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Costruire in legno dimezza le emissioni di CO2 dell’industria del cemento

Un interessante studio condotto dell'Università di Aalto dimostra in maniera oggettiva che utilizzare il legno come materiale da costruzione può ridurre l'impatto ambientale del settore della costruzione.

L’incremento delle emissioni di CO2 rappresenta uno dei problemi ambientali più importanti degli ultimi decenni. La produzione in eccesso di questo gas mette in pericolo l’esistenza dello strato di ozono, che protegge la nostra terra dai raggi ultravioletti provenienti dal sole. Ma non solo. Un altro effetto, purtroppo attuale, è quello del surriscaldamento climatico. La presenza in eccesso di anidride carbonica forma una cappa che impedisce l’espulsione del calore assorbito dalla terra nelle ore diurne.

Le emissioni di CO2 in eccesso sono causate dell’attività industriale dei paesi sviluppati. Uno dei settori più impattanti è quello delle costruzioni, che da solo è responsabile del 39% delle emissioni di CO2 nell’atmosfera. Un recente studio, condotto da ricercatori dell’Università di Aalto, dimostra che utilizzare il legno come materiale da costruzione potrebbe ridurre significativamente l’impatto ambientale della costruzione di edifici.

Una riduzione del 50% delle emissioni di CO2

La ricerca dell’università finlandese si basa sull’analisi di 50 casi di studio noti nella letteratura tecnica. Gli edifici sono stati suddivisi in tre gruppi in base alla quantità di legno utilizzata e alla quantità di anidride carbonica immagazzinata. Il gruppo con la quantità minore di legno immagazzina 100 kg di anidride carbonica per metro quadrato. Il gruppo centrale 200 kg e il gruppo con la maggior quantità di legno ha uno stoccaggio di 300 kg per metro quadrato.

Costruire in legno dimezza le emissioni di CO2 dell'industria del cemento
L’idea per una torre modulare in X-Lam. PH: dezeen.com

I risultato della ricerca hanno mostrato che se l’80% dei nuovi edifici residenziali in Europa fosse realizzato in legno sia nella la struttura portante, che nei rivestimenti, superfici e arredi, gli edifici immagazzinerebbero 55 milioni di tonnellate di anidride carbonica all’anno. Un dato che equivale a circa il 47% delle emissioni annuali dell’industria del cemento europea. Un risultato incredibile ma che non lascia stupiti, perché i benefici dei materiali naturali sono ormai noti. Ma questa è la prima volta che il risparmio ambientale degli edifici in legno viene quantificato in maniera così precisa a livello europeo.

Uno scenario raggiungibile entro il 2040

I ricercatori hanno dimostrato che la soglia di stoccaggio di 55 milioni di tonnellate all’anno potrebbe essere raggiungibile entro il 2024. Nello scenario immaginato, a partire dal 2021 il 10% dei nuovi edifici residenziali mondiali dovrebbe essere realizzato in legno, ciascuno con uno stoccaggio di 100 kg di CO2. Dopodiché, la quota di edifici in legno dovrebbe crescere costantemente fino all’80% entro il 2040.

Ma non solo, perché contemporaneamente alla crescita nel numero dovrebbero essere realizzati edifici in legno che immagazzinano ancora più anidride carbonica. Quindi con uno stoccaggio di 200 e 300 kg di CO2 al metro quadro. In questa maniera quindi la quantità annua di CO2 catturata sarebbe di 2 Mt per il 2020, 15 Mt per il 2030 e 55 Mt per il 2040. Pertanto, la quantità cumulativa per questo periodo di 20 anni sarebbe di 0,42 Gt.

La costruzione in legno è sostenibile solo se il legno proviene da foreste coltivate in modo sostenibile.

Passare da prodotti di breve durata, come la carta, a prodotti con un lungo ciclo di vita, come i materiali da costruzione in legno, aiuterebbe a ridurre al minimo l’impatto sulle foreste europee e sui serbatoi di carbonio cruciali che contengono“. Queste le parole del ricercatore Juudit Ottelin.

L’efficienza energetica e il futuro

Gli edifici e tutta la filiera alle spalle sono responsabili di un terzo delle emissioni globali di gas serra, circa dieci volte di più del traffico aereo mondiale. Nella sola Europa vengono costruiti circa 190 milioni di metri quadrati di superficie abitativa ogni anno. Con una rapita crescita di quasi l’1% all’anno.

Costruire in legno dimezza le emissioni di CO2 dell'industria del cemento
Particolare di una struttura in legno. PH: dezeen.com

L’efficienza energetica è lo strumento più utilizzato per misurare l’impatto ambientale degli edifici. Ma questo parametro tiene conto di una serie di fattori, non solo del materiale utilizzato per la costruzione. I risultati di questa ricerca però mostrano l’importanza di un uso così massiccio di materiali naturali e dell’immediato impatto ambientale positivo. La proposta del team di ricerca è di tenere più in considerazione questi dati, come afferma Ali Amiri: “I certificati di efficienza energetica in tutto il mondo, potrebbero tenere meglio in considerazione i vantaggi climatici delle costruzioni in legno. Finora, sono fortemente concentrati su come l’energia viene consumata durante l’uso.”

La progettazione sostenibile deve essere il futuro del nostro settore. Circa la metà dell’impronta di carbonio delle case a energia zero si verifica prima ancora che qualcuno ci abbia vissuto. Dati troppo importanti per continuare a sottovalutarli. E i tanti progetti sostenibili realizzati ultimamente in legno, come grattacieli, stadi e ponti, dimostrano che qualcosa si sta muovendo.

CUE FACT CHECKING

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Massimiliano Russohttp://building.closeupengineering.it
Laureato Triennale in Ingegneria Civile e Ambientale presso il Politecnico di Bari, laureato Magistrale in Ingegneria Strutturale presso l'Università di Pavia. Responsabile editoriale di BuildingCuE, in passato ha scritto anche per Teknoring. La divulgazione scientifica rappresenta la sua missione quotidiana.