Strutture

Rotating Tower: il grattacielo che cambia la sua forma nel tempo

Rotating Tower è il grattacielo che rivoluzionerà l’architettura, proiettandola verso la quarta dimensione: il tempo. Esso sarà in grado di ruotare su se stesso a 360 gradi in un periodo di soli 90 minuti.

La torre rotante è stata progettata dall’architetto italiano di origini israeliane David Fisher che ha concentrato l’attività professionale in un’architettura dinamica e mutevole che permetta di orientare il proprio spazio secondo i momenti della giornata, in relazione alle stagioni, o semplicemente al proprio piacere, segnando la vera novità progettuale e la sua originalità.

Il primo grattacielo dinamico sarà realizzato a Dubai, ma è in fase di progettazione  anche quello di Mosca. La torre rotante di Dubai sarà alta 420 metri e avrà 80 piani così divisi:

  • Primi 20 piani: uffici
  • Successivi 15 piani: albergo a sei stelle
  • Successivi 35 piani: appartamenti di lusso
  • Ultimi 10 piani: “ville”.

Gli appartamenti partiranno da una superficie minima di 124 mq fino alle ville di 1200 mq. Inoltre dal piano terreno partirà un apposito ascensore, dotato di sistema compiuterizzato a comando oculare,che porterà le auto direttamente al piano di ogni villa, per essere lì parcheggiate.

 

La Rotating Tower presenta innovazioni sotto molti aspetti. Esso è il primo edificio ad essere completamente autosufficiente dal punto di vista energetico. Il grattacielo potrà ospitare 79 turbine eoliche posizionate orizzontalmente tra i piani in modo da ridurre notevolmente l’impatto negativo sull’ ambiente che hanno le tradizionali turbine verticali a causa della loro imponenza. Cellule fotovoltaiche saranno inoltre installate sul tetto di ogni piano ruotante per una superficie pari al 20% di ogni tetto. Secondo le stime, il grattacielo potrà produrre in un anno 190 milioni di Kilowatt di energia, per un guadagno di 7 milioni di euro.

Dynamic tower sarà il primo grattacielo prefabbricato, infatti ciascun piano sarà realizzato in Italia e poi trasportato e assemblato a Dubai. Le unità saranno completamente finite in fabbrica e dotate di tutte le condutture idrauliche ed elettriche, di bagni, cucine ed elementi d’arredo. Queste cellule prefabbricate verranno agganciate sul posto ad un tronco centrale fisso in calcestruzzo, consentendo di realizzare un intero edificio in tempi molto brevi. Basti pensare che l’assemblaggio dei 48 moduli di cui è composto ogni piano avverrà in circa 7 giorni per ogni livello. La prefabbricazione inoltre adduce numerosi vantaggi riducendo tempi e costi di costruzione e garantendo un alto livello tecnologico e alta qualità delle finiture.

Secondo l’Architetto David Fisher la Rotating Tower, “forgiata dalla vita, progettata dal tempo, deve essere considerata l’inizio di una nuova Era dell’architettura”.

Header image credits: youtube.com
Science Hill,Close-up Engineering, Credits: domusweb.it

Le Colline della Scienza a Komatsu: tra architettura e paesaggio

Il Museo della Scienza, disegnato da  Mari Ito/ UAO, sorge sul sito di un ex fabbrica a Komatsu, una città giapponese sviluppatasi come centro di produzione industriale, da cui nasce la volontà di sottolineare lo spirito dell’industria, invogliando i bambini e tutti i visitatori all’interesse verso le scienze applicate a questo settore.

Il complesso museale si compone di un teatro 3D a cupola, contenuto all’interno della collina artificiale nell’angolo nord-ovest, un centro di apprendimento scientifico, un centro di promozione industriale locale e un centro di incubazione.

I tetti delle Colline della Scienza di Komatsu, sono costituiti da quattro onde verdi che definiscono dolci colline su cui i visitatori possono passeggiare liberamente.

Obiettivo dei progettisti era infatti, quello di integrare architettura e paesaggio, definendo un edificio che potesse diventare anche un parco pubblico per la città. Questo è un notevole esempio di come l’architettura possa restituire all’uomo lo spazio verde sottratto attraverso l’edificazione.

I tetti verdi, oltre a definire spazi di elevata estetica sono estremamente funzionali. La presenza del manto vegetale influisce sul microclima del tetto riducendo la temperatura dello stesso durante il giorno in estate, e comportando una minore dispersione termica durante l’inverno. Inoltre il tetto verde consente di ridurre l’inquinamento acustico poiché il substrato di coltura costituisce una barriera alla propagazione delle onde sonore provenienti dall’esterno.

Il complesso è realizzato in gran parte in cemento armato a vista esternamente e internamente. L’utilizzo di questo materiale consente di definire la geometria curva del tetto che permette di convogliare l’acqua piovana in un serbatoio per l’impianto di irrigazione.

Di notte, lo spazio si trasforma in uno spettacolo di luci, attraverso centinaia di LED dotati di sensori che rilevano il vento e cambiano orientamento a seconda della sua direzione.

“L’intero edificio ha l’intenzione di essere in armonia con la scienza e di incoraggiare le varie scoperte scientifiche del visitatore nella pratica”, dice l’architetto Mari Ito.

Architetti: Mari Ito, UAO
Località: Komatsu, Ishikawa, Giappone
Area costruita: 6153 mq
Completamento: 2013
Fotografie: Daici Ano

Header image credits: domusweb.it
City of Dreams Hotel Tower, Close-up Engineering

City of Dreams Hotel Tower di Zaha Hadid

City of Dreams Hotel Tower a Macao, Cina, è il nuovo progetto di Zaha Hadid Architects, sviluppato da Melco Crown Entertainment, società proprietaria di casinò e servizi d’intrattenimento per resort in Asia.

L’edificio è un volume monolitico  di 40 piani e una superficie di 150 000 metri quadri che ospiterà circa 780 camere, suite e attici e sarà dotato di sale riunioni, casinò, ristoranti spa e una piscina panoramica.

La nuova Torre di Macao assume la forma di un solido plastico con vuoti scavati nella parte centrale e il suo design progettuale caratterizza la facciata con estrema dinamicità: la struttura portante esterna diventa un “esoscheletro” che avvolge l’intero edificio e definisce la sua composizione formale.

I lavori di costruzione sono cominciati nel 2013 e si concluderanno nel 2017.

 Header image credits: tasc.it
The Palm Jumeirah

The Universe: le palme artificiali di Dubai

Oggi parleremo di uno dei progetti più ambiziosi della storia dell’umanità: visto la scarsa quantità di coste di Dubai, un sistema per aumentare le coste, ovvero creare delle isole artificiali di grandi dimensioni (il più frastagliate possibili, ecco quindi la forma a palme) su cui costruire abitazioni.

Palma Jumeirah consiste di un tronco e di una chioma con 17 rami, racchiusi da una mezzaluna che costituisce un frangiflutti lungo 11 km. L’isola è lunga 5 km lungo l’asse e 5 km in trasversale. Consentirà di incrementare di 56 km lo sviluppo costiero di Dubai.

Palm Jumeirah è quindi un’isola artificiale completamente creata dall’uomo dall’originale forma di palma. Per la costruzione sono stati impiegati 7 milioni di metri cubi di roccia e 94 milioni di metri cubi di sabbia, che veniva prelevata dal fondo marino e sovrapposta ad un basamento di roccia appena creato. In realtà tale processo di costruzione non è semplice ed ha portato non pochi problemi in fase realizzativa, uno dei quali è stato quello di compattare la sabbia in modo che l’isola non collassasse su se stessa liquefacendosi in breve tempo.L’isola collegata alla terraferma da un ponte di 300 metri e da un tunnel sottomarino.

Nonostante tutte le difficoltà del progetto lo scorso ottobre l’isola è divenuta la più grande isola artificiale mai costruita dall’uomo, in attesa di essere superata dagli altri progetti faraonici di Dubai previsti per i prossimi anni.

La prima fase del progetto ha previsto la creazione di 4,000 alloggi tra ville e appartamenti: 1,400 ville sono situate su 11 rami dell’isola e circa 2,500 appartamenti sono distribuiti su 20 edifici lungo il lato orientale del tronco.

Quest’isola rappresenta il primo passo dell’ambizioso progetto che vede entro il 2015 il completamento di altre due isole ancora più imponenti (Palm Jebel Ali, Palm Deira), di un arcipelago di isole a forma di planisfero (The World), di un altro arcipelago chiamato The Universe, e del complesso di isole e canali più grande al mondo (Dubai Waterfront).

 

CCTV Headquarters

CCTV Headquarters, un grattacielo un pò strano

Anche i cinesi ne hanno di fantasia nel pensare un edificio così. Il  CCTV headquarters è il nome dato alla nuova sede della China Central Television non ha una forma definita, se doveste sforzarvi di spiegarla ad un amico sarebbe difficile se non avete a portata di mano una foto.

L’edificio principale, non è una torre tradizionale, ma un anello continuo formato da sei sezioni orizzontali e verticali, con un centro aperto. La parte superiore è formata da due grandi L rovesciate, unite a creare un angolo retto, a sbalzo rispetto alle strutture verticali. La superficie esterna della facciata è coperta da una griglia diagonale irregolare. La costruzione di questo edificio è considerata una sfida strutturale, sia per l’inconsueta forma sia, ed ancor di più, perché sorge in una zona sismica, quasi a mettere in dubbio ogni legge fisica.

L’inizio dei lavori è avvenuto il 22 settembre 2004 ed è stato completato nel dicembre 2008, dopo l’inizio dei Giochi Olimpici estivi 2008, data prevista inizialmente per il termine dei lavori. Rem Koolhaas e Ole Scheeren per l’OMA (Office for Metropolitan Architecture) sono gli architetti e lo studio di progettazione britannico Arup è responsabile per il complesso progetto ingegneristico. Il fabbricato ha un’altezza di 234 metri per 51 piani.

Abu Dhabi Central Market

Abu Dhabi Central Market, la concorrenza ai centri commerciali

Un centro commerciale, il grattacielo per abitazioni più alto del mondo e la piscina più alta mai costruita: l’Abu Dhabi Central Market.

La base di ogni edificio ospiterà il caratteristico e tradizionale mercato arabo, ma l’aspetto innovativo risiede nel tetto di ognuno dei 3 grattacieli: esso è inclinato di 50° e ricoperto di pannelli solari, questo per garantire la massima esposizione al sole e dare energia a 15000 abitazioni.

Landesgartenschau Exhibition Hall,Close-Up Engineering

Biomimetica e robotica per la Landesgartenschau Exhibition Hall 2014

La  Landesgartenschau Exhibition Hall 2014 è un padiglione espositivo concepito all’Università di Stoccarda che rappresenta un modello integrato di design computazionale e fabbricazione robotizzata.

Il progetto mostra l’opportunità di utilizzare risorse rinnovabili, in questo caso il legno, per generare una costruzione innovativa mediante l’ausilio di sistemi robotizzati. Esso si presenta infatti, come il primo edificio al mondo con struttura portante interamente costituita da placche di legno di faggio multistrato realizzata mediante robot.

Gli aspetti innovativi che caratterizzano il progetto possono essere definiti nei cinque punti seguenti.

  • Progettazione biomimetica: il design biomimetico caratterizza l’involucro esterno della costruzione che assume la forma di un guscio realizzato attraverso un sistema modulare ispirato allo scheletro dei ricci di mare (tale scheletro è costituito da elementi di carbonato di calcio uniti da microscopici incastri lungo i bordi).
  • Progettazione computazionale: il processo di simulazione e ottimizzazione consente di disegnare le forme di progetto automaticamente, eliminando il disegno manuale di ogni singolo elemento.
  • Fabbricazione robotica: essa consiste nella fabbricazione automatizzata di 243 placche di faggio multistrato e 7600 articolazioni che costituiscono le connessioni ad incastro responsabili della stabilità strutturale. Queste sono state realizzate da una macchina a sette assi facilmente adattabile alla generazione di geometrie complesse. Il processo di prefabbricazione dei componeti si è concluso in sole 3 settimane.
  • Scansione tridimensionale della struttura: ultimata la costruzione, essa è sottoposta all’analisi del comportamento strutturale mediante la scansione tridimensionale.
  • Innovazione strutturale e funizionale: il sistema di placche di faggio multistrato costituisce l’involucro esterno e la struttura allo stesso tempo. I carichi strutturali vengono trasferiti dai bordi degli elementi alle articolazioni, permettendo la costruzione di un edificio in legno leggero con placche dallo spessore di soli 5 cm.

Il Landesgartenschau Exhibition Hall è organizzato in due zone spaziali distinte collegate da uno spazio intermedio: lo spazio di ingresso e lo spazio espositivo principale sono definiti con una struttura a cupola, costituita da placche poligonali convesse, mentre lo spazio di transizione è il risultato di una contrazione spaziale a forma di sella, il cui rivestimento è costituito da placche poligonali concave. L’area espositiva principale costituisce la parte più ampia della costruzione con 6 metri di altezza e l’affaccio verso il paesaggio attraverso una grande vetrata.

Il progetto è stato sviluppato dall’Institute for Computational Design, l’Institute of Building Structures and Structural Design, e l’Institute of Engineering Geodesy e realizzato in collaborazione con Mullerblaustein Holzbau GmbH.

Image credits: domusweb.it
stonecutters bridge

Stonecutters Bridge, l’evoluzione dei ponti

Quello che vi faremo vedere oggi non è un normale ponte, è lo Stonecutters Bridge, ovvero il secondo ponte strallato più lungo del mondo.

L’evoluzione dei ponti, seguente ai tanti errori commessi negli anni, ha portato ad affinare il livello tecnologico: con l’avvento della galleria del vento si sono potuti fare esperimenti sugli effetti di risonanza del vento all’interno della struttura di un ponte, le scale da utilizzare per i modelli di prova e verifica.

CARATTERISTICHE

  • Lunghezza 1.596 m
  • Altezza 298 m
  • Lunghezza campata principale 1.018 m
  • Acciaio 1.600 t
  • Costo 2,76 miliardi di dollari

Ciò che sembrava impossibile adesso non lo è più e l’evoluzione in questo campo dell’ingegneria lo dimostra. Seguiteci, c’è ancora tanto da fare e da scoprire.


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