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Nasce a Beirut il primo Eco-villaggio verde

Categorie Architettura green · Edilizia · Grattacieli

L’architettura green sta iniziando ad assumere un proprio canone, con delle caratteristiche che accomunano vari progetti. Una di queste caratteristiche è proprio il “verde verticale”. Gli esempi ormai si sprecano, a partire dal precursore di tutti, il Bosco Verticale, a Milano di Stefano Boeri. Da esso, vari discendenti hanno preso forma. Basti pensare al modello olandese o quello parigino. Anastasia El Rouss ed il suo team sono andati oltre. La sua struttura è proprio un piccolo eco-villaggio verde, sito a Beirut, capitale del Libano.

Eco-villaggio verde Beirut
Il bosco verticale, a Milano, da www.archietti.com

L’eco-villaggio verde di Beirut

L’edificio che prende il nome di MM Residential Tower, nella periferia di Beirut, è un vero e proprio villaggio. L’area su cui sorge è di ben 900 metri quadrati nell’intersezione di due strade a Chiyah, un sobborgo in rapido sviluppo nella periferia di Beirut in Libano. La nuova struttura ospita 14 residenze e uno spazio commerciale al piano terra. Essa si sviluppa su 14 piani oltre a un nucleo centrale aperto e piantumato. Il piano terra e l’interrato, affittato dalla ONG Warchee, comprenderà laboratori agricoli e di falegnameria e corsi di cucina per donne.

La struttura si fa testimone di un nuovo modo dell’abitare urbano, prendendo spunto proprio dai boschi verticali. Essa non è estranea al contesto che la circonda, anzi si amalgama alla strada sottostante ed agli edifici che la circondano. L’eco-villaggio verde a Beirut offre un nuovo modo di occupare lo spazio. Un sistema di facciata strutturale in cemento armato, infatti, introduce flessibilità sia in pianta che in sezione. Vi è poi una seconda facciata. Essa è fatta di legno modulare riciclato, personalizzata in base alle esigenze del modo di vivere degli abitanti e prodotta e mantenuta dalle donne che lavorano nelle officine di Warchee. Gli appartamenti a un piano, i duplex e gli attici possono essere integrati in diverse configurazioni, in modo quasi casuale, così che i residenti possano personalizzare il proprio spazio abitativo con divisori interni in legno.

Il verde è protagonista

Tutte e quattro facciate della struttura ospitano giardini agricoli e terrazze a pianta lineare. Tali spazi, non solo filtrano interno ed esterno, ma, nel contempo, rendono i due ambienti profondamente organici. Ciò fonde l’interno dell’edificio con l’area molto congestionata di Chyah, regalando una vista completa su Beirut e dintorni. La scala verticale principale, completamente aperta e avvolta da giardini verticali, crea un punto d’incontro per gli abitanti dell’edificio. L’eco-villaggio verde verticale si inserisce in un’area molto arida e congestionata, creando, in contrasto con tale area, un ambiente ricco di verde e che assicura la privacy per i suoi abitanti.

Un interno, da www.anastasiaelrouss.com

Anastasia Elrouss

Nel novembre 2017, all’uscita da YTAA, ha fondato il proprio studio di architettura ANA-Anastasia Elrouss Architects. Nel suo nuovo studio, Anastasia El Rouss continua a sostenere la sua principale filosofia di design: che il pensiero architettonico e urbano non può mai essere stagnante. Per lei, l’architettura riguarda l’esplorazione delle opzioni e l’apertura di un dialogo, incoraggiando al contempo una conversazione continua. Ha progetti attivi in ​​Libano, Francia, Romania, Canada e Dubai, e altri pianificati nel resto del globo. Anastasia Elrouss è una viaggiatrice costante sia per il suo lavoro di architettura che per i suoi impegni di lingua globale. Nel 2014, ha co-curato Agora, La Biennale d’Architecture d’Urbanisme et de Design di Bordeaux, con Youssef Tohme, sul tema degli spazi pubblici. Nello stesso anno, e in collaborazione con MEXTROPOLI, ha lavorato alla ridefinizione del significato di spazio pubblico a Città del Messico attraverso l’uso di mercati informali.

Eco-villaggio verde Beirut
Anastasia Elrouss, da www.anastasiaelrouss.com

Appassionata architetto e ferma sostenitrice delle donne, Anastasia è la fondatrice e presidente di Warchée, una ONG libanese che sostiene l’uguaglianza sociale e di genere internazionale sul posto di lavoro, sia in Libano che all’estero. Più recentemente, per una serie di suoi progetti, ha ricevuto varie nomination e premi. L’Haddad Compound in Canada è stato nominato per i German Design Awards 2019 nella categoria Architettura, e la villa DAM-MAD a Beirut ha vinto i German Design Awards 2019, con una menzione speciale nella categoria Architettura. La villa DAM-MAD ha anche vinto l’Iconic Award 2018: Innovative Architecture – Best of Best nella categoria CONCEPT con distinzione.

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