Il Coronavirus preoccupa molto gli italiani. L’Italia è, ad oggi, il terzo paese nel mondo per numero di contagi e il numero di morti è salito a 6. La quarantena imposta in alcune città, il coprifuoco e il divieto di riunirsi in massa rischiano di minare la produttività di un settore importante come l’ingegneria. Molti personaggi pubblici ed esperti si sono esposti sul tema proponendo lo Smart Working come soluzione al problema, un metodo di lavoro da remoto che ha limitato i danni economici in Cina. Ci si domanda però se in un paese come il nostro, basato sul vivere in società, questo sia realizzabile nel breve termine, nonostante le necessità. Intanto in Australia un possibile vaccino supera il primo test di efficacia.

Coronavirus, da Burioni a Boeri consigli per gli ingeneri
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Boeri si espone sul Coronavirus

Nella tarda serata di ieri, Domenica 23/02, Stefano Boeri, autorevole firma dell’architettura italiana, progettista del bosco verticale e professore al Politecnico di Milano, parla della sua esperienza con il Coronavirus avendo uno studio a Shanghai. Con un post su Facebook, lancia un messaggio di speranza ma sottolinea anche che lo Smart Working è una soluzione praticabile al problema.

“Vi propongo una breve riflessione sulla convivenza con il Coronavirus; una riflessione che non nasce da supposizioni, ma da una semplice esperienza.
Abbiamo da anni uno studio di architettura a Shanghai. Da 20 giorni, gli architetti lavorano a casa, da remoto. Teatri, musei, cinema chiusi. Scuole e università chiuse. Aperti a rotazione alimentari e farmacie. Trasporti a frequenza ridotta. E da ieri la notizia -molto positiva- che a Shanghai non ci sono più nuovi infetti. Non c’è nessuna morale da questa vicenda, ci mancherebbe, ma la semplice considerazione che ce la si può fare – se si seguono senza polemiche e eccezioni le indicazioni delle istituzioni. E se si cerca di trasformare -difficile, lo so bene- un problema gigantesco in una piccola opportunità. Per sperimentare nuovi modi di lavorare e dedicare più tempo a cose che solitamente appena sfioriamo. Grazie”

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Burioni, contro il contagio c’è solo lo Smart Working

La SARS-CoV-2, meglio conosciuto come Coronavirus, è l’argomento principe per Roberto Burioni. Il medico virologo, è spesso in TV e da tempo sostiene la linea dura di prevenzione. Infatti dopo l’imposizione della quarantena e la chiusura delle scuole ha sostenuto le scelte prese dal governo e l’azione della protezione civile. Per lui la priorità per il professore è non espandere il virus e per questo evitare di frequentare aree affollate come scuole, università e i luoghi di lavoro. Propone appunto che ci sia un sostegno allo Smart Working, un metodo che potrebbe per lui evitare il contagio.

“È importante in questo momento, soprattutto nelle zone colpite dall’epidemia evitare i luoghi affollati, evitare i contatti stretti. Le aziende dovrebbero dare priorità al lavoro da casa, come abbiamo fatto all’Università del S. Raffaele dove è stata sospesa tutta l’attività didattica. È meglio, in questo momento, stare a casa“.