Terremoto Centro Italia: la verità strutturale

Parla l’esperto: l’Ing. Gotti, spiega le cause dei collassi strutturali avvenuti durante il sisma

Terremoto rieti 4
Pagina Facebook Ing. Gherardo Gotti

Il terremoto del Centro Italia ha scosso e continua a scuotere l’anima di molti, alimentando purtroppo la fervida immaginazione di quelli che “cavalcano l’onda” del dolore, affermandosi come sciacalli e complottisti.

La redazione di Close-up Engineering accoglie chi della propria professione ne fa anche una missione di vita, al servizio del popolo e per il popolo, divulgando il proprio sapere e ritenendo più che opportuno la pubblicazione di contenuti che possono servire, a chi non è “addetto ai lavori” per approcciarsi in maniera logica e razionale ad eventi tragici come questo, evitando di “abboccare” facilmente alle false notizie.

L’ Ingegnere Gherardo Gotti, portatore sano del buon senso e della cultura, ha spiegato, attraverso il supporto delle immagini pubblicate dai diversi reporter dei Tg nazionali, le cause e le possibili motivazioni attraverso cui si è compiuto il collasso strutturale degli edifici situati nelle zone colpite dal terremoto. In questo articolo verranno riportati i contenuti di ciò che egli, con grande conoscenza e solidarietà, ha reso pubblico.

1. Una struttura paragonabile ad un fusibile

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Nella descrizione di tale immagine, il tecnico definisce che, in tal caso l’edificio resiste abbastanza bene al sisma che l’ha colpito, le lesioni ed i distacchi che sono abbastanza evidenti di intonaco, non sembrano destare alcuni pericoli per l’incolumità. In tal caso la normativa permette che un edificio residenziale possa essere soggetto a lesioni, senza creare alcun danno alle persone. Il paragone che egli riporta è riconducibile a quello di un fusibile, il quale rompendosi potrebbe salvaguardare la vita umana.

2. Un letto di mattoni

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Le strutture in pietrame caratterizzerebbero gran parte degli edifici, si denota come essi sorreggerebbero cordoli in cemento, abbastanza rigidi. Apparentemente sembrerebbe che prima di posare il suddetto cordolo, in precedenza sia stato realizzato un letto formato di mattoni. E’ molto chiaro ed evidente lo sbriciolamento delle murature in pietrame.

3. Per una resistenza globale migliore

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In tale foto ci sarebbero delle staffe, (in verde una rimasta del tutto chiusa, mentre in rosso due del tutto aperte). Le staffe si collocano tra gli elementi orizzontali che devono tenere saldamente tra loro i ferri verticali; ovviamente se questi non sono sufficienti, o abbastanza resistenti, quelli longitudinali tendono a deformarsi, come ciò che è accaduto all’ Hotel Roma. I dettagli di tali parti devono essere curati, poiché permettono sia al ferro che al cemento di sposarsi bene tra  loro. Un ‘opera realizzata a regola d’arte presuppone che cemento e ferro arrivino insieme a rottura contribuendo ad una resistenza globale migliore.

4. Edificio in cemento armato

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Quest’immagine rappresenta un classico edificio in cemento armato. La normativa detta che la rottura debba interessare prima le travi orizzontali, e successivamente i pilastri verticali. Per fare in modo che ciò avvenga le staffe dei pilastri devono proseguire fino in cima, suscitando cosi la rottura del nodo trave-pilastro con successivo collasso.

5. Una struttura precaria in sassi e calce

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Qui si presenta un cordolo in C.A. sulla copertura, è il problema che si ripresenta continuamente. Su di una muratura piuttosto precaria realizzata con sassi e calce si colloca un peso rigido. L’esempio a scala ridotta, sarebbe quello di andare a poggiare un mattone su di un castello di sabbia, sollecitandolo con oscillazioni reggerebbe ben poco, per poi collassare.

6. Un piano interrato che restringe la pianta

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Il suddetto edificio presenta una struttura portante in cemento armato. Il telaio è ben realizzato, (sarebbe la parte grigia rimasta intatta) ma la muratura di tamponamento  è crollata (indicata dalla freccia). Bisogna oltretutto considerare l’esistenza di un piano interrato con un parziale restringimento della pianta del fabbricato. Tale drastica diminuzione di una parte resistente, deve essere soggetta ad opportune ed accurate analisi.

7. Copertura non rinforzata

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La copertura non risulterebbe rinforzata. Oltre alla parete, è crollata anche la copertura, quindi la presenza di un cordolo di copertura in cemento ha comunque limitato i danni.