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Ponte sullo Stretto: accelerata del Governo, sarà la volta buona?

Ritorna prepotentemente d’attualità, col nuovo Governo, la questione relativa alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. Stavolta, però, i presupposti sembrano essere più concreti che mai.

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“M’ama, non m’ama… M’ama, non m’ama…”

Da ragazzini sarà capitato a tutti di sfogliare i petali di una margherita, pronunciando queste frasi fino all’ultimo petalo, in attesa di “scoprire” il nostro destino amoroso. Bene, per le sorti del Ponte sullo Stretto di Messina la storia (parafrasando un po’) non è tanto diversa: “Si fa, non si fa… Si fa, non si fa…”.

Nel corso dell’ultimo secolo, infatti, si sono succeduti alternativamente pareri favorevoli e contrari quasi regolarmente. Il tutto con un susseguirsi di analisi costi/benefici, scenari tecnico-economici e bilanci di sostenibilità in quantità industriale.

Questa volta, però, sembrerebbe essere la volta buona. Il condizionale, sia chiaro, rimane d’obbligo, però le premesse sono incoraggianti.

Il nuovo Governo, infatti, ha decisamente spinto sull’acceleratore fin da subito sulla ripartenza dell’iter burocratico per la realizzazione di quest’opera. Esaminiamo meglio, dunque, questa interessante situazione, che dopo decenni e decenni di empasse potrebbero regalare all’Italia una delle opere ingegneristicamente più importanti della storia dell’uomo.

Ponte sullo Stretto: l’attuale stato dell’arte

Fin dalle prime ore di vita del nuovo Governo ed, in particolare, dalla costituzione del nuovo organico del MIMS (Ministeri delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile), il riproporsi del tema del Ponte sullo Stretto è stata una delle primissime azioni compiute. Se all’inizio, però, si è solamente parlato di un eventuale sblocco della situazione, negli ultimi giorni sembrerebbero esserci stati dei discreti passi in avanti.

Il neo-Ministro del MIMS, Matteo Salvini, ha infatti rilasciato numerose dichiarazioni, le ultime delle quali piuttosto interessanti. Premettendo che l’iter non sarà semplice, il primo passo è stato quello di convocare a Roma i Presidenti delle Regioni Calabria (Roberto Occhiuto) e Sicilia (Nello Musumeci) per stabilire il percorso da intraprendere per realizzare l’opera. Poi si è deciso di istituire una regia permanente tra Regioni e Ministero e di fissare un incontro istituzionale con R.F.I. S.p.A. (Rete Ferroviaria Italiana), assegnataria dell’incarico dal precedente esecutivo di un ulteriore studio di fattibilità tecnica-economica dell’opera.

A valle di ciò, l’argomento Ponte di Messina sarà inserito nell’agenda del prossimo CdM (Consiglio dei Ministri) di lunedì prossimo. Questo passo decreterebbe un concreto inizio del (lunghissimo) iter che porterebbe alla realizzazione dell’opera più ecologica e tecnologicamente avanzata del mondo, a detta degli addetti ai lavori.

Si tratterebbe poi, di reinsediare la società Stretto di Messina S.p.A., ufficialmente in liquidazione da 9 anni (dal 15 Aprile 2013, per l’esattezza), che tornerà così a svolgere le proprie funzioni. Ultima, ma non meno importante, la decisione di eseguire solamente un aggiornamento dell’ultimo progetto (realizzato, fra le altre, dalle società d’ingegneria COWI e Parsons) o se bandire una nuova gara. In ogni caso, l’importante, a detta del Ministro, è che “Sicilia e Calabria diventino un punto di riferimento dell’innovazione, del futuro, del green”, con l’ambizioso obiettivo di iniziare i lavori nel 2024.

Ponte sospeso come scelta tecnica definitiva

Per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, nel corso dei decenni, sono state vagliate numerose ipotesi progettuali. Tralasciando i progetti ante Concorso internazionale di idee del 1969 (di fatto quasi sempre poco più che spunti), i principali modi studiati per attraversare lo Stretto di Messina sono i seguenti:

  • tramite un tunnel immerso in acqua e tenuto in equilibrio mediante cavi di sospensione in acciaio ancorati al fondale marino (il cosiddetto “Tunnel di Archimede”);
  • mediante una profonda galleria sotterranea, scavata all’interno dello strato superficiale del substrato roccioso del fondale marino;
  • con un tunnel sommerso in acqua e poggiato su sottostrutture rigide (diga sottomarina o pile  a scogliera) solidali al fondale marino;
  • per mezzo di un convenzionale attraversamento sopra il pelo libero dell’acqua, con schema statico di ponte strallato multicampata o ponte sospeso mono/multicampata.
Ponte sullo Stretto
Confronto fra le principali soluzioni progettuali del Ponte sullo Stretto di Messina. Credits: MIT

Attualmente la scelta (che si ritiene quella definitiva) è di attraversamento mediante ponte sospeso monocampata. In caso di realizzazione l’Italia avrebbe un’infrastruttura da record, in quanto il Ponte sullo Stretto di Messina diventerebbe il più grande al mondo in termini di luce fra le due pile (oltre 3 km!), superando dei giganti come il Kanakkale 1915 Bridge o il Terzo Ponte sul Bosforo.

Un contributo fondamentale in questo senso è stato dal compianto ingegnere americano William Brown, uno dei massimi esperti in materia di ponti sospesi. È lui, infatti, che ha introdotto il concetto di impalcato tricassone a profilo alare, oggi ritenuto lo standard di riferimento nella concezione degli attuali ponti sospesi di grande luce.

Ponte sullo Stretto
Bozzetto originale dell’Ing. Brown sulla concezione dell’impalcato tricassone a profilo alare per ponti sospesi. Credits: Ingegneria e dintorni

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