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Shimao Hotel: primo albergo groundscraper al mondo

Categorie Architettura · Strutture

Realizzato dallo studio di ingegneria Jade + QA di Londra, in collaborazione con Shimao Property Group, lo Shimao Wonderland InterContinental Hotel si trova in Cina. Precisamente a Songjiang, uno dei distretti in cui è suddivisa la zona di Shanghai. La particolarità dell’albergo sta nel fatto che è stato aperto all’interno di una cava abbandonata di 88 metri di profondità. Costato 555 milioni di dollari, ha un totale di 337 camere e 18 piani ed è stato definito dallo studio di progettazione come un “groundscraper”. Insomma, lo Shimao Hotel è uno skyscraper al contrario!

Il concetto dell’edificio ha tratto ispirazione dalla cava stessa e dal suo ambiente naturale. Deve essere tutto finemente bilanciato seguendo l’uso dei principi Tao di yin e yang.

Martin Jochman

Shimao Hotel: il progetto

L’architetto Martin Jochman ha portato avanti il concetto di albergo all’interno di una cava, mentre lavorava per Atkins e ha vinto un concorso nel 2006. Successivamente ha fondato il suo studio Jade + QA, dove ha proseguito il progetto dello Shimao Hotel. L’edificio presenta una struttura in acciaio ed è appoggiato a una parete rocciosa su un lato della cava. Ci sono solo due piani che si innalzano sul livello del suolo e due piani più bassi, che scendono al di sotto del livello dell’acqua presente sul fondo della cava.

Shimao Hotel: primo albergo groundscraper al mondo
Vista dall’alto dell’hotel nella cava. PH: jade-studio.uk

Grossomodo al centro dello Shimao Hotel è inserita una “cascata di vetro”: una struttura che contiene gli ascensori dell’edificio e dà accesso a tutti i piani. Oltre alla cascata di vetro, ci sono altri due elementi principali della volumetria dell’edificio, derivanti ​​dal carattere del sito e dalla sua posizione. La “collina verde”, ovvero il tetto a due piani sul livello del suolo con i giardini pensili, e la forma ad S creata dalle camere per gli ospiti.

Shimao Hotel: primo albergo groundscraper al mondo
Vista della “cascata di vetro” e della forma ad S dell’albergo. PH: jade-studio.uk

Un’attenzione particolare ha ricevuto la sostenibilità dell’intero fabbricato. L’orientamento dello Shimao Hotel e i suoi due soli piani oltre il livello del suolo contribuiscono a minimizzare l’impatto del vento del Nord. Mentre il tetto in erba contribuisce a garantire la biodiversità. Oltretutto, le proprietà termiche dell’ammasso roccioso della cava hanno effetti positivi sul consumo energetico, garantendo il fresco in estate e il calore in inverno.

Shimao Hotel: primo albergo groundscraper al mondo
“Collina verde”. PH: jade-studio.uk

Un hotel diventato una sfida

La costruzione di questo albergo non è stata del tutto tranquilla, e ha visto svariati ritardi nella consegna. Si sono verificati molti problemi tecnici e operativi associati alla costruzione in un luogo così unico e difficile, comprese le scale antincendio, la sicurezza nelle inondazioni e nella caduta di massi. Di fatto, la sfida ingegneristica più grande per il team, che ha portato avanti il progetto dello Shimao Hotel, è stata soddisfare i codici sismici e strutturali con un tipo di edificio senza precedenti. Si tratta pur sempre di una struttura alta fissata alle estremità a una parete rocciosa, e posta all’interno di una cava. Qualcosa di insolito e molto ambizioso, tanto da rientrare come struttura impossibile in molti programmi televisivi, tra cui Megastructures del National Geographic Channel.

Shimao Hotel: primo albergo groundscraper al mondo
Ristorante sottomarino. PH: jade-studio.uk

Le aree pubbliche dell’hotel si trovano sopra e sotto ai livelli con le camere principali. I due piani sul livello più alto ospitano la reception dell’hotel, un ristorante e strutture per meeting. Piscine e altri spazi per conferenze si trovano in riva al lago della cava, a 14 piani al di sotto del livello del suolo. I due piani sott’acqua ospitano un ristorante e ulteriori camere da letto, che si affacciano su un acquario sottomarino. Sebbene questa non sia la prima cava ad essere stata rivisitata e riutilizzata per scopi commerciali, l’architetto Jochman ritiene che l’hotel potrebbe essere un modello da seguire su come impiegare altri siti industriali ormai dismessi.

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