TARI, quest’anno è partita la rivoluzione | Non la devi pagare più, anzi, c’è anche un’altra novità: ora devono rimborsarti

Illustrazione di bidoni dell'immondizia (Pexels FOTO) - www.buildingcue.it
La TARI sta subendo un’evoluzione incredibile, e ci sono buone possibilità di non pagarla in certe e particolari situazioni.
La TARI, la tassa sui rifiuti, è nata per coprire i costi della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti urbani. Nel tempo, ha subito diverse modifiche, adattandosi alle esigenze ambientali e ai bilanci comunali.
Inizialmente era calcolata solo sulla superficie dell’immobile, ma oggi tiene conto anche del numero di occupanti, cercando di rendere il sistema più equo. L’idea è che chi produce più rifiuti paghi di più, anche se non sempre funziona alla perfezione.
Negli ultimi anni si è parlato molto di tariffa puntuale, un modello che premia chi differenzia meglio e penalizza chi produce troppi rifiuti indifferenziati. Alcuni comuni lo stanno sperimentando, con risultati incoraggianti.
Nonostante le buone intenzioni, la TARI resta una delle tasse più discusse. Il suo importo varia molto da città a città, e non sempre i cittadini vedono un servizio efficiente in cambio di ciò che pagano.
Una piccola rivoluzione
Se ogni volta che arriva la bolletta della TARI hai la sensazione di star pagando più del dovuto, sappi che potresti avere ragione. Dal 2025 cambiano le regole e c’è la possibilità di ottenere rimborsi o riduzioni sulla tassa dei rifiuti. La buona notizia? Chi produce meno rifiuti e fa una corretta raccolta differenziata sarà finalmente premiato.
Le novità non si fermano qui: ci sono già diverse esenzioni e sconti di cui potresti non essere a conoscenza. Per esempio, se hai una casa disabitata o vivi in una zona senza raccolta rifiuti, potresti ottenere un bello sconto. Vediamo nel dettaglio come funziona e chi può beneficiarne.

Le nuove regole
A partire dal 2025, la TARI non verrà più calcolata solo in base ai metri quadrati della casa o al numero di persone che ci vivono, ma anche sulla quantità effettiva di rifiuti prodotti. Il nuovo sistema, chiamato tariffa corrispettiva puntuale, funzionerà con sacchetti dotati di codice identificativo o bidoni con chip per tracciare quanto butti. Meno rifiuti produci, meno paghi. Facile, no?
Ma ci sono già altre situazioni in cui è possibile ottenere riduzioni o rimborsi. Se hai un’immobile inutilizzato, per esempio, e senza utenze attive, potresti essere esentato del tutto dal pagamento della tassa. Se invece vivi in una zona non servita dalla raccolta rifiuti, hai diritto a uno sconto del 40%. Anche chi è in difficoltà economiche può fare richiesta del bonus TARI, concesso dai Comuni a chi ha un ISEE sotto una certa soglia. E se vivi da solo, puoi chiedere uno sconto fino al 30%.