. Ulteriori innovazioni sono date dal riutilizzo dell’acqua piovana che viene raccolta in speciali pozzetti per poi essere riutilizzata per irrigare le aree verdi. Il sistema di illuminazione interno regola l’intensità di luce in base alla quantità della sorgente naturale e in base alla presenza di persone.

    Photogallery a cura di Francesca Suriano

    Rotating Tower: il grattacielo che cambia la sua forma nel tempo

    Rotating Tower è il grattacielo che rivoluzionerà l’architettura, proiettandola verso la quarta dimensione: il tempo. Esso sarà in grado di ruotare su se stesso a 360 gradi in un periodo di soli 90 minuti.

    La torre rotante è stata progettata dall’architetto italiano di origini israeliane David Fisher che ha concentrato l’attività professionale in un’architettura dinamica e mutevole che permetta di orientare il proprio spazio secondo i momenti della giornata, in relazione alle stagioni, o semplicemente al proprio piacere, segnando la vera novità progettuale e la sua originalità.

    Il primo grattacielo dinamico sarà realizzato a Dubai, ma è in fase di progettazione  anche quello di Mosca. La torre rotante di Dubai sarà alta 420 metri e avrà 80 piani così divisi:

    • Primi 20 piani: uffici
    • Successivi 15 piani: albergo a sei stelle
    • Successivi 35 piani: appartamenti di lusso
    • Ultimi 10 piani: “ville”.

    Gli appartamenti partiranno da una superficie minima di 124 mq fino alle ville di 1200 mq. Inoltre dal piano terreno partirà un apposito ascensore, dotato di sistema compiuterizzato a comando oculare,che porterà le auto direttamente al piano di ogni villa, per essere lì parcheggiate.

     

    La Rotating Tower presenta innovazioni sotto molti aspetti. Esso è il primo edificio ad essere completamente autosufficiente dal punto di vista energetico. Il grattacielo potrà ospitare 79 turbine eoliche posizionate orizzontalmente tra i piani in modo da ridurre notevolmente l’impatto negativo sull’ ambiente che hanno le tradizionali turbine verticali a causa della loro imponenza. Cellule fotovoltaiche saranno inoltre installate sul tetto di ogni piano ruotante per una superficie pari al 20% di ogni tetto. Secondo le stime, il grattacielo potrà produrre in un anno 190 milioni di Kilowatt di energia, per un guadagno di 7 milioni di euro.

    Dynamic tower sarà il primo grattacielo prefabbricato, infatti ciascun piano sarà realizzato in Italia e poi trasportato e assemblato a Dubai. Le unità saranno completamente finite in fabbrica e dotate di tutte le condutture idrauliche ed elettriche, di bagni, cucine ed elementi d’arredo. Queste cellule prefabbricate verranno agganciate sul posto ad un tronco centrale fisso in calcestruzzo, consentendo di realizzare un intero edificio in tempi molto brevi. Basti pensare che l’assemblaggio dei 48 moduli di cui è composto ogni piano avverrà in circa 7 giorni per ogni livello. La prefabbricazione inoltre adduce numerosi vantaggi riducendo tempi e costi di costruzione e garantendo un alto livello tecnologico e alta qualità delle finiture.

    Secondo l’Architetto David Fisher la Rotating Tower, “forgiata dalla vita, progettata dal tempo, deve essere considerata l’inizio di una nuova Era dell’architettura”.

    Header image credits: youtube.com
    City of Dreams Hotel Tower, Close-up Engineering

    City of Dreams Hotel Tower di Zaha Hadid

    City of Dreams Hotel Tower a Macao, Cina, è il nuovo progetto di Zaha Hadid Architects, sviluppato da Melco Crown Entertainment, società proprietaria di casinò e servizi d’intrattenimento per resort in Asia.

    L’edificio è un volume monolitico  di 40 piani e una superficie di 150 000 metri quadri che ospiterà circa 780 camere, suite e attici e sarà dotato di sale riunioni, casinò, ristoranti spa e una piscina panoramica.

    La nuova Torre di Macao assume la forma di un solido plastico con vuoti scavati nella parte centrale e il suo design progettuale caratterizza la facciata con estrema dinamicità: la struttura portante esterna diventa un “esoscheletro” che avvolge l’intero edificio e definisce la sua composizione formale.

    I lavori di costruzione sono cominciati nel 2013 e si concluderanno nel 2017.

     Header image credits: tasc.it
    CCTV Headquarters

    CCTV Headquarters, un grattacielo un pò strano

    Anche i cinesi ne hanno di fantasia nel pensare un edificio così. Il  CCTV headquarters è il nome dato alla nuova sede della China Central Television non ha una forma definita, se doveste sforzarvi di spiegarla ad un amico sarebbe difficile se non avete a portata di mano una foto.

    L’edificio principale, non è una torre tradizionale, ma un anello continuo formato da sei sezioni orizzontali e verticali, con un centro aperto. La parte superiore è formata da due grandi L rovesciate, unite a creare un angolo retto, a sbalzo rispetto alle strutture verticali. La superficie esterna della facciata è coperta da una griglia diagonale irregolare. La costruzione di questo edificio è considerata una sfida strutturale, sia per l’inconsueta forma sia, ed ancor di più, perché sorge in una zona sismica, quasi a mettere in dubbio ogni legge fisica.

    L’inizio dei lavori è avvenuto il 22 settembre 2004 ed è stato completato nel dicembre 2008, dopo l’inizio dei Giochi Olimpici estivi 2008, data prevista inizialmente per il termine dei lavori. Rem Koolhaas e Ole Scheeren per l’OMA (Office for Metropolitan Architecture) sono gli architetti e lo studio di progettazione britannico Arup è responsabile per il complesso progetto ingegneristico. Il fabbricato ha un’altezza di 234 metri per 51 piani.

    Abu Dhabi Central Market

    Abu Dhabi Central Market, la concorrenza ai centri commerciali

    Un centro commerciale, il grattacielo per abitazioni più alto del mondo e la piscina più alta mai costruita: l’Abu Dhabi Central Market.

    La base di ogni edificio ospiterà il caratteristico e tradizionale mercato arabo, ma l’aspetto innovativo risiede nel tetto di ognuno dei 3 grattacieli: esso è inclinato di 50° e ricoperto di pannelli solari, questo per garantire la massima esposizione al sole e dare energia a 15000 abitazioni.


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