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13 miliardi di euro per sbloccare le opere incompiute

Una seconda lista di 44 opere pubbliche da sbloccare mediante il commissariamento, per un valore di 13,2 miliardi di euro, è stata inviata alle Camere per acquisire il parere da parte delle Commissioni parlamentari competenti.

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Questo potrebbe essere il momento giusto per compiere un passo di crescita molto importante per il Paese. Il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, interrogatasi sulla situazione delle opere pubbliche, ha deciso di inviare una lista di opere che devono essere compiute, anche con l’affidamento a commissari esterni. C’è seria volontà di terminare ciò che è fermo da troppo tempo. Dal Nord al Sud Italia, soprattutto in quest’ultima parte del Paese, sono troppe le opere che rallentano le economie del territorio. Quali sono le opere individuate nella lista?

Lunga lista

Il provvedimento, predisposto dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, è una prosecuzione della legge “sblocca – cantieri” del 2019 per la quale fu stilata una lista di 57 opere commissariate per un valore totale di 83 miliardi di euro. Con la nuova lista, se dovesse essere approvata, le opere diventerebbero 101 per un valore complessivo di 95,9 miliardi di euro. Tale somma è destinata per una parte, il 30 per cento, al Nord (28,7 miliardi), il 28 per cento al Centro (27,7 miliardi) e il restante 42 per cento al Sudo (40 miliardi di euro). Per accelerare la realizzazione di queste opere è prevista la nomina di 13 commissari straordinari.

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Nella nuova lista sono previsti finanziamenti per la realizzazione di 18 interventi sulla rete stradale, 15 infrastrutture ferroviarie, 2 opere di trasporto rapido di massa per migliorare la mobilità urbana a Roma e a Catania e 9 per presidi di sicurezza. Le opere sono state scelte per grado di complessità progettuale nonché iter amministrativo. Inoltre, le opere scelte sono quelle maggiormente individuate come punti strategici a forte impatto socioeconomico. Anche a livello burocratico, la progettazione sarà condotta come mai prima d’ora, snellendo i tempi e l’iter burocratico.

Le opere da realizzare in breve

Le 44 opere da realizzare, dal valore di 13 miliardi di euro, sono per lo più di infrastrutture di trasporto. In particolare, sono state previste 6 strade al Nord (dal valore di 1,6 miliardi), 4 trade al Centro e 8 al Sud. Del trasporto ferroviario, soprattutto al Sud se n’è già parlato abbastanza. Infatti, nella lista c’è spazio per 8 ferrovie al Nord, 5 al Centro e 2 al Sud. Tuttavia, la proposta non riguarda solo i trasporti. È prevista, inoltre, la realizzazione di 1 presidio di pubblica sicurezza al Nord, 6 al Centro e 2 al Sud. L’elenco completo è disponibile sul sito del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, con gli allegati sugli approfondimenti e i cronoprogrammi dei lavori e tempi burocratici accelerati.

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Per quanto riguarda le infrastrutture ferroviarie, l’interesse è rivolto anche per alcune zone coinvolte per i Giochi Olimpici invernali del 2026 che si terranno tra Milano e Cortina. Un piccolo spazio nella lunga lista è riservato, anche all’adeguamento del tracciato di collegamento al tunnel ferroviario transfrontaliero del nuovo collegamento Torino – Lione. Infine, sono proposti interventi per collegamenti portuali e aeroportuali e una nuova elettrificazione, probabilmente dedicata all’alta velocità, di linee ferroviarie al Sud. Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, la protagonista non può che essere Roma nella quale è previsto un potenziamento delle linee tranviarie.

Le parole del Ministro

Secondo il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannino, questa lista di opere dal valore di 13 miliardi di euro è di vitale importanza per la rinascita del Paese. La necessità di “velocizzare la realizzazione di opere attese da anni e di creare un sistema di verifica sullo stato di attuazione tramite la pubblicazione dei cronoprogrammi e degli stati di avanzamento” deve essere condotta per la totale trasparenza. Le procedure, ribadisce Enrico Giovannino, dovranno essere accelerate e semplificate perché “devono permettere di realizzare le opere nei tempi previsti”.

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