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Storia degli edifici di pregio delle case da gioco italiane

Il Bel Paese è pieno di strutture spettacolari, specialmente in città storiche come Venezia. È singolare, però, l’utilizzo di alcuni di questi palazzi per fini ludici.

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Sono tre le case da gioco che sono rimaste in piedi nel territorio italiano: lo storico Casinò di Venezia, il più antico al mondo, il Casinò di Sanremo, inaugurato nel 1905, e il Casinò de la Vallée a Saint Vincent, in Valle d’Aosta.

A livello europeo, altri Casinò di rilievo sono quello di Monte Carlo, e quello di Malta. È bene menzionare anche la vicina Slovenia, che conta molteplici Casinò che stanno riscuotendo successo a livello mondiale. Nova Gorica è stata, infatti, ribattezzata la Las Vegas europea.

Vediamo che cosa si stanno perdendo i giocatori di tutto il mondo in termini architettonici. Andremo ad analizzare i due principali Casinò italiani: quello di Sanremo e quello di Venezia.

Casinò di Sanremo

Il casinò di Sanremo, in termini di edificio, è fra le case da gioco italiane più antica. L’attività inizia nella Città dei Fiori nel 1905, quando viene rilevata la licenza da Villa La Sultana di Ospedaletti, che l’aveva esercitata dal 1884.

L’edificio viene progettato dall’architetto francese Eugène Ferret per offrire un luogo al chiuso dove intrattenere ricchi ospiti, specialmente stranieri. La struttura si trova di rimpetto alla Chiesa Russa e venne eretta grazie al finanziamento del banchiere Bartolomeo Asquasciati che nel 1898 prestò 1.200 milioni di lire al Comune di Sanremo.

La struttura dell’intero Casinò è stata progettata in un delicato stile Liberty. Infatti, Ferret aveva precedentemente già operato in numerosi altri importanti progetti, portando in giro per il mondo il gusto per le linee morbide ed eleganti dell’art nouveau.

Le sale private del Casinò, ampie e luminose, hanno ospitato per anni feste e ricevimenti, e hanno iniziato ad ospitare anche giochi d’azzardo con tavoli verdi e giochi di carte come il poker o lo chemin de fer e ancora roulettes e slot-machines con jackpot ricchissimi.

Le vincite da capogiro hanno attratto personaggi internazionali quali re Faruk d’Egitto e l’attore Vittorio De Sica, che con la loro stessa notorietà hanno a loro volta contribuito a rendere la casa da gioco famosissima.

Casinò di Venezia

Fra le prime case da gioco veneziane, nata nel 1638 vi è il Ridotto di San Moisè. Nel 1938 viene inoltre inaugurato il Casinò di Venezia al Lido, ed è stato attivato come sede estiva del Casinò fino alla fine degli anni ’90.

Case da gioco
Casino, credits: pixabay.com

Nel 1946, immediatamente dopo alla fine della Seconda Guerra Mondiale, il comune di Venezia diviene proprietario dell’immobile conosciuto come Ca’ Vendramin Calergi.

Il comune si attiva immediatamente per installare al suo interno la sede invernale del Casinò di Venezia, di fatto consolidando la casa da gioco del Ridotto di San Moisè.

Ca’ Vendramin Calergi, palazzo rinascimentale, è stato costruito tra il 1481 e il 1509 dalla famiglia Loredan, sotto la direzione, molto probabilmente, dell’architetto Mauro Codussi.

Non è completamente sicuro che quest’ultimo fu l’architetto incaricato perché Tommaso Temanza, nel 1778, identificò come progettista Sante Lombardo, figlio di Tullio Lombardo, celeberrimo scultore e architetto.

Gli interni sono stati in parte affrescati dalla mano del Giorgione. Il palazzo, poi, è passato tra i possedimenti del Duca di Mantova Guglielmo Gonzaga, poi di Vettor Calergi e successivamente alla figlia di quest’ultimo, sposata con Vincenzo Grimani.

Nel 1614, i nuovi proprietari commissionarono a Vincenzo Scamozzi l’ampliamento dell’ala destra del palazzo, coprendo il preesistente giardino e dando la forma a L che rimane ancora oggi la forma strutturale.

Palazzo Vendramin presenta una delle facciate più iconiche del Rinascimento veneziano, visto che rappresenta un’interpretazione locale del Palazzo Rucellai di Firenze e della travata ritmica dell’Alberti utilizzata a Mantova.

La facciata presenta dei pronunciati marcapiani, sorretti da semicolonne a ordini sovrapposti: dorico, ionico e corinzio. Le cinque ampie bifore, dal ritmo diseguale, movimentano il prospetto di ciascun piano, dandogli l’aspetto di una loggia a due piani.

Internamente, il palazzo presenta un corridoio interno dal quale si accede allo scalone principale. Al posto degli affreschi antichi del Giorgione, oggi vi sono degli stucchi più recenti.

Il primo piano nobile è sede del Salone, nel quale si conservano opere del Cinquecento e Settecento. L’ambiente è stato realizzato in forma di T, in modo tale da poter giovare di un’ampia veduta sullo spettacolare Canal Grande.

Le altre sale sono state modificate nel Seicento, in occasione dell’ampliamento strutturale dell’ala destra.

Conclusione

Il Bel Paese è pieno di strutture spettacolari, specialmente in città storiche come Venezia. È singolare, però, l’utilizzo di alcuni di questi palazzi per fini ludici.

Ultimamente, l’industria del gioco fisico è in grave difficoltà per via delle varie chiusure imposte dal governo, ma c’è una soluzione: il gioco online.

Per quanto non sia spettacolare allo stesso livello del giocare dentro una sala Rinascimentale, il brivido è lo stesso. Per questo, consiglio di fare un salto su https://casino.netbet.it/casino-live.

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